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1966-2011
A 45 anni dall'alluvione di Firenze

Venerdì 4 novembre 2011 presso la Libreria Chiari di Piazza Salvemini n. 18 Firenze (Centro storico) si è svolta una manifestazione per ricordare il 45mo anniversario dell’alluvione a Firenze (1966).

La serata che prevedeva letture, testimonianze, fotografie e dipinti era organizzata dal Centro d’Arte Modigliani e promossa dalla Vice Presidente Roberta Degl’Innocenti.

Roberta Degl'Innocenti e Stefano Ridolfi mentre leggono a due voci il racconto scritto dalla poetessa.

I diversi artisti che hanno aderito alla manifestazione, insieme al pubblico presente in sala, si sono avvicendati al microfono dando vita ad una serata dinamica ed emozionante con ricordi che ci hanno riportato indietro nel tempo.

Ad introdurre la scrittrice Roberta Degl’Innocenti che ha ricordato alcuni particolari di quei giorni, soffermandosi su curiosità e dettagli dei momenti precedenti …(…)… non desidero fare solo una cronistoria dell’accaduto, preferisco soffermarmi su alcuni dettagli e poi saranno le voci stesse delle vostre testimonianze a raccontare ognuno la propria storia …(…)… alle ore 2.00 del quattro novembre il torrente Mugnone, affluente dell’Arno in piena città, rompe gli argini straripando presso il parco delle Cascine e allagando l’Ippodromo, viene allora cercato di mettere in salvo i cavalli ma una parte muoiono e muore affogato anche il dromedario Canapone, gioia dei bambini, nel vicino zoo …(…)… alle 2.30 esplodono le fognature, a causa della troppa pressione del fiume e l’Arno straripa alla Nave a Rovezzano, a Varlungo, a San Salvi e, nel quartiere di Gavinana, (il mio), inizia la paura per l’allora cinquantamila fiorentini che vi risiedevano …(…)

Via Uguccione della Faggiola nel Quartiere Gavinana, uno dei più colpiti.

… alle 6.50 cede la spalletta di Piazza Cavalleggeri e l’acqua raggiunge la Biblioteca Nazionale Centrale e il quartiere di Santa Croce. Saranno poi gli Angeli del fango, nei giorni successivi all’alluvione, a salvare tanti libri preziosi …(…)… alle ore 7, nelle zone ancora intatte, esce La Nazione con il titolo L’Arno straripa a Firenze ed alle ore 9 del mattino del 4 di novembre 1966 le acque dell’Arno arrivano in Piazza del Duomo. Vorrei ricordare anche il particolare che molti si adoperarono per salvare i carcerati delle Murate (Via Ghibellina), dei quali soltanto uno, Luciano Sonnellini, morì annegato. Aveva solo 25 anni e, leggendo la documentazione, ho notato che è stata la vittima più giovane, parlando di Firenze e non dei comuni limitrofi. Sono le ore 20 e l’acqua, che in alcuni punti ha raggiunto sei metri di altezza, comincia lentamente a defluire … (…)

Via del Larione allagata vista dalla “Casa delle Tate”.

L'orto allagato della casa di Roberta Degl'Innocenti in via di Ripoli visto dalla “Casa delle Tate”.

… per tanti anni il numero delle vittime è stato taciuto, minimizzato, oppure il contrario. In realtà le vittime furono 34, di cui 17 a Firenze e 17 nei comuni limitrofi. In questa serata nella quale ricordiamo l’alluvione di Firenze mi pare giusto dire almeno di nomi di coloro che persero la vita …(…)… la Degl’Innocenti ha poi letto l’elenco delle vittime e ricordato anche il fatto personale che la sua mamma, per tranquillizzarla, per anni le aveva detto che non era morto nessuno ed ha parlato poi di come Firenze e i fiorentini abbiano reagito ed anche dello spirito toscano, di come l’avvenimento sia stato ricordato in film e canzoni, ed in particolare nel testo L’alluvione di Riccardo Marasco e nel film Amici Miei di Mario Monicelli.

Il pittore Giancarlo Ferruggia e il suo quadro.

Il pittore Alfredo Correani il suo quadro e Roberto Cellini.

Per quanto riguardano gli artisti del Modigliani erano presenti i pittori Alfredo Correani e Giancarlo Ferruggia, ciascuno con un suo quadro ad interpretare quel momento: i due pittori e le loro opere sono stati presentati da Roberto Cellini, Presidente del Centro d’Arte Modigliani, inoltre i poeti Anna Balsamo, Duccia Camiciotti, Stefano Ridolfi (anche fotografo) sono stati chiamati a leggere la propria poesia mentre Roberta Degl’Innocenti ha presentato un racconto autobiografico, letto a due voci insieme a Ridolfi, il quale ha portato delle foto storiche riguardanti proprio i vari quartieri e che il pubblico ha potuto visionare. Il pittore Andrea Gelici, assente per una mostra in Campania, ha mandato una sua poesia che è stata letta da Lenio Vallati. La poetessa Caterina Trombetti si è espressa con una testimonianza che è iniziata evidenziando il fatto che, proprio il quattro di novembre, fosse allora festa nazionale, evitando così un numero maggiore di vittime perché le persone erano per la maggior parte in casa.

Sullo sfondo la Basilica di Santa Maria del Fiore (foto della Libreria Chiari)

Sul tavolo della presentazione era stata posta una fotografia appartenente alla “Libreria Chiari” che riguarda proprio l’allagamento del Centro Storico.

Il giorno dell'alluvione: 4 novembre 1966.

Dopo tutte le letture degli artisti del “Centro Modigliani” è stata data la parola al pubblico presente che è stato voce viva e pulsante. Fra le diverse persone che si sono espresse raccontando la loro storia: Silvio Agnelli, Direttore del Centro La Volta di San Casciano, Lucia Santini e lo scrittore Roberto Nistri.

Nel corso del pomeriggio tutti i documenti portati sono stati messi a disposizione del pubblico per visionarli, la Degl’Innocenti aveva portato anche il libro Piccole Donne, alluvionato e restaurato, del quale si parla nel suo racconto che ha per protagonista una bambina di undici anni (cioè lei stessa) e quattro piccole foto scattate dalla finestra di Via del Larione (strada in salita ed alla cui fine si fermavano le acque). In questa strada stretta venivano poi messe in salvo le persone con una barca e dove anche lei, insieme alla madre ed al fratello, fu calata dalla finestra della casa delle Tate, luogo e persone tante volte ricordate nei suoi scritti.

Roberta Degl'Innocenti nel corso dell'incontro con al suo fianco Roberto Cellini.

Il pubblico ha dimostrato di apprezzare moltissimo il ricordo e la testimonianza, che ciascuno a proprio modo, ha voluto portare in un pomeriggio di grande emozione perché la memoria non vada perduta.


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A 45 anni dall'alluvione di Firenze
 



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