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“Poeticamente viaggiando”
alle Giubbe Rosse di Firenze

Sabato 2 marzo 2019 alle ore 17, presso il Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse, Piazza della Repubblica n. 13/14 R Firenze, si è svolta la prima presentazione del nuovo libro di poesie di Roberta Degl’Innocenti dal titolo Poeticamente Viaggiando (Masso delle Fate Editore). Tante le persone (circa 60) che si sono strette intorno a Roberta in un abbraccio corale.

All’inizio intervista del giornalista Fabrizio Borghini di Toscana Tv.

Roberta Degl'Innocenti e Fabrizio Borghini l'intervistatore di Tosca Tv.

A presentare il libro Jacopo Chiostri, giornalista e scrittore, e Daniela Quieti, giornalista e scrittrice, letture dell’autrice.

da sx: Daniela Quieti, Roberta Degl'Innocenti e Jacopo Chiostri.
Momento della presentazione.

Di seguito la prefazione al libro, scritta da Daniela Quieti:

“La poesia di Roberta Degl’Innocenti, in questa sua raccolta Poeticamente viaggiando, si dipana in un diario emozionale attraverso città, paesaggi, linguaggio e cuore proiettati nella modernità in cui viviamo. L’Autrice, armonizzando il ritmo del respiro con una dimensione simbolica, osserva il tempo e ci rammenta che il mondo è tanto più vasto di noi stessi, e che la sua grandezza coinvolge un profondo impegno con le nostre verità, sfide, timori e gioie. L’attenzione alla scelta lessicale e l’efficacia icastica del dettato lirico offrono versi particolarmente raffinati e musicali che rappresentano luoghi e istanti, concentrandosi su una visione elaborata tramite le percezioni della cultura e dell'identità. Sono poesie così generose, luminose e ben costruite che affascinano fin dal primo impatto. Con intenso slancio espressivo, ogni città è mostrata come uno spazio umano in cui è incisa la nostra storia, dai grandi accadimenti alle vicende personali, invitando allo stesso tempo il lettore a percorrere una rivisitazione immaginativa dei luoghi stessi, avvolgendolo con straordinarie metafore sul campo aperto della pagina, creando una molteplicità di emozioni scaturite dalla magnificenza delle opere artistiche e degli incanti ambientali riverberati nel quotidiano esistere. Le città ci appartengono più di quanto ci rendiamo conto.Un uomo in se stesso è una città che inizia, cerca e realizza la sua vita in modi che i vari aspetti di un territorio possono incarnare.

Daniela Quieti e Roberta Degl'Innocenti.

Roberta Degl’Innocenti ripercorre liricamente itinerari realizzati o sognati nell’arco del tempo, momenti di vita, diorami, curiosità etnografiche, meraviglie e palpiti tra mare azzurro e bianchi ricami di neve, conciliando il mondo visibile delle immagini con l’universo interiore, ciò che appare con ciò che si sente.

I luoghi della memoria sembrano divenire un altrove in cui ritrovarsi, un mezzo per sperimentare e comprendere il nostro ambiente in modo più ricco di sfumature: “Sfolgorio di piazze e slarghi”, “vie dipinte dai colori del tempo”, “gradini da salire / prima di perdersi dentro un tocco breve […] che muove i sogni e li carezza”, “fiaccole accese e rulli di tamburo”, “una chiesa nell’erba, il suo candore”, “brividi azzurri” o “fiato d’orizzonte” disegnano la connessione tra natura e spirito.

L’Autrice si mostra particolarmente sensibile a percepire l’energia delle città, i linguaggi e i messaggi sensoriali che dallo scenario urbano giungono all’anima: “L’agguato della luce mi sorprende / di sensi e morsi umidi, di anni in corsa, / abbandono e graffio. / Lungo la strada vertigine di cielo.”

Nel mondo contemporaneo in cui l'iperconnettività spesso si tramuta in una disconnessione dalla prospettiva circostante, la creazione di spazi poetici da esplorare può renderci persone più riflessive e impegnate. Il paesaggio diviene un registro dell’anima in cui ci muoviamo non solo fisicamente ma anche mentalmente, innalzandoci in un altro universo in cui il passato dialoga con il presente, un tempo che lo sguardo lirico ricrea nella scrittura con una veste di ritrovato stupore: “Dispiegano le vele nella storia, / incantesimo rosa la memoria.” I dettagli poetici possono aiutarci a trascendere il normale ritmo della vita quotidiana con intuizioni originali, sorprendenti e riverberanti: città non soltanto come una raccolta di edifici, strade e beni di consumo, ma più di tutto come luoghi di vita interiore.

La poesia riconcilia lo spazio reale con quello percepito, vissuto, immaginato, esprimendo il senso delle relazioni tra le persone e i luoghi attraverso parole che evocano simboli e miti, capaci di manifestare le profondità introspettive e del cosmo infinito in cui ognuno può modellare la propria corrispondenza sentimentale. Poeticamente viaggiando rende possibile un'altra spazialità, con attitudini umane più universali nei confronti dei luoghi e approcci artistici in grado di rappresentarne il significato intrinseco, allo stesso modo in cui gli artisti del Rinascimento ci hanno permesso di vedere la natura nella sua estensione poetica e metafisica: “Si chiude questo viaggio in poesia / coi posti più lontani e sorprendenti. / Indietro indietro, il tempo si fa storia / e bene ci supporta la memoria.”

Vedute della sala.

E parte dell’introduzione di Jacopo Chiostri:

“C’è un rito vagamente iconoclasta che ogni sera compiono i ‘madonnari’ dopo aver dipinto la strada: consiste nel cancellare le proprie opere, pulendo con grandi secchiate d’acqua e con una scopa lo spazio adoperato, così che altri lo possano riutilizzare all’indomani. Un rito simile sembra compierlo Roberta degli Innocenti ogni volta che la stesura di un suo libro è completata: è come se, ultimato il lavoro, lei ripulisse la pietra dove ha inciso i versi riportandola ad essere vergine, monda da segni antichi e pronta per il successivo utilizzo. Questo è quanto avvertiamo noi lettori a ogni suo nuovo esordio allorché ritroviamo la limpida poetica, rinnovata e levigata dagli umori del tempo, cristallina come la prima volta. Scrittrice e poetessa di lungo corso, Roberta si pone, anche in questo lavoro, come un’attenta esegeta della propria poetica, e mostra grande capacità di ridefinirla senza affidarsi a compiacimenti o indulgenze e scansando abilmente ripetizioni e confronti. La scelta del tema - ordinato con precisione, in accordo a quell’abito mentale che lei stessa spiega con il suo eterno refrain ‘sono ragioniera’ - propone una sfida. Ma, in definitiva, la tematica, sia pure nella sua originalità, appare addirittura secondaria rispetto alla potenza evocativa dei versi, versi con i quali si entra in una dimensione temporale sì acronica, ma dove altresì spadroneggia una ricerca proustiana dei luoghi della memoria, e dove la combustione poetica, nella sua trasparenza e leggibilità, offrono un’elaborazione del ricordo sottoposta a una significativa sintesi emozionale. Roberta balla, oscilla, ammicca al lettore, si diverte, segue caparbiamente un suo cammino, capace di librarsi tra i due estremi di essere ragioniera (ma quando era al lavoro, l’intervallo di pranzo lo dedicava alla scrittura)e l’essere una libera donna in un libero prato in fiore.

Direbbe il Pratolini che si muove nello steccato del componimento poetico, con la spigliatezza del pugilatore tra le corde. Nessuna delle parole, che infila come petali di una profumatissima collana, conduce una vita opaca perché ciascuna partecipa alla rappresentazione, ed è chiamata a dare il proprio contributo.

L’autrice ha fatto della poesia lo specchio della vita, ma, attenzione, questo combinato, pur vero, non conduce oltre la questione, e non permette di capire fino in fondo le radici profonde del suo lavoro che si caratterizza, ricordiamolo, nella traduzione di una creatività raffinata e solare in immagini icastiche.”

Roberta Degl'Innocenti e Marco Colangelo.

Roberta Degl’Innocenti, dopo avere risposto alle domande di Fabrizio Borghini e ringraziato i relatori, ha spiegato la genesi e la struttura del libro, che è riuscita a portare a termine in un tempo relativamente breve, si è poi fermata su alcune città, letto la poesia che apre il libro, dedicata a Milano, e poi Verona, per l’amica Anna Bellina, venuta apposta da Verona per la presentazione.

Il pomeriggio è proseguito con altre letture e dialoghi con il pubblico. Jacopo Chiostri ha chiesto a Roberta di leggere una poesia di quelle dedicate a Firenze, la propria città.

Al termine intervento di Marco Colangelo (Regione Toscana).

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