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E ci sono angeli

“… urge un’etica stella …”
nel rispetto per la vita

Con questo verso tratto dal mio Dell’amicizia – my red hair, riproponiamo la presentazione di E ci sono angeli (2011) di Maria Luisa Daniele Toffanin al Centro Universitario di Padova, giovedì 12 dicembre 2013.

Roberto Ravazzolo conversa con l'autrice addentrandosi in un’analisi etica ed estetica delle poesie rivelando sempre la sua acuta capacità critica quando esamina i versi, in vari modi, più significativi. Dal nostro dialogo emerge l’urgenza di ritrovare, oggi più che mai, attenzione ai valori primari dell’esistere: il senso-rispetto per la vita sempre soprattutto nei confronti di chi è più debole e indifeso: i bambini mai nati, l’infanzia, la terza età. E l'autrice sottolineando che una creatura appena nata, è sempre un dono come afferma nei suoi versi: Devi chiamarlo dono / sublimato dalla parola / il tuo stupore di petalo / sul palmo del giorno. // Devi chiamarlo dono / – epifania divina – / il tuo sorriso-corolla / sul dorso della sera. // Devi chiamarlo dono / ché il vivere consuma / al vento abrasivo d’oggi / la sostanza di ogni dono.

Stefano Sadè.

Giulia Palli.

E l'autrice rammenta quanti bambini invece sono vittime innocenti della follia della guerra ove le donne stesse hanno ucciso la favola bambina. Di rimando la lettrice Grazia Bari, con grande emozione propone E bambini di Beslan. Ora che è naufragato ancora il mondo / nel gorgo del giglio violato // tradita l’ora della veste festosa / tradita l’aula implume di ludi e studi / pure da ferine presenze femminee // E corpi pargoli dispersi / galleggiano come rose nere / su palude di dolore // E mani occhi cuori / vivono il giogo cruento di giorni / lacerati dalla favola uccisa // sento la specie materna / in me donna, calpestata offesa / estinta là dalla follia / che perdura l’infamia della storia. // Angeli salvate l’anima del mondo / naufraga nel suo iterato orrore.

Il pomeriggio è reso più intenso e prezioso proprio dalle letture di Grazia Bari e dal flauto di Giulia Palli e Stefano Sadè. Coinvolgentì sia la sensibile interpretazione delle poesie sia la vibrante resa degli intermezzi musicali (Telemann e Debussy). Il pubblico, come sempre, partecipe e gratificato da queste arti sorelle vissute insieme.

La nebbia fitta del pomeriggio invernale, quasi una galaverna di antica memoria, non impedisce agli angeli-bambini di volare ancora una volta grazie alla sinergia dei diversi protagonisti di questo momento poetico.

L’incontro è patrocinato dall’Associazione Levi-Montalcini e dall’Associazione Centro Studi Onorevole Sebastiano Schiavon.

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