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Essere Donna

Venerdì 15 marzo 2019 ore 17, presso la Biblioteca di Villa Bandini, Via di Ripoli n. 118 Firenze, alla Sala Paradiso, si è svolta una conferenza sul ciclo dedicato alla donna: Essere Donna. Le parole dell'amore fra poesia e psicanalisi. Si scrive marzo, si legge donna.

Roberta Degl'Innocenti mentre legge Desideri.
Roberta Degl'Innocenti mentre legge Chiaroscuri.

Quattro le Tematiche diverse: possesso, gelosia, seduzione, desiderio. Il pomeriggio del 15 marzo è stato dedicato al Desiderio.

Peter Genito.

Veduta d'assieme.

La poetessa Roberta Degl’Innocenti, dopo le esposizioni dei relatori, Irma Moriero e Lorenzo Zino, e l’intervento di Peter Genito, ha letto i propri testi: Desideri e Chiaroscuri, ambedue tratti dal proprio libro di poesie I graffi della luna (Edizioni del Leone, 2012). A seguire performance di Julius Cammilletti.

Il performer Julius Cammilletti.
Poeti e scrittori che hanno partecipato all'evento di Villa Bandini.

Ecco i testi di Roberta Degl’Innocenti

Desideri

Dal libro I graffi della luna, Edizioni del Leone, 2012

Nel grembo della notte i desideri
sono aquiloni liberi, il fiato della rosa
che smarrisce, le lancette
d’un tempo tentazione.
Impossibile diluire i sogni.
Arrivano improvvisi sul respiro,
rubano carta e virgole,
si fermano sui punti fiordaliso.
Di terra e amore s’inchina l’ora quieta,
colma di tarli e cellule impazzite.
Nel grembo della notte i desideri
sono ombre umide, preda e cacciatore.
Sorprende la pigrizia dello sguardo.
Di pelle accesa veglia un’ora viola,
un fruscìo umido, l’agguato della luna.
Volo guerriero a sbigottire il cielo.

Copyright Roberta Degl’Innocenti Tutti i diritti riservati

Dal libro I graffi della luna

Dal libro I graffi della luna, Edizioni del Leone, 2012

Chiaroscuri

Nel giorno che confonde i chiaroscuri
la luce si fa breve, il passo incerto.
Danza di ombre liquide, furtive.
Fantasmi della notte si ritirano
in geometrie di grigio, umide al sonno.
Impudente il respiro.
La penna amore è torpore e grida,
fruga gli anfratti, modella le lenzuola,
mi ritma il battito quasi fosse un volo.
Non c’è l’azzurro che dimora il cielo
ma l’odore graffiato delle foglie,
privilegio del tempo.
Il desiderio è onda che comprime, la
mano sulla pelle, rumore delle alghe
che danzano la riva.
E non ho mai smarrito labbra rosse,
nel cerchio delle rose.
Di perle e spine, folletto o meraviglia.

Dal libro I graffi della luna, Edizioni del Leone, 2012

1° Premio Sezione A Lingua italiana, XXIII edizione Premio Giuseppe Caprara, Ala, 2009.

Motivazione: Una poesia da leggere più volte prima di scoprirne il fascino nascosto nella parola che dice senza dire, che resta sottintesa e lascia al lettore il compito dell’intuito e della decifrazione.

Belle e poetiche le immagini, nella tematica della chiaroscurità anche i versi sono un susseguirsi di chiari e di scuri, di buio e di luce, e il lettore procede anch’egli col passo incerto, tra danze di ombre fantasmi e geometrie di sonno, e insospettati contrasti quasi onirici di anfratti, foglie graffiate, mani sulla pelle, alghe che danzano la riva e labbra rosse in un cerchio di rose. Sembra un quadro di Salvator Dalì. Ma ai poeti non dovete mai chiedere il senso, il senso non è cosa loro, il senso del poeta è la Parola, è quello che dice e soprattutto quello che non dice. (Italo Bonassi).

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