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Gli occhi delle farfalle
di
Anna Bellini

Sabato 21 ottobre 2017 alle ore 17, presso il Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse, Piazza della Repubblica n. 13/15r Firenze, si è svolta la presentazione del romanzo: Gli occhi delle farfalle di Anna Bellini, Europa Edizioni.

A presentare l’evento, che rappresenta anche un ritorno alle Giubbe Rosse della poetessa e scrittrice veronese, Jacopo Chiostri, giornalista e scrittore, Roberta Degl’Innocenti, poetessa e scrittrice che, in diverse occasioni, ha presentato i lavori della Bellini a Firenze.

Tante le persone che sono intervenute dando vita a un pomeriggio interessante e dinamico.

Anna Bellini ha risposto alle domande del pubblico e spiegato la genesi del suo nuovo lavoro.

da sx: Anna Bellini l'autrice, Roberta Degl'Innocenti e Jacopo Chiostri i presentatori.

Di seguito l’intervento di Roberta Degl’Innocenti.

“Anna Bellini è un medico, molto scrupoloso, aggiungo e nella nostra amicizia pluridecennale a volte mi ha anche dato ottimi consigli. A questa suo attività quotidiana affianca molte altre attività altrettanto importanti: la pittura, la scrittura per adulti e per bambini, la compagnia teatrale dove recita. Tante cose condotte con impegno e passione.

E’ inoltre amica delle Giubbe Rosse, dove ho avuto il piacere di presentarla, nel corso degli anni e dei tanti libri pubblicati, varie volte.

Ma veniamo al testo in presentazione questo pomeriggio.

Gli occhi delle farfalle” ha due livelli di scrittura: il corsivo e il normale. Nel corsivo ascoltiamo, e uso questo verbo, la protagonista del romanzo, mentre il carattere normale narra lo svolgersi delle vicende.

Questo suo ultimo libro io l’ho trovato inconsueto e affascinante, con un personaggio “assoluto”: una donna, che lei chiama Trasparente, e con la quale il lettore convive e, nel corso delle pagine e delle vicende, si appassiona, freme, si stupisce e spera in una soluzione positiva alle vicende narrate.

Il corsivo è affidato alle parole di Trasparente ed è, ovviamente, in prima persona. Un dialogo con il proprio interlocutore.

Anna Bellini e Roberta Degl'Innocenti.

L’intervento di Jacopo Chiostri.

Al libro appartengono gli occhi delle farfalle che guardano e ascoltano le appassionanti vicende… e in tutto questo fremono i loro colori straordinari, mentre l’io narrante ci confida le ansie e le traversie di Trasparente.

Francesca, invece, di professione medico, è anch’essa protagonista del romanzo e in tutto questo avvertiamo il respiro della stessa autrice (Anna, medico con le ansie per i pazienti, i colori della pittrice, l’estro e la fantasia indomabile che la fa essere donna straordinaria, come le farfalle che ho citato prima).

Ma torniamo al libro e a Francesca, il medico protagonista, la domestica Vincenza, il luogo, Gradesca, dove si svolgono le vicende. Tutto contribuisce a creare un’atmosfera particolare, direi avvincente e allo stesso modo serena, nonostante gli eventi che si susseguono.

Leggo alcune riflessioni di Trasparente, così per farvi entrare, nel mondo straordinario di questo straordinario personaggio creato da Anna Bellini.

In tutti i libri che scriviamo – parlo come autrice - e che quindi ci rappresentano - c’è una strana verità, un modo di confessarsi, attraverso i nostri personaggi, attraverso le loro parole, un modo di percepire la vita, comunque e nonostante il dolore –

In questo nuovo libro di Anna Bellini si avverte in maniera concreta il dolore, come si avverte la speranza che poi si concretizzerà nell’amicizia che nasce fra le due protagoniste: Francesca e Trasparente.

Un legame forte, tenace, che penso possa servire a entrambe a capire e capirsi meglio.

Parte del pubblico.

Anna Bellini risponde alle domande del pubblico,

Leggo un passaggio (p. 97, Trasparente):

“Sono sicura che lei è infelice. Sono certa, certissima. Ho visto i suoi occhi quando è venuta qui a casa a trovarmi e ogni volta che vado in ambulatorio da lei li riguardo per ricordarmeli bene.

Ha gli occhi tristi, voltati all’ingiù. Potrei disegnarli i suoi occhi e poi riempirli di colori.

Marroni con delle sfumature gialle e delle piccole rigoline di un verde morbido come quello degli aghi di pino.

Se sta pensando a qualcosa che la preoccupa diventano scuri, quasi neri, se invece è allegra, perché uno dei miei disegni l’ha fatta ridere diventano così chiari da sembrare un vero laghetto di montagna”.

Ho scelto questa lettura perché si sono quasi invertiti i ruoli fra dottore e paziente e rappresenta quindi bene la profondità del legame che le unisce.

Per quanto riguarda, poi, l’ambientazione, il luogo, presumo immaginario: Gradesca, Anna lo descrive così: (p.14)

“Il paese di Gradesca era scampato alla feroce industrializzazione degli ultimi anni e costituiva un’incantata terra di nessuno, adagiato tra i vigneti, circondato da vecchie corti e casolari, con qualche stalla di mucche e un allevamento di faraone … (…)… La ferrovia passava a qualche chilometro e la scarpata a ogni estate si riempiva di papaveri, le rose selvatiche traboccavano i giardini e il rosario cantava nelle corti.”

Quindi un luogo quasi ideale, lontano nel tempo e vicino ai nostri pensieri, poi Anna ci dirà, se questo paese esiste, magari con un altro nome.

Nel corso della narrazione, si parla dell’attentato alle Torri Gemelle (p. 30/31 e questo, oltre a datare, porta il narrato in una situazione reale e storica). Solo un accenno però.

Questo ultimo lavoro di Anna Bellini è comunque un libro di vita e di speranza, a tratti fiabesco come La ballata della principessa Ombrello che chiude il libro e dalla quale Anna potrebbe leggere qualche verso, mentre le farfalle, coloratissime e briccone, ci guardano dall’alto.

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