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Per ricordare Giampietro Tonon

Caro Giampietro, in questo presente indicibile, sono riemersi ricordi di ore serene trascorse insieme. Te li giro, così senza ordine cronologico, ma segnati tutti da una costante presenza di umanità.

Lontani, sfumati, a Mortise, un canile, una casa vecchia, resa calda, accogliente da una magica stufa, luogo d’incontro in cui ti affidavo i miei contributi letterari per “Punto di vista”, quella tua rivista, bella intuizione per i tanti scrittori padovani e non. E tu eri attento ad ognuno di noi e già in queste pagine cercavi di valorizzarci con rispetto e premura. Lì in quel salotto, la cui atmosfera non so dimenticare, si stava in conversazione umana, letteraria colma di consigli da parte tua per una sprovveduta come me che, fino all’altro giorno, era vissuta e cresciuta in mezzo ai suoi ragazzi di scuola superiore. E sentivo, in quegli incontri iterati nel tempo, ancora lo stile sobrio, elegante, autentico di una Padova altra, da me sottolineato ne “La stanza alta”. Poi rivedo altri luoghi: via Boccherini, e pure il passaggio ad altre riviste, “Lo Scorpione”, e quel magico sito da te creato in cui riunivi un po’ tutta l’Italia del sottobosco, direbbe Andrea Zanzotto, che, sempre alle sue parole, nasconde preziose sorprese più di quelle esposte in vetrina.

In quel sito www.literary.it hai così realizzato il tuo sogno, preveggente anche sul fatto che il digitale avrebbe prevalso sulla carta, cosa che un po’ mi allontanava da te, essendo ancora io legata alla tradizionale forma di comunicazione. Però avevi ragione tu. Chi è fuori da quel mondo che tenevi fra le mani, è fuori dal giro. Inoltre avverto ora, riandando tra le belle pagine del tuo sito, da te gestito con cura e rinnovato con nuove iniziative, avverto il piacere e la sorpresa di rivedere eventi lontani con relative immagini ormai dimenticate. Ecco l’importanza nel tempo di questa banca dati del nostro passato. Quanto ci tenevi alle foto! – Me ne mandi più che può signora, si fa sempre tempo a togliere –. E tutto hai seguito fino in fondo con amore, con devozione lottando sempre con coraggio nelle tue non facili vicende fisiche. Ti sono grata anche per i tuoi ultimi consigli meditati sull’importanza di raccogliere, intorno ai miei libri, nomi di persone e luoghi in previsione anche di farne una raccolta nel tempo. Lo dicevi con convinzione e partecipazione. Grazie allora di questa tua amicizia che ha ritmato la mia vita tanto che sono passata dal lei al tu come si fa tra vecchi amici. In questo riandare, ritrovo anche i raffinati libretti editi dalla Libraria Editrice, come “Case di scrittori”, di cui poi ci facevi dono, e quella serie di preziose raccolte rosse, come l’Atlante Letterario Italiano, indistinguibili e preziosi registri di notizie, riproposti annualmente.

È solo un insieme di ricordi, così come sono emersi in questi momenti in cui abbiamo bisogno di trovare il silenzio per meditare sul buono della vita che sembra essere sparito dai circuiti quotidiani. E mi rimangono il tuo lavoro rispettoso e attento, i tuoi consigli, la tua umanità di cui già sento la mancanza.

 

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