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Concerto Memorial dell'Immacolata

Selvazzano, Chiesa di San Domenico
Ricordando i 50 anni della parrocchia

 Nella chiesa di San Domenico a Selvazzano Dentro (Padova), venerdì 6 dicembre 2019 alle ore 20.45, si è svolto il concerto/memorial dell’Immacolata per ricordare i cinquant’anni dalla progettazione della parrocchia. La serata si è aperta con la bellissima voce di Sara Fanin che ci ha riproposto la dolcezza della romanza di Tosti creando un’atmosfera suggestiva da sogno, preludio alla poesia sul quartiere “Pionieri a San Domenico” di Maria Luisa Daniele Toffanin.

Da sx.: Maria Luisa Daniele Toffanin, Stefano Valentini.

L’editore Stefano Valentini ha presentato la plaquette evidenziando le tematiche principali espresse dall’autrice che si possono sintetizzare nella sua passione per la casa, tema ricorrente in molti suoi libri, e nell’amore per la natura, qui seguita nel variare delle stagioni, sfondo armonioso alla nascita, alla crescita del quartiere, segnata pure da molte presenze umane strette tra loro da un’amicizia armoniosa come la natura stessa.

Quindi “Pionieri a San Domenico” è una prova ancora dell’attenzione ai luoghi, più volte evidenziata dalla Toffanin. Luoghi patavini, aggiunge Valentini, di cui ora parla anche nel nuovo libro “La stanza alta dell’attesa tra mito e storia”. Di seguito l’autrice ha ringraziato il parroco don Luigi Bonetto per l’occasione musicale-poetica creata, l’amico editore Stefano Valentini e Giuliana Bigardi, pioniera a San Domenico, per la sua collaborazione nella lettura, Lino Stimamiglio per la parte storica, don Renzo e don Lino per la loro gentile presenza e gli astanti tutti.

Don Lino Minuzzo.

Don Renzo Pegoraro.

Ha poi letto l’incipit della plaquette: il suo saluto alla casa nel 47° compleanno, volgendo lo sguardo alla strada che infinita si allargava nel vigneto, luogo di incontri umani, passeggiate e invenzioni varie in questa San Domenico appena sorta. Ha proseguito poi Giuliana Bigardi, con qualche intervento esplicativo della Toffanin, leggendo qua e là vari momenti significativi. Peccato che non ci sia stato il tempo per presentarla tutta. Nuovamente la voce di Sara si è espansa nella chiesa, in tutta la sua sublime potenza vocale, nell’Exultate Jubilate dall’omonimo mottetto di W. A. Mozart, molto applaudita dai presenti. Lino Stimamiglio si è inoltrato quindi nelle vicende storiche della chiesa di San Domenico dal suo processo iniziale fino alla costruzione e al suo sviluppo nel tempo, attraverso le diverse presenze sacerdotali, fino alle esperienze più significative vissute dalla comunità come le olimpiadi, i campeggi… solo per citare alcune note di questo lungo percorso storico.

La Corale prima e poi il tenore Giuseppe Noventa, con O mio Signor di Händel, hanno offerto altri momenti musicali di grande spessore. Splendido e partecipato l’intervento di don Renzo Pegoraro, Monsignore ora Cancelliere della Pontificia Accademia per la vita, che ha parlato della freschezza che inonda tutta la plaquette, freschezza del Creato, della vita con immagini continue della natura che corrispondono alla vita stessa che si svolgeva nel quartiere. Ha ricordato con piacere il suo rapporto con i giovani, una gioventù vivace, ora uomini e donne responsabili con figli cresciuti in un ambiente in cui ancora esiste il senso del sacro. E qui ha citato le ultime due strofe: … Questo andare al ritmo del Creato / era per noi dono-rinnovo di vita / nuova minuta risurrezione, / era sconfinare il nostro tempo dell’attesa / in distese di turgide vigne / promessa-meraviglia di grappoli d’oro. // Era il Sacro che perdurava / archetipo-radice del nostro vivere / ai primordi nel mitico quartiere / spazio d’umana formazione.

Giuliana Bigardi mentre legge.

L'autrice.

Don Lino invece amabilmente ha rievocato l’amicizia che circolava nei giardini, definiti dall’autrice “vasi comunicanti a più voci”, amicizia che poi si diffondeva in tutto il quartiere e diveniva anche occasione di incontri di poesia, di sera, nelle stanze alte del patronato. Al pomeriggio talvolta colloquiava con l’autrice che gli sottoponeva alcune sue poesie, inserite anche nel bollettino parrocchiale: una grande intesa spirituale diffusa ovunque. Ha poi sottolineato i versi della plaquette …Si spense d’improvviso l’età innocente, / svaporò quel senso cosmico d’infinito / respiro interiore illimitato / garante in noi quasi d’immortalità / come allora nel prato degli aquiloni / leggeri in volo a sforare il cielo in cui si percepisce una perdita di quel senso d’immortalità avvertita invece nel fantastico prato degli aquiloni (bella iniziativa creata appunto da don Lino).

Perdita a suo dire derivata dal fatto che le cose prendevano il sopravvento e diminuiva la quota della spiritualità che invece va sempre tenuta alta per vivere più vicini a Dio. Si sono susseguiti poi altri interventi su diversi aspetti della vita della parrocchia, come quello di Lorenzo Stocchero, conclusi con la dolcissima Sara Fanin, ispirata nel canto dell’Ave Maria di Schubert. Altre poesie della Toffanin, in particolare “Risveglio” dedicata a Nereo Pavan e “Luce d’Avvento tu rosa di Natale”, la Vergine Dolce cantata dalla Corale hanno concluso l’incontro sempre con la preziosa presenza di Martino Grigoletto all’organo.

La Corale.

Molto partecipata la serata. Ricordiamo: Daniela e Antonio Bassato, Loredana Collesei con la mamma (nonna di Sara e Martino), la sorella Fiorenza Grigoletto con il marito, il marito di Sara, Anna Chiodin, Anna Baratella, Bice Candeo, Renata Baroni, Vittoria Gallo, Betty e Antonio Bassi, Adriana e Nereo Pavan, Francesco Bertazzo, Luciana e Giuseppe Moro, Fausto Martini e signora, Gianpietro e Grazia Bernardi, la famiglia Baldon, Giuseppina D’Amico, Antonio Berto, Marco, Alessandro e Giulia Toffanin, Massimo Toffanin, Elisa Scarabottolo, Toni Paolo, Dino Tiengo e signora; e altri del Cenacolo di Poesia di Praglia: Paola Pampaloni, Bruna Perin, Luisa di San Bonifacio Scimemi giunta da Padova. E tanti tanti ancora. Un grazie quindi a don Luigi che ha inventato quest’amalgama felice di musica e poesia apprezzato da tutti.

Lino Stimamiglio racconta la storia della parrocchia.

Sara Fanin e Martino Grigoletto.

A seguito della serata scrive Bruna Perin

Aleggia il verso della poetessa con “Pionieri a San Domenico”, primi residenti a dar vita a questo territorio limitrofo alla città, con visione dei Colli e con spazi di verdi prati.

I presenti vivono l’atmosfera musicale creata dai due giovani cugini Sara Fanin e Martino Grigoletto, e nella solennità del luogo il Parroco don Luigi dà spazio anche al suo talento musicale e di direttore della Corale parrocchiale. Tutto ben programmato: i versi poetici raccontano della straordinaria vicinanza degli abitanti, dei figli che crescono liberi senza limiti invalicabili di muri o di siepi; anzi la strada, il vicinato erano veri maestri di vita.

Consensi ed applausi sgorgano da cuori commossi da tante immagini: uomo e creato crescevano insieme nella grazia della natura, delle stagioni, nello stupore della vecchia casa Boschetto ancora con le mucche, con la presenza del giornalaio che portava il quotidiano nelle case, mentre la Chiesa si stava costruendo. Un tempo in cui i ragazzi si rincorrevano a frotte (pochi gli anziani), nascevano tanti bambini, in un ritmo di vita sereno che permetteva di seguire la loro formazione in una visione esistenziale più chiara in cui c’era spazio per lo spirito. E la comunità tutta insieme cresceva e maturava in spazi comuni come l’asilo Montessori prima guidato dalle suore poi gestito da laici ma sempre con una conduzione ottima che ancora perdura.

Siamo tra noi, tra fratelli ed amici e fa bene, tanto bene ricordare: è la base del futuro saper conoscere ciò che è stato, come siamo arrivati all’oggi.

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