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Alle Giubbe Rosse di Firenze

con il thriller di Andrea Boldi

Sabato 29 aprile 2017 alle ore 17,30, presso il Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse, Piazza della Repubblica n. 13/15r Firenze, è stato presentato il thriller Il grande assassino dello scrittore Andrea Boldi (Settore8 Editoria).

Tante le persone intervenute per il giovane autore toscano alla presentazione del suo quarto libro.

A presentare la serata Jacopo Chiostri, giornalista e scrittore, Roberta Degl’Innocenti, scrittrice e poetessa.

Intervento dell’autore.

da sx: Andrea Boldi, Roberta Degl’Innocenti e Jacopo Chiostri .

Jacopo Chiostri ha iniziato la serata parlando della scrittura e dell’autore al quale sono state poste diverse domande, mentre Roberta Degl’Innocenti ha illustrato la sua relazione sul libro.

Molto interesse hanno suscitato le domande del pubblico che ha interagito con l’autore in un lungo dibattito

Di seguito un estratto dall’intervento di Roberta Degl’Innocenti:

“Una breve premessa: all’inizio del libro troviamo subito i ringraziamenti dell’autore, dedicati alle persone che gli sono state vicine durante la stesura di questo suo quarto romanzo. Un percorso importante, data la sua giovane età, e ho notato e apprezzato la sua sensibilità nel volerle ricordare spendendo diverse parole, anzi occupando una pagina intera.

Tutto questo denota una bella sensibilità.

Il proprio libro non è mai un’entità astratta ma un compagno di viaggio nel percorso della vita: ha fermato le nostre ore, ci ha coinvolto ed emozionato.

Un libro di narrativa è vita raccontata, sognata, immaginata. Nel caso del nostro giovane, ma prolifico autore, penso che si possa configurare come un giallo, più che un thriller, anche se diverse pagine lo possono far pensare.

Andrea Boldi

“Il grande assassino”, libro del quale parliamo stasera, è suddiviso in cinque parti, preceduto da un prologo, che ritroviamo anche alla fine del libro, al quale riconducono le vicende del testo.

Quindi una struttura che l’’autore ha creato, ordinato e che ci accompagna nelle stesse vicende che raccontano le pagine.

Andrea Boldi ha già pubblicato tre libri e quindi, nonostante e per fortuna, la sua giovane età, questa è la sua quarta prova. Ecco i titoli dei libri precedenti: Nel buio, Crisi nel potere, Il redentore.

La storia che presentiamo adesso, ambientata sia in Valdarno che a Firenze, ruota intorno alla notizia della scoperta di una cura contro il cancro.

Tutto ciò provoca una serie di situazioni e avvenimenti, per i quali è necessario, oltre che auspicabile, il ritorno del Commissario Riccardo Olivieri, già presente in altre occasioni nei romanzi di Andrea Boldi.

Questo è il momento nel quale il commissario Olivieri entra in scena nel nuovo libro (p. 34):

Il commissario Olivieri si era svegliato nel suo letto con un gran mal di testa. Accanto a lui Cinzia, con i capelli sciolti e le labbra leggermente socchiuse, ancora dormiva beta.

Avvicinò la bocca a quella della ragazza e la baciò delicatamente sulle labbra. La sentì rilassata ancora di più mentre sprofondava in un sonno pesante. Le sfiorò la guancia: era morbida e liscia.

Poi la guardò e sorrise”.

Come presentazione del commissario Olivieri, in questo nuovo libro di Boldi, ho scelto un’immagine personale e dolce ma poi, nel corso della narrazione, lo vedremo in azione nella sue indagini.

La presunta scoperta del farmaco contro il cancro innesca una serie di avvenimenti. La notizia viene divulgata in seguito all’alterazione di un documento e questo provoca un alternarsi di vicende che conducono il libro.

Momento della presentazione.

In tutto ciò il commissario Olivieri è il pensiero e l’azione della giustizia. Si tratta di un bel personaggio e l’autore lo rende molto umano, alternando azioni a momenti di vita privata, lo fa interagire con i propri lettori in maniera personale collocandolo nella loro memoria. Essi entrano, quindi, nella sua vita privata, ne apprendono i dettagli: la separazione dalla moglie, il rapporto con la figlia, e così via.

L’ambientazione del libro è il Valdarno, tra l’altro luogo di nascita di Andrea Boldi (Montevarchi) e Firenze.

Per la trama del libro, che si articola intorno a questa presunta scoperta, tante sono le morti sospette che il nostro, vostro, commissario Olivieri cercherà di collegare, e non sarà facile, a questa scoperta.

La scrittura di Andrea ha un andamento dinamico e sovente cambia registro: spesso ci avvolgono anche pagine in corsivo.

Diciamo che il lettore non ha momenti di pausa, però è lasciato anche molto spazio alla parte umana delle persone, alle loro storie, alla storia nella storia quindi.

Leggo un frammento del libro. Siamo a pagina 163, parte quinta.

“5 dicembre (…)
Il fuoco del camino crepitò facendo schizzare un tizzone sul pavimento di legno. Prontamente lo raccolse, diede uno sguardo alla cesta che era accanto e valutò che la legna sarebbe bastata fino al suo ritorno dalla banca.
Coprì il caminetto per evitare che altri tizzoni schizzassero a terra e continuò a guardare il cellulare.
L’aveva già tenuto acceso anche troppo.
Lo spense e continuò a camminare andando avanti e indietro, in attesa”.

Ho letto queste righe anche per fare notare la scrittura di Andrea Boldi: pulita, armoniosa e che, in diversi casi, unisce la natura agli accadimenti. (il personaggio di cui si parla nel breve passo letto è Carmine Buti)

L’ambientazione è rigorosa, Il romanzo ha una costruzione complessa che si confronta, però, con una scrittura che scorre rapida.

Non si possono spiegare i romanzi, al massimo se ne può accennare la trama, i personaggi che conducono le storie, ma sempre in punta di piedi. In realtà l’attesa è per l’autore che ne può svelare la genesi e anche i progetti futuri, visto che ha creato il commissario Riccardo Olivieri al quale affiderà sicuramente altre storie da raccontare. (Roberta Degl’Innocenti).

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