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Particolari del Ninfeo di Villa Bandini a Firenze.

A Villa Bandini presentazione del romanzo

“La scelta di Lilian”

Marcella Spinozzi Tarducci

Mercoledì 18 luglio 2018 alle ore 21, presso il Ninfeo di Villa Bandini Via Ripoli n. 118 Firenze, si è svolto un incontro con l’autrice: protagonista la scrittrice Marcella Spinozzi Tarducci ed il suo nuovo romanzo La scelta di Lilian (Bonfirraro Editore).

Tantissime le persone che sono intervenute all’evento per la prima presentazione del libro.

Marcella Spinozzi Tarducci.

A presentare Peter Genito, Direttore della Biblioteca di Villa Bandini, Roberta Degl’Innocenti, poetessa e scrittrice, Jacopo Chiostri, scrittore e responsabile eventi Giubbe Rosse.

Dopo i saluti del direttore che ha illustrato lo svolgimento dell’evento è intervenuto Jacopo Chiostri e, a seguire, Roberta Degl’Innocenti con la propria relazione sul libro.

Roberta Degl'Innocenti
Jacopo Chiostri.

Di seguito l’intervento della Degl’Innocenti:

“Marella Spinozzi Tarducci, è nata in Umbria ma è vissuta prevalentemente in Toscana. Pittrice, autrice di diversi romanzi, poetessa. Ed è proprio grazie alla poesia che ci siamo conosciute: perché un suo testo ha vinto il primo premio del concorso Giubbe Rosse 2016, prima edizione. Personalmente le ho già presentato un libro, dal titolo Racconti da spiaggia, presso la libreria Salvemini a Firenze in data 3 maggio 2017, e quindi ho già avuto modo di apprezzare la sua narrativa, oltre che la poesia, (premetto che il titolo potrebbe far pensare a qualcosa di leggero, legato all’estate e alle vacanze, mentre si tratta di racconti di vita).

Intervento di Lorenzo Andreaggi.

Adesso ci troviamo nello straordinario Ninfeo di Villa Bandini per questo un nuovo romanzo: La scelta di Lilian, libro citato anche su La Repubblica (Elisabetta Berti), come si evince dalla quarta di copertina. Il romanzo inizia con la morte della madre della protagonista e il viaggio di Lilian da Firenze verso il paesino umbro per assistere alle esequie. In questo primo, intenso capitolo, troviamo i ricordi di Lilian bambina che ripercorre i momenti più drammatici della sua infanzia: quelli della violenza del suo presunto padre.

La consapevole certezza di una verità dolorosa, ma imprescindibile, la porta a una decisione.

Leggiamo però la frase chiave che chiude il primo capitolo e porterà Lilian a una nuova vita e consapevolezza.

- “Tutti questi perché continuarono a girarle in testa fino al suo arrivo a Firenze. Scese dalla stazione di Santa Maria Novella col cuore gonfio di tristezza ma anche la consapevolezza che sarebbe riuscita a risolvere il mistero della sua vita.

Respirò profondamente” (p.15).

Parte del numeroso pubblico.

Nelle pagine del libro si snoda la storia, anzi le storie, perché poi diventeranno più di una e i rapporti, non sempre edificanti, con uomini che si approfitteranno di lei. Tutto questo parte, sempre e comunque. da una violenza domestica.

L’inizio è quello che poi porta ad altre scelte, a momenti che paiono ripetersi, anche se non con gli stessi soggetti.

Il romanzo è ispirato da una storia vera, accaduta in Toscana nel secolo scorso, della quale è stata protagonista una donna, che in questo caso l’autrice ha chiamato Lilian.

Quindi anche il romanzo di Marcella ruota, all’inizio, nella regione umbra per poi trasferirsi in Toscana.

Lilian è sicuramente un personaggio positivo, nonostante le vicissitudini che accompagnano la sua vita.

E’ una donna forte e con questa forza, unita alla volontà, lei vuole scoprire la verità delle sue origini,

Questo al di là delle violenze subite e di una vita sempre difficile.

La sua volontà di conoscere le proprie origini è qualcosa dalla quale non può prescindere.

Leggiamo ancora un passo del libro, che troviamo a pagina 95, Lilian ritiene di avere trovato, finalmente, la risposta alle proprie domane e questo la rende incredibilmente felice:

Peter Genito un direttore di Villa Bandini.

“Lilian si chiuse in bagno per fare una doccia. Lasciò che l’acqua le scorresse sul corpo nudo a lungo, alzando il volto come per lavare via anche i pensieri e le angosce che l’avevano perseguita per anni.

Sotto lo scroscio dell’acqua si sentiva isolata dal mondo e forse capace di pensare con più calma al da farsi. Uscì poi dalla doccia, si avvolse nell’accappatoio di spugna e si guardò allo specchio, per la prima volta in quella giornata sorrise alla sua immagine.

Apparvero le fossette nelle guance, le sue labbra sottili si incresparono rivelando la corona di denti bianchissimi, i capelli biondi, bagnati, le stavano attaccati al volto e al collo come una seconda pelle, le coprivano un po’ gli occhi azzurri che però brillavano.

Aveva ritrovato suo padre! Lui si ricordava di lei! Lui l’aspettava!

Non poteva crederci ancora ma si sentiva immensamente felice”.

Il libro è, pagina dopo pagina, una scoperta continua, però adesso ci fermiamo, e ne parleremo con l’autrice stessa…

Prima però ho scelto per chiudere una poesia dedicata alla donna: un testo di Giorgio Caproni.

Giorgio Caproni 1912-1990 (da Finzioni, 1941)

Donna che apre riviere

Sei donna di Marine,
donna che apre riviere.
L’aria delle mattine
bianche è la tua aria
di sale – e sono vele
al vento, sono bandiere
spiegate a bordo l’ampie
vesti tue così chiare.

(da Finzioni, 1941)

Firenze, Ninfeo di Villa Bandini, 18 luglio 2018

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