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Io, clandestina a bordo

In occasione della 532a Fiera di Ottobre il Gruppo Autori Polesani ha organizzato, alla Gran Guardia di Rovigo, dal 23 al 26 ottobre 2014, diverse iniziative così illustrate da Aurora Gardin, presidente del gruppo: “Un festival letterario, teatrale e musicale della creatività polesana per quattro giornate di storie, di storia, di memorie, di poesia, di colori, musica, libri, fantasie, sogni e messaggi di speranza, di meditazione, di bellezza. Un rimbalzo di emozioni che ha richiamato decine e decine di spettatori interessati, coinvolti dalle parole, moti dell’anima leggeri, evanescenti ma anche forti, istintivi, profondi per temi e ideali umani e universali.”

Rovigo, Palazzo della Gran Guardia.

 

Per me particolarmente significativo è il secondo incontro in cui è ripresentata la rivista semestrale Ventaglio 90, a cura di Lino Segantin, nelle cui pagine sono state gentilmente accolte diverse mie poesie. Pur essendo patavina sono legata al Polesine dall’amore di mio marito, Massimo, per quella terra dove è nato e ha trascorso, con la sua famiglia, l’infanzia e parte dell’adolescenza.

Così Aurora Gardin descrive il momento riportando le parole del direttore: “Il primo numero è stato del luglio 1990 e, a dicembre, si raggiungerà il traguardo del 50°. Molti gli Autori, circa un centinaio, più o meno noti, che hanno collaborato alla rivista a cui si deve lo straordinario merito di aver rivelato ai polesani il dimenticato patrimonio culturale e letterario della nostra gente, del nostro particolarissimo territorio.”

Aurora ricorda che nel numero -1- della rivista si scopre la vena letteraria di Segantin. Firma tre racconti, che letti dopo 25 anni, appaiono ancora straordinariamente attuali sia per i contenuti che per il ritmo veloce, gradevole ed essenziale della prosa.

da sx: Maria Luisa Daniele Toffanin, Aurora Gardin e Lino Segantin.

E presenta poi gli ospiti di questo incontro: “Gradita Ospite del pomeriggio la nota poetessa di Selvazzano, Maria Luisa Daniele Toffanin, “una clandestina a bordo”, visto la sua origine padovana con residenza a Selvazzano Dentro (Padova)..

Galeotte le sue belle poesie dedicate al Po ( “mistero mi è questo fiume, potenza d’acqua inquieta”), al delta e a Rosa-pinea (Rosapineta), dove ama fare vacanza. Soggiorni, viaggi che hanno ispirato da sempre le liriche della Toffanin. Ricca vena poetica, 9 le raccolte pubblicate, fra le quali “Appunti di Mare”. Un delizioso volumetto che racchiude “da traghetto a traghetto” la visione di due bellissimi luoghi del Mediterraneo: Tindari e Lampedusa. Percorsi per delineare cammini interiori, le origini, la sacralità, i miti e le tragedie, l’immensità dell’acqua nella magica fusione di acqua, cielo e ignoto. Ricco e raffinato il lessico, eleganti le metafore, reminiscenze classiche, ma anche candore, il quotidiano, le emozioni e attenzione e amore per l’umanità, sacra l’amicizia e l’infanzia.

Una poetessa stimata dal grande poeta Andrea Zanzotto per una “laus vitae, nei luoghi, nelle fantasie vegetali e nel brillare di gruppi umani.”

E Aurora Gardin prosegue dando voce ad altri ospiti: “Molte e interessanti le testimonianze degli Autori che hanno collaborato sin dai primi numeri con Segantin alla stesura del Ventaglio. Roberta Fava, poetessa e scrittrice, che iniziò come critica d’arte, Il giornalista e pittore Paolo Zambonin, il poeta intimista di Rosolina Simone Martinello, e poi Rosetta Menarello di Stanghella (Padova) orgogliosa di far parte degli Autori del “Ventaglio” con i suoi studi, ricerche sull’antica villa Pisani-Scalabrin di Vescovana. Tutto esotico il fascino del racconto di Nuccia Venuto, sull’hammam, l’antico rito del bagno turco, con il quale ha esordito sulla rivista. E ancora i ricordi di Paola Munaro, ideatrice del Concorso letterario di Lama Polesine “V Stagione”.

da sx: Maria Luisa Daniele Toffanin, Aurora Gardin e Lino Segantin.

La significativa poesia in rima “Lo specchio” di Franco Callegaro di Adria, le ricerche del dott. Franco Gemelli, la pluripremiata poetessa Teresina Giuliana Pavan, un bel riandare nel tempo con tanti altri Autori che con i loro scritti hanno contribuito a creare più consapevolezza e fiducia: il piacere di essere polesano.”

Intenso, per me, questo pomeriggio di ricordi letterari, storici, di emozioni del Polesine a cui mi sento, in qualche modo, di appartenere, e affettuosa l’atmosfera di amicizia che ho respirato grazie certamente alla presenza di Aurora Gardin e di Lino Segantin, persone amabili protese al bello della vita e dell’arte, nella cornice ora della propria terra. Squisito l’accompagnamento musicale del violino.

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