Servizi
Contatti

Eventi



Daniela Quieti
alle Giubbe Rosse di Firenze

Domenica 8 aprile 2018 alle ore 17,30 presso il Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse, Piazza della Repubblica n. 13/14r Firenze, è stato presentato il nuovo romanzo Cupido nella rete della scrittrice Daniela Quieti, Edizioni Pegasus 2018.

A parlare del libro Jacopo Chiostri, giornalista, scrittore e responsabile eventi del Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse e Roberta Degl’Innocenti, poetessa e scrittrice.

Intervista del giornalista Fabrizio Borghini di Toscana Tv.

Daniela Quieti era già stata presso il prestigioso caffè storico fiorentino in data 4 marzo 2017 per presentare il saggio Grendel e il poeta, da Beowulf a Shakespeare Ibiskos Ulivieri con un numeroso pubblico.

Anche questa volta sono state tante persone intervenute all’evento per il suo nuovo libro.

Di seguito una breve nota biografica dell’autrice:

da sx: Jacopo Chiostri, Daniela Quieti, Roberta Degl'Innocenti.

Daniela Quieti, docente di Lingua e Letteratura inglese, iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti, dirige una collana editoriale e cura rubriche letterarie per alcune testate e riviste. É Presidente dell’Associazione Logos Cultura e Direttore responsabile dell’omonimo periodico, partecipa attivamente a rassegne, convegni internazionali e attività di volontariato socio-sanitarie. É membro di giuria di noti concorsi letterari. Ha pubblicato diversi libri di poesia, narrativa e saggistica e vinto prestigiosi premi sia in Italia che all’estero.

Parziale veduta del pubblico,

Prima di entrare nel vivo della manifestazione, con l’intervento dei relatori, sono stati chiamati a leggere una propria poesia alcuni noti poeti toscani (e non solo) per una sorta di condivisione con la protagonista della serata.

Questi i nomi dei noti poeti che hanno letto un proprio testo: Carmelo Consoli, Grazia Finocchiaro, Giusy Frisina, Anna Balsamo, Roberta Degl’Innocenti.

Presente anche il Maestro Giancarlo Ferruggia che ha esposto un quadro dedicato a Elisabeth Barrett Browining.

A iniziare la serata l’intervento di Jacopo Chiostri che è entrato nel merito del libro con un intervento puntuale e pertinente.

Roberta Degl'Innocenti a fianco dell'opera di Giancarlo Ferruggia.

Di seguito l’intervento di Roberta Degl’Innocenti:

“La possibilità di intrecciare legami, tanto più affascinanti, quanto insoliti, legami con persone sconosciute, intendo, è molto attuale: si svolge attraverso la rete, fra virgolette, o “muro”, come spesso viene chiamato e dietro al quale si celano menti sconosciute.

Tutto questo ha il fascino dell’ignoto, della confidenza ideale, proprio perché l’interlocutore non è presente fisicamente e per questo non esistono remore, né vergogne.

Quindi il nuovo romanzo di Daniela Quieti affonda le radici in qualcosa di attualissimo: nel bene e nel male che può produrre un incontro tra anime sconosciute.

Ma veniamo al romanzo di Daniela incontrando la protagonista: Lilli Conti, studentessa universitaria, che vive in un appartamento piccolo ma essenziale per lei che ha un lavoro temporaneo presso una redazione giornalistica. L’ambientazione del romanzo, perlomeno all’inizio, è un piccolo centro in provincia di Napoli.

In questa situazione ideale il lettore viene in contatto con la protagonista e la sua vita che, come vedremo, avrà nuovi risvolti, uscirà dal tran tran quotidiano con, fra virgolette, un incontro.

da sx: Daniela Quieti, Angelo Imbraguglio, Roberta Degl''Innocenti, Giancarlo Ferruggia,

Lilli entrerà nel mondo dei social network, un mondo affascinante perché azzera le distanze, permette, attraverso la chat, di entrare in contatto con realtà lontanissime ma apparentemente quotidiane.

In questo mondo virtuale, e quindi fuori dalla realtà, avviene l’incontro, tramite chat, fra Lilli e Sam.

Il termine esatto per spiegare questo mondo ce lo suggerisce Daniela Quieti nelle pagine del libro (30,31):

Lilli rilegge ciò che ha scritto il sociologo Zygmunt, Bauman, nella prefazione al suo libro “Amore liquido”: Il termine “rete” indica un contesto in cui è possibile con pari facilità entrare e uscire; impossibile immaginare una rete che non consenta entrambe le attività. In una rete connettersi e sconnettersi sono entrambe scelte legittime, godono del medesimo status ed hanno pari rilevanza.”

Il discorso è molto più ampio nel libro dell’autrice ma questo è per focalizzare di cosa stiamo parlando, anzi di cosa parla e suggerisce il libro.

Ed è così che la “nostra” Lilli, spesso davanti al computer, s’imbatte in un messaggio: “Ciao, il mio nome è Sam e vivo a Milano. Ho letto sulla tua pagina un recente commento che mi ha molto interessato e vorrei fare amicizia con te.”

Ci troviamo a pagina 13 del libro ed è da questo momento che la vita di Lilli subirà dei cambiamenti.

Giancarlo Ferruggia a fianco della sua opera.

Il nascere di un’amicizia (vera o presunta) solo supportata dalla rete permette di raccontare e raccontarsi senza remore, senza il timore di svelarsi perché, in realtà, l’interlocutore, e viceversa, non esiste. E ci troviamo semplicemente di fronte al video di un computer.

Cosa succederà? Qui mi fermo come si conviene quando si presenta un libro: dire e non dire e lasciare al lettore la facoltà di scoprire cosa accadrà.

Nell’ultima parte del libro la scrittura cambia ritmo, si fa più rapida, le vicende prendono risvolti impensabili, e che non possiamo rivelare.

Il nuovo romanzo dell’amica Daniela Quieti, che presentiamo in primis a Firenze, ritengo sia interessante e inconsueto, sia per la dinamica degli avvenimenti che si susseguono rapidi e che portano il lettore in una trama avvincente con un finale a sorpresa.

Visto che, nel corso della mia presentazione abbiamo nominato Elisabeth Barrett Browning, chiudo l’intervento con una sua poesia:

La prima volta che lui mi baciò

La prima volta che lui mi baciò,
baciò solamente le dita della mano che scrive,
che si fece così più delicata e bianca,
restia al mondo ma non coi suoi. ” Senti?”,
al brusio degli angeli. Ora io non vorrei
un anello di ametista alla vista più puro
di quel bacio. Fu più in alto il secondo
e, cercando la fronte, si perse una metà sopra i capelli.
O dono supremo! Crisma
d’amore che con benefiche dolcezze
precede la vera ghirlanda d’amore. Il terzo fu
deposto, perfetto, sulla mia bocca, e fin d’allor
superba, io ripeto:”mio unico, mio amato!

da “Sonetti dal Portoghese”

 
articolo


ultimi articoli
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza