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“Racconti da spiaggia”
di Marcella Spinozzi Tarducci

Firenze, Libreria Salvemini

Mercoledì 3 maggio 2017 alle ore 17,30 presso la Libreria Salvemini, Piazza Salvemini n. 18 Firenze, presentazione del libro di narrativa Racconti da spiaaggia (Bonfirraro Editore) di Marcella Spinozzi Tarducci.

Relazione critica e intervista di Roberta Degl’Innocenti. Nel corso del pomeriggio, molto partecipato, esposizione del quadro Estate del pittore Giancarlo Ferruggia. Letture di Marcella Spinozzi Tarducci. Introduzione di Mauro Marrani, proprietario della Libreria Salvemini.

Marcella Spinozzi Tarducci e Roberta Degl’Innocenti mentre Mauro Marrani presenta l'autrice.

Di seguito la relazione critica di Roberta Degl’Innocenti:

“Marcella Spinozzi Tarducci nasce a Orvieto, ha vissuto in Toscana e Umbria. É laureata in lingue e letterature straniere e ha insegnato lingua e letteratura inglese. É anche pittrice, ha esposto i suoi lavori in alcune gallerie, è strumentista ed io, in primis, l’ho conosciuta come poetessa, vincitrice del premio Giubbe Rosse (prima edizione 2016) nella sezione Poesia ed anche premio assoluto per il maggior punteggio fra le due sezioni. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo “Sono ancora io” con Polistampa.

Racconti da Spiaggia, libro in presentazione oggi, ha un titolo leggero, quasi aereo, ed è ambientato tutto all’Isola d’Elba, in un luogo preciso: il Bagno Paola a Procchio. Quindi uno stabilimento balneare che, di volta in volta, accoglie storie reali: amore e dolore, sogno e realtà di vita vissuta, sperata, immaginata.

Giancarlo Ferruggia e il suo quadro.

Intervento di Roberta Degl’Innocenti.

Racconti da spiaggia è un libro di tante vite in un brulichio, sommesso o potente, di voci. Voci che accolgono, incuriosiscono, accarezzano il lettore. I racconti sono 14 e non sono racconti “leggeri”, come potrebbe suggerire il titolo, ma rappresentano una vita, come dicevo prima, tante vite, che si intrecciano nel luogo di vacanza, frequentato dall’autrice. La modalità di scrittura di Marcella è dinamica, scorrevole, le sue parole a tratti incuriosiscono, a tratti sfiorano in un compendio di emozioni che rendono piacevole la lettura al di là del titolo (come dicevo, apparentemente leggero).

Le tematiche che vengono affrontate nella scrittura sono quelle che compongono la vita con le emozioni che la conducono: amore e dolore, desiderio e tenerezza e così via, speranze e delusioni… E il sogno che lascia spazio a ciò che si desidera o si spera di poter avere. La contrapposizione con la realtà, a volte difficile da accettare, ma comunque inesorabile.

Quindi in questi Racconti da spiaggia ci siamo anche noi: uguali e diversi, nelle modalità di approccio alla vita, nei sentimenti. La scrittura è qualcosa di universale perché dona ad ognuno emozioni diverse, ma, appunto, anche eguali in un contesto corale che l’autrice, Marcella Spinozzi, rende piacevole con un approccio non leggero con la scrittura, come potrebbe suggerire il titolo, perché i personaggi accolgono storie di vita. Quindi, il libro Racconti da spiaggia è un libro di vita, nella sua accessione più ampia perché ne svela momenti diversi e contrastanti ma comunque sempre veritieri.

Tutto questo per dare un’idea generale del libro che ci apprestiamo a presentare in libreria Salvemini, luogo che la vede spesso presente sia come protagonista nei reading poetici, sia nel pubblico per le presentazioni, presso le quali è sempre partecipe e attenta ascoltatrice. Non potendovi, però, raccontare i racconti, cerco di sollecitare la vostra curiosità con qualche frammento di essi.

Il primo, dal racconto Il professore, che troviamo a pagina 16, per chi ha il libro. L’autrice delinea, in maniera esemplare, questa figura di uomo, apparentemente dotto, abitudinario.

“Erano ormai anni che il professore prenotava sempre lo stesso bagno all’Isola d’Elba.
Prenotava un ombrellone e due lettini, come tutti, ma non vi si sedeva mai né tantomeno vi si sdraiava. Lui non faceva il bagno in mare, neppure indossata il costume”.

Questa è la presentazione di Marcella per la figura del protagonista, all’inizio del racconto. Quindi un personaggio che incuriosisce, che non fa il bagno, non prende il sole, non si siede sulla spiaggia ma al bar, al “suo”, fra virgolette, tavolo.

Marcella Spinozzi Tarducci e Roberta Degl’Innocenti con Giancarlo Ferruggia.

Tutto questo suscita curiosità, è ovvio, ma una curiosità benevola, rispettosa, e la cartella con i fogli pieni di numeri rappresenta una garanzia che equivale al rispetto dei vicini, dei proprietari del bar e del bagno.

Su questa figura, l’autrice costruisce una trama piacevole e non scontata, a tratti dinamica direi.

Si aggiungono altri personaggi. E qui mi fermo.

L’abilità del narratore, oltre alla modalità di scrittura, è suscitare interesse nel lettore, spingere ad andare avanti. Il riuscire a creare personaggi che colpiscono, per la stranezza, l’originalità, o perché ognuno di noi ne ha incontrati di simili, non solo nella spiaggia ma nella vita di tutti i giorni, crea una sorta di condivisione fra lo scrittore e il fruitore dell’opera, cioè il lettore.

Oltre alla capacità di proporre personaggi minori che rientrano, comunque, in una confortante quotidianità che rassicura. Belle anche le descrizioni degli ambienti, compresa la natura. Un esempio (pag. 112 dal racconto L’amico).

“Antonio si avvicinò con aria stanca alla grande vetrata che si affacciava sul mare. La stagione stava finendo e nel cielo s’intravedeva già qualche presagio d’autunno. L’aria più limpida e i colori avevano uno smalto che l’afa d’estate generalmente offusca, ma le nubi si allungavano all’orizzonte in strisce di tutti i colori e le vele delle barche nel porticciolo della Guardiola erano state ammainate per paura di qualche improvviso colpo di maestrale.
Non era raro il caso che il guardiano dovesse correre a tarda sera a mettere al riparo i natanti per un ventaccio che di punto in bianco arruffava il mare”.

Questo è solo un esempio di come l’autrice ci trasporta, con leggerezza e precisione, nell’ambiente naturale della spiaggia, insieme, come vi accorgerete leggendo il libro, ai suoi personaggi, nuovi e antichi, persone comuni o personaggi assoluti ma che entrano nella nostra quotidianità, quasi bussando alla porta con discrezione e che poi ci apparterranno.

Quindi, tornando al titolo, “Racconti da spiaggia” che è indicativo del luogo di ambientazione, si potrebbe, idealmente, aggiungere anche di vita, perché in questo libro s’intreccia tutto quello che è anche la quotidianità: i sogni, le speranze, l’amore e il dolore, la vecchiaia e la giovinezza in un ambiente ideale, come l’Elba, con una modalità di scrittura molto accattivante e generosa verso il lettore che riesce a coinvolgersi in tutte queste storie: che sono poi, fra virgolette, le nostre storie.

L’amore, e quindi il desiderio, hanno un suo ampio spazio nella narrativa di Marcella Spinozzi, con una sensualità discreta ma presente, altrimenti non si potrebbe configurare il fatto che sono racconti di vita vissuta, immaginata e anche reale.

Tutte le età sono comprese nel libro, le condizioni di vita ed anche il sogno che ci fa sperare e vibrare la vita.

Proseguendo nella lettura quando sono arrivata a pagina 156 ed ho letto il titolo del racconto che mi aspettava: IL PC PORTATILE., mi è venuto da sorridere: Marcella non poteva far mancare all’appuntamento un oggetto ormai indispensabile nelle nostre vite.

Veduta di parte della libreria.

Quindi ci troviamo, anche nel libro, di fronte ad un qualcosa ormai talmente integrato nella quotidianità, da giustificarne anche l’essere fra i protagonisti del libro.

L’ultimo racconto ha un finale aperto (i finali che anche io, come scrittrice intendo, preferisco). Il finale aperto è rassicurante: offre possibilità insospettabili, ci concede il privilegio di scegliere l’epilogo che la scrittura non ha ben delineato e tocca a noi lettori farlo.

Complimenti a Marcella per questo libro che non è formato da semplici racconti (da spiaggia come recita il titolo) ma di vita che, in questo caso, svolgono le loro vicende al Bagno Paola di Procchio nella bellissima Isola d’Elba.

Quindi non ci rimane che recarvisi e magari, perché no? Vedere materializzarsi i suoi personaggi.

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