Servizi
Contatti

Eventi



Alla Regione Toscana
il libro di Gabriele Lenzi

Mercoledì 5 aprile 2017 alle ore 17 in Regione Toscana a Palazzo Pegaso, Via Cavour n. 4 Firenze, si è svolta, nella prestigiosa Sala del Gonfalone, la prima presentazione del romanzo Fai un salto dello scrittore Gabriele Lenzi (Masso delle Fate, edizioni).

Intervento di Eugenio Giani Presidente del Consiglio Regionale della Toscana.

Questi gli interventi previsti nell’invito: - Saluti di Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana. - Roberta Degl’Innocenti, scrittrice, poetessa e critico letterario. - Alessandro Brogi, avvocato - Veronica Boldi, Masso delle Fate edizioni.

Intervento Roberta Degl’Innocenti
Intervento di Alessandro Brogi

Ad iniziare il pomeriggio Veronica Boldi per Masso delle Fate edizioni che ha dato il benvenuto all’autore presso la casa editrice.

A seguire Roberta Degl’Innocenti che si occupa da diversi anni della scrittura di Gabriele Lenzi, sia in prosa che poesia, scrivendone le prefazioni e che ha illustrato la propria relazione, redatta per questa suo nuovo lavoro.

L’autore Gabriele Lenzi.

Eugenio Giani, dopo i saluti come Presidente del Consiglio Regionale, ha parlato dell’importanza della scrittura, dell’autore e del significato positivo di questi incontri ed anche ricordato le tante presentazioni fatte con Roberta Degl'Innocenti. al Centro Modigliani, presso il quale era Vice Presidente (ora Emerita).

Alessandro Brogi, avvocato, ha fatto, invece, un interessante excursus storico dei vari libri precedenti di Gabriele Lenzi e parlato di quello in presentazione.

A chiudere questa serie di interventi l’autore stesso che si è espresso sul proprio libro e fatto alcune letture.

Per quanto riguarda il folto pubblico è intervenuta, in maniera positiva, la scrittrice Marcella Spinozzi Tarducci con una pertinente osservazione.

Alcune vedute del pubblico presente in sala.

Di seguito la relazione relativa all’intervento di Roberta Degl’Innocenti:

“In diverse precedenti occasioni mi sono occupata della scrittura di Gabriele Lenzi, avvocato fiorentino, scrivendo le prefazioni dei suoi libri.

Per la narrativa (Granduca, La locanda del folletto, Gli occhi della notte) e poi, nelle relative presentazioni in luoghi differenti, tra le quali ricordo, in particolare, il libro di poesie (prima sua prova poetica) Tutto è giusto e perfetto, al Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse in data 28 febbraio 2016.

Quindi un autore molto eclettico, che spazia con disinvoltura dalla narrativa alla poesia, e modificando, almeno per quanto riguarda la narrativa, sia le storie, sempre profondamente diverse, ma anche la modalità di scrittura.

Il romanzo di stasera, che oltrepassa l’idea del racconto lungo, configurandosi in una formazione più complessa, articolata e dinamica, rappresenta una nuova prova dell’autore.

Lo scrittore si pone di fronte allo svolgersi della storia con una scrittura chiara, sia nella caratterizzazione dei personaggi che nelle dinamiche degli eventi, nel senso sia del quotidiano che dell’inafferrabile e di tutto ciò che pone il lettore in una piacevole convivenza con il protagonista o i protagonisti della storia di cui si parla.

Il protagonista del romanzo è un giovane avvocato (Lele), fiorentino, quindi Lenzi si trova a raccontare qualcosa di una vita, almeno nei rapporti quotidiani, che gli è congeniale, in quanto lui stesso avvocato, e usando una parte del suo nome.

Questo non perché si configuri un qualcosa di personale nel romanzo ma perché, ritengo, che l’affezione per i propri personaggi e il trasferire spesso nella loro vita luoghi cari, abitudini culinarie e di vita, sono sue caratteristiche, ritrovate anche negli altri suoi libri.

“Fai un salto” ha strutturalmente un andamento dinamico, senza mai tralasciare, però, i dettagli dei luoghi di cui si narra e una precisa ambientazione, anch’essa felice caratteristica dello sua scrittura in generale.

Quasi dall’inizio del libro ci trasferiamo a Londra, dietro sollecitazione di Alex, amico avvocato anch’esso. Nei pressi di Oxford e poi iniziano le avventure…

Leggo un passo del libro: Lele è appena arrivato a destinazione; è notte.

Pag. 25 “Il letto, ad una piazza e mezzo, alla francese, aveva un materasso ed una rete piuttosto rigidi, proprio come piace a me che ho sempre detestato i letti dove si affonda perché mi danno un senso di prigionia non permettendo la fuga in caso di bisogno.

Di solito, prima di addormentarmi, leggo qualche pagina di un libro, ma quella sera non avevo voglia di distogliere la mente dalla nuova situazione in cui mi trovavo e quindi spensi la luce. Il buio invase la stanza, ma la mente rimase accesa e, come in una sala cinematografica, iniziarono a passarmi davanti agli occhi chiusi le figure delle persone a me più care”.

Quindi il viaggio, l’ignoto di un futuro scelto e motivato ma anche l’ansia di qualcosa di imponderabile, almeno in parte, e l’immagine del quotidiano che rassicura e conforta in queste brevi parole del protagonista Lele.

La scrittura di Lenzi, anche quando descrive un luogo, una situazione, un personaggio, mira sempre a portare il lettore in maniera diretta dentro la situazione narrata e a vivere quel momento tramite emozioni. Inoltre un’ambientazione rigorosa, le abitudini culinarie e di vita e la meteorologia.

Tutto ciò che rappresenta e induce quasi a vivere l’attimo nel quale siamo proiettati dalla lettura.

La figura di Sir Albert, responsabile dello studio dove il giovane Lele lavora, è molto ben delineata e poi racchiusa in una magistrale descrizione: condottiero e paterno (come ho citato nella mia prefazione).

Ad un certo punto però ci spostiamo (sempre per lavoro) in tutt’altro ambiente: dall’Inghilterra alla Cina (Shangai, Singapore) e poi ancora in Grecia (Salonicco) e qui anche il ritmo del romanzo si fa più rapido.

Questo per la quantità e rapidità di accadimenti nei quali troviamo sempre Lele, il protagonista, affiancato da altri personaggi, in una trama complessa e avvincente.

Un momento degli interventi.

Roberta Degl'Innocenti, Veronica Boldi e il pittore Giancarlo Ferruggia.

Veronica Boldi, Gabriele Lenzi e Roberta Degl'Innocenti.

Una ulteriore caratteristica del romanzo è anche questa: una sorta di cambiamento di approccio alla scrittura in ragione dei luoghi e soprattutto degli eventi e dei molteplici personaggi che incontriamo in questa parte finale del libro.

Infatti, nell’ultima parte del romanzo, ci troviamo di fronte a una dinamica rapportata agli eventi che sono incalzanti.

In tutto questo movimento della narrazione del libro mi sono segnata, fra te tante cose, una pagina nella quale il figlio (Ale) telefona alla madre (in Italia),

Una conversazione esemplare, e anche universale, del figlio alla madre lontana che non dimostra preoccupazione per una forma di innata protezione:

Ecco la conversazione (letta a due voci): (pag.143)

“Sono rimasto in spiaggia fino a che non è venuto il buio, poi ripresi i vestiti ancora bagnati, mi sono diretto verso casa e la prima cosa che ho fatto è telefonare a mia madre.

L -Sono io, come stai?
M -Bene grazie con i soliti acciacchi ma tiro avanti. –
L -Mamma ti voglio bene. –
M -Lo so, io pure e mi manchi molto. –
L - Mamma, sto cercando di vivere la mia vita. - M - Certo ed è giusto così, sei partito che eri un giovane inesperto e da anni giri il mondo. Quello che fai è la tua vita ed io, comunque la possa pensare, sarò sempre dalla tua parte. –
L - Mamma, ho paura d’amare. –
M - Ma che dici? –
L - Ho paura di perdere il controllo di me stesso concedendomi completamente ad un’altra persona. –

Qui ci fermiamo, la conversazione è riconducibile a tante realtà.

In questo romanzo dalla trama complessa e che si sposta in vari continenti non poteva mancare l’incontro con l’amore che ci attende e che, in una certa misura tranquillizza, nella figura di Sofia.

Sul finale si tace, come è giusto che sia.

Come prefatrice del libro, avendo già scritto per questo e per tutti i libri precedenti dell’autore, ho cercato di dare un’idea, un accenno allo svolgersi degli aventi ma quasi in punta di piedi per non togliere a voi la curiosità di leggerlo.

Termino questo mio viaggio nella scrittura di Gabriele Lenzi con dei versi scelti dal libro di poesie Tutto è giusto e perfetto:

Tandem

Circondati ma soli.
Dentro il cerchio piccoli grandi amori riscaldano il gelo.
Fuori brucia la foresta, ma non si consuma.
Cerco nelle piccole cose una ragione per accelerare il tempo.
Passo dopo passo, attendo l’attimo con le mani protese per diminuire lo spazio ch ci separa.
Sei bellissima e lo sarai per sempre.

articolo


ultimi articoli
Literary © 1997-2017 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza