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Con Iter ligure
un doppio appuntamento nelle Cinque Terre

Due appuntamenti, sabato 27 settembre 2008 al Castello di Riomaggiore e domenica 28 settembre 2008 nella Piazza Garibaldi di Monterosso, per sfogliare, con l’autrice Maria Luisa Daniele Toffanin, Graziella Corsinovi (docente dell'Università di Genova) e Sirio Guerrieri (poeta e critico letterario), la raccolta di poesie Iter ligure (Edizioni Ets. Pisa 2006).

da sx: Graziella Corsinovi, Sirio Guerrieri e la poetessa Maria Luisa Daniele Toffanin.

L’opera, composta da 32 pièces e suddivisa in tre sottotitoli – Trame d’amore, Suoni-colori, Pause – descrive il rapporto interattivo tra la scrittrice e l’ambiente. Come annotato nella Prefazione a cura di Nazario Pardini, in ogni poesia l’attaccamento al territorio assurge con gradualità da bellezza visivamente ed emotivamente vissuta a bellezza completamente idealizzata. Iter ligure, infatti, non si propone come guida, né diario o album fotografico in cui la lirica si sostituirebbe all'immagine, ma diventa un’ “odissaica ricerca di misteriosi echi che combaciano coi battiti del cuore.”

Maria Luisa Daniele Toffanin descrive, da sensibile osservatrice, la fatica dell’uomo, “mani pazienti unite nel tempo, ignare trame di storia grate alla mente del poeta che l’opera dell’uomo sempre onora” (Umano e selvaggio), racconta il paesaggio “case della vita case della morte tempere rosate e gialle sbiadite da quest’aria di sole” e le “reti miti intorno rosseggiano sulla reggiera di ginestre d’oro sui muretti ondulati a secco” (Case e reti intorno). Le Cinque Terre, che diventano “verdi dune sospese nell’amore di cielo e mare senza confini azzurri” (Cinque Terre) sono celebrate, ognuna, con una poesia capace di renderle ancora più uniche, a volte struggenti. Il mare, l’agave, i profumi, il vento sono “echi del miracolo d’amore”.

Alcune fasi dell'incontro.

Anche il tempo acquista e conquista dimensioni e significati speciali “ed era il tempo del fior de cappero (…), il tempo delle vele bianche (…) il tempo dell’andare e del venire (…), il tempo della risacca alta e livida (…)”, ma soprattutto “il tempo di partire: amaro il mare ancora sulla pelle” (Era il tempo).

A Riomaggiore e a Monterosso ci si è fatti coinvolgere dalla forza comunicativa di Maria Luisa Daniele Toffanin impegnata nella “ricerca continua degli spigoli, delle asprezze, delle solarità, o degli ampi spazi che, tutti assieme, tanto rassomigliano al dipanarsi della vita.”.

Cristina Amelio


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