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Mi mancano le parole

Presentazione del libro di Gabriele Lenzi

Mercoledì 22 gennaio 2020 alle ore 21, presso i locali della Ruota Dentata “Museo del ciclismo Gino Bartali”, Ponte a Ema, Via Chiantigiana n. 175, Firenze, si è svolta la prima presentazione del libro “Mi mancano le parole”, dello scrittore Gabriele Lenzi, presente Veronica Boldi per l’editore Masso delle Fate.

Presente la scrittrice Roberta Degl’Innocenti, poetessa e scrittrice, autrice della prefazione, l’avv. Alessandro Brogi. Molte le persone che sono intervenute all’evento.

L'autore Gabriele Lenzi e il critico Roberta Degl'Innocenti.

Di seguito il testo dell’intervento di Roberta Degl’Innocenti:

“Gabriele Lenzi, avvocato e scrittore in Firenze, ci propone il suo nuovo e ultimo libro che si presenta con un titolo singolare: “Mi mancano le parole”. Come voi capirete quasi un ossimoro per un avvocato conosciuto e stimato ed uno scrittore ormai conosciuto e affermato.

Ecco i titoli dei suoi precedenti libri: Granduca, La Locanda del Folletto, Gli occhi della notte, Tutto è giusto e perfetto, Fai un salto.

E adesso “Mi mancano le parole”.

Tutti i libri che hanno avuto un notevole successo, con trame diverse e apprezzate dal pubblico che segue il nostro vostro scrittore che ormai, oltre che avvocato, è di fatto uno scrittore affermato.

L'intervento del critico Roberta Degl'Innocenti.

L'intervento dell'Avv. Alessandro Brogi.

I libri hanno tutti trame differenti.

Ci sono delle caratteristiche che però si ripetono e sono tutte positive:

- La bella scrittura

- Lo studio dei personaggi

Oltre ad un percorso che lo ha portato, nei vari libri, ad una struttura sempre più orientata verso il romanzo.

Nella seconda di copertina molto esplicativa è la nota che, in una sintesi esemplare, racchiude il significato del libro:

Cito alcune parole:

Veduta d'assieme della sala col folto pubblico.

Morte e rinascita, la vita è un’altalena che non si può fermare, occorre quasi cavalcarla cercando l’equilibro fra ciò che vorremmo e quello che è.

Il libro del quale parleremo stasera con l’autore ha la mia prefazione, come altri suoi libri del resto. Vi leggo uno stralcio dalla prefazione.

Ascoltiamo le parole di questo nuovo lavoro, anzi una citazione che ho ripreso dal libro stesso e che corrisponde all’inizio del testo.

“La vita è un libro formato da tante pagine bianche sulle quali ogni individuo scrive giornalmente la propria storia”.

Il testo è ambientato a Firenze, nella sua, nostra, splendida città ed il titolo che troviamo nel primo capitolo è questo:

Che tutto abbia inizio

Una frase che può significare qualsiasi cosa, che ognuno di noi può prendere e fare sua a proprio piacimento.

Il protagonista, laureato in architettura, ha brillanti prospettive per il suo avvenire… poi succede qualcosa: il giorno 30 aprile di un anno che non sappiamo, in Firenze, al semaforo fra Piazza Donatello e Via degli Artisti viene investito in maniera abbastanza grave e si ritrova al Policlinico di Careggi.

Ci vuole del tempo perché le cose si aggiustino e questo permette al protagonista di fare un punto della propria vita, rivivere i rapporti con gli altri e soprattutto con la compagna Valeria.

Tanto per approfondire questo rapporto leggiamo, a pag. 18:

“Valeria veniva tutti i giorni, ma gli argomenti che mi riportava si esaurivano in pochi minuti e quindi, sia per me che per lei, i silenzi avevano la prevalenza rispetto alle parole…”

Gabriele Lenzi è molto preciso nelle descrizioni, sia dei luoghi, sia che si passi nella sfera dei sentimenti, sia nelle sensazioni diverse che evocano i momenti della vita.

Il protagonista della vicenda ha una grande umanità, sembra, a prescindere, un amico del lettore che, istintivamente si schiera dalla sua parte.

Almeno questa è stata la mia sensazione di lettrice che, comunque, ha letto e presentato tutti i suoi libri ed ha riscontrato sempre sensazioni positive.

Di seguito si affacciano personaggi importanti nella vita del protagonista: il fisioterapista Franco, la psicologa Alice e così la vita diventa più sopportabile.

Molto spazio è riservato ai sentimenti, alle sensazioni che il momento evoca. I momenti successivi all’incidente, il dolore, l’attesa in ospedale di un ritorno ad una vita normale, lo spengersi di un rapporto ormai consumato e inutile con Valeria.

Una nuova presenza femminile fa battere il cuore al protagonista delle vicende che scrive: - Stasera vado a cena da Anna (p. 45)

E riaccende (per poco però) interesse nella sua vita.

Tutti i libri di Lenzi hanno delle caratteristiche ottimali x la descrizione degli ambienti, dei luoghi insomma, oltre ovviamente alla cucina, per cui ho sempre dedotto che Gabriele sia una buona forchetta nonché intenditore.

Il libro continua fra sensazioni, sentimenti ed, a tratti un tocco di mistero.

Ci spostiamo a Castiglioncello, un luogo che anche io amo e Livorno dove avviene uno strano incontro del quale parlerà l’autore, se vuole, oppure lo scoprirete leggendo il libro.

C’è in questo libro un continuo evolversi di avvenimenti e incontri, una palese umanità ed anche un senso di mistero che fa sì che possa essere proponibile ad ogni tipo di lettore.

Dal quotidiano all’immaginario. I rapporti con la gente, le difficoltà quotidiane e il loro superamento, tutto questo lo rende interessante e umano, aggiungendo un pizzico di mistero che non guasta mai.

Con la trama e i personaggi del libro mi fermo perché il relatore non può e soprattutto non deve spiegare il libro più di tanto ma suscitare curiosità”

Alla fine del suo intervento la Degl’Innocenti ha posto alcune domande all’autore su come è nato il libro, poi visto che ne ha scritti diversi su quale è il preferito, e quando avrebbe scritto un libro di poesie. Lenzi ha risposto brillantemente, poi c’è stato l’intervento dell’avvocato Brogi e la serata si è chiusa con saluti e rinfresco.

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