Servizi
Contatti

Eventi



Graffiti di Parole
al Caffè Florian di Firenze

Venerdì 12 marzo 2010, nell’elegante e prestigioso Caffé Florian di Firenze, in Via del Parione n. 28/r, si è svolto il Reading a due voci Graffiti di parole delle poetesse fiorentine Roberta Degl’Innocenti e Tiziana Curti. Il pomeriggio prevedeva anche l’esposizione e la presentazione del quadro Omaggio a Giacomo Casanova del maestro Giancarlo Ferruggia.

Prima di dare inizio al Reading le due poetesse hanno fatto una presentazione, l’una dell’altra, attraverso l’ultimo libro edito di ciascuna, dal quale erano tratte la maggioranza delle letture.

da sx. Tiziana Curti, Roberta Degl'Innocenti e Donata Bargiacchi (direttrice del Caffè Florian).

Roberta Degl’Innocenti ha iniziato con il libro di Tiziana Curti, "Alle radici del canto": …(…)… Tiziana ha percorso, in questi anni, un lungo e impegnativo viaggio e ce lo dimostra con la matura consapevolezza di questo nuovo testo che ha, però, un fremito leggero, un trasalimento amoroso che ci riporta, inconsapevole, come lei, giustamente suggerisce, alle radici del canto. Ed è un canto corale, al quale la poetessa si abbandona, dove ogni parola ha una sua giusta collocazione, pur mantenendo la spontanea naturalezza che lo contraddistingue. Per capire le motivazioni, che hanno spinto Tiziana alla scrittura, basta lasciarsi coinvolgere dalle parole nell’ineffabile Cantico dei Cantici, espresse nell’epigrafe, che rappresenta un canto all’amore.

Un canto alla vita. La vita espressa in ogni sua molteplice forma: la purezza dell’acqua, il mormorio della natura, la mano che accarezza. Quindi, la poesia di Tiziana, ha un suo significato universale, che esula dal privato, come lo è l’amore espresso in ogni sua sfumatura. L’autrice predilige una forma classica: ha il grande privilegio di riuscire a trasmettere ai suoi versi un tocco di modernità, di energia, nell’uso dei termini, delle metafore, calando, così, la sua poesia, che si mantiene rigorosa, nell’attualità dei nostri giorni, rendendola palpabile e godibile. La musicalità accompagna le liriche di questo canzoniere, dal quale si rimane un po’ stregati, e viene voglia di leggerlo tutto d’un fiato anche se, come sappiamo, la poesia ha bisogno di essere letta e riletta per coglierne tutte le sfumature. Allora, iniziamo con lei questo percorso, giunto sicuramente dopo l’oscurità, il dolore e ne è quasi un antidoto, un inno alla vita, in tutte le sue manifestazioni.

Tiziana scrive nella prima lirica (E non basta il cielo), quella che apre la raccolta: Scrivo una nuova rotta avventurosa/ sul giornale di bordo, e ancora, nel verso finale: Non basta il cielo intero al nostro volo. La poetessa ci dà un’indicazione importante nella nuova rotta avventurosa: un vento nuovo, quindi, come il sapore del miele e il fragore della tempesta. Un vento di parole che lei potrà scrivere, come ci indica nel verso, sul giornale di bordo.

Sono i fogli dell’anima, ma anche un biglietto riciclato dove riporre i pensieri, custodirli e difenderli. Il poeta, non dimentichiamo, circuisce le parole, le corteggia, ci gioca e se ne innamora.

E voglio usare proprie le parole della poetessa: ed essere di nuovo, / ritornare sorgente, / fiorire, respirare. Il riaprirsi all’amore, il brivido improvviso: un sentiero, una strada, il risveglio delle cose, l’immergersi nella natura, nelle timide viole / dentro un bosco incantato.

Mi sento un po’ vestale e un po’ soldato
ed uso il gergo folle dei poeti .

Lei scrive in un connubio di forza e leggerezza, contemplazione e azione, riflessione e coraggio, il tutto filtrato dalla penna sbarazzina dei poeti (il gergo folle). Un sentimento ci avvolge, nelle parole sussurrate piano, e le nostre paure sono voci dormienti, nelle piaghe rugose degli alberi, nella rosa che lei nomina in almeno tre poesie, nella timidezza delle viole, piccoli fiori discreti. Andando avanti, nella lettura dei testi, noto che Tiziana ha più volte nominato la luna. La luna matta dei poeti, aggiungo io. Quella che ci sorveglia. Bianca vestale, luna sorniona. Lei la chiama Grande luna, nel titolo di una poesia.

Questa luna che, all’inizio dell’estate, è più grande.

C’è stato un verso della poesia che mi ha particolarmente colpito, ed è Il passo della nuvola sull’acqua. Ecco la magia, l’invenzione, questa nuvola che si fa visione incantata e muove passi sull’acqua, quasi un sogno. Oppure La luna ha una cintura in filigrana /riflette il firmamento (Come il temporale).

Ancora la luna dei poeti, il buio, la notte che avanza. Depositaria di segreti, del ballo tormentato dell’inverno dove l’attesa dell’amore sono i pensieri, sono gli echi leggeri delle parole sussurrate, sono i sogni colorati.

E la parola sogno è un’altra parola ricorrente. Il sogno, questa dimora privata alla quale bussare per immergersi dove tutto è possibile.

Nella seconda, più breve, parte del libro, con sonetti, madrigali ed esprimenti Tiziana ci svela: Chissà se fu la luna / che guidò i nostri passi dentro al sogno, (Chissà se fu). Ed è un sogno idilliaco con gli elfi, le foreste, i freschi corsi d’acqua, oppure, sempre in questa sezione, nella poesia Sogni leggiamo: viene la notte in sogno a imprigionarmi. Ed è una prigione d’amore. Questo amore, celebrato nel libro, che ne coglie gli attimi, in una successione non rigorosa: incontro, trasalimento, paure e certezze …. e ancora l’attesa, lo stupore, la passione.

L’abbandono all’amore è anche l’incertezza del volo, l’ansia, timore e desiderio. Così, nella lirica Quante stazioni, due ipotetici personaggi si contendono la verità. Essi sono la saggezza e il cuore.

La saggezza che propone di fermarsi, che detta le sue riflessioni, e il cuore che risponde: Non ci sono ragioni / per non gettare il cuore oltre la siepe

Tiziana Curti, che ha iniziato con Mettimi come sigillo nel tuo cuore dal Cantico dei Cantici, ci ha condotto, con dolcezza o irruenza, alla lirica Per sempre alla sua logica, al suo fervore amoroso. Per sempre, lei ci dice, in queste parole c’è la chiave per aprire la porta dei desideri, spingersi sulla rotta dell’approdo. E ce lo rivela con parole semplici ma essenziali:

L’amore è in questo arrendersi agli eventi.

La poetessa Tiziana Curti e la sua raccolta poetica.

La poetessa Roberta Degl'Innocenti e la sua raccolta poetica.

Tiziana Curti si è poi così espressa sul libro "D’aria e d’acqua le parole" di Roberta Degl’Innocenti.

(…)… Per Roberta la scrittura è un bisogno, un’urgenza sentita profondamente fin da giovanissima, così come dice anche lei stessa nell'autobiografia visibile sul sito internet, è sempre stato un aiuto un modo per confrontarsi con la realtà e con il sogno, un’autoconfessione dove viene regalata al lettore la parte più oscura ma anche la più chiara dell' Io profondo.

Le parole hanno un valore importante nel mondo di Roberta possono essere leggere come l'aria, possono avvolgerci, farci salire in alto nel mondo della fantasia e del sogno. Possono racchiuderci come in una bolla di sapone, oppure, invece possono essere umide di pianto, di nostalgia, di dolore, un'acqua dove immergersi per purificarsi.

Parole preziose ed eleganti spesso simboliche. Il ricorso alla metafora è sempre una caratteristica predominante in Roberta, dire senza svelarsi, ma se si trova la chiave di lettura tutto diventa più semplice.

Anche questa sua raccolta poetica è suddivisa in più settori quasi a scandire il passare del tempo.

Composta per la maggior parte durante un'estate torrida, non solo per il clima ma anche per le vicende di vita, si apre con una poesia dedicata alla madre Crepuscolo di ciglia“ e si chiude con un'altra poesia dedicata, “Firmamento di luci“, scritta per alcune persone che sono state molto vicine a Roberta, i Tati, come lei li chiamava.

Pur essendo scritte a seguito di momenti luttuosi non c'è pianto lamentoso ma un dolore contenuto di malinconia dolce.

Queste perdite hanno lasciato tracce profondissime, sono state il taglio di quel cordone ombelicale che lega metaforicamente all'adolescenza imponendoci di diventare adulti, e quindi la scelta di porre alla fine proprio quella poesia chiude il cerchio simbolico e si ricongiunge con l'inizio.

Pur non facendo uso di metrica Roberta ha una musicalità molto naturale nei suoi versi. La prima parte del libro è un canto di vita nell'incantesimo del sogno, quante favole di volta in volta ci seducono, lei si trasforma in fata, elfo, zingara o sirena, conchiglia e chiede, supplica “margherite scarlatte”, scarlatte come l'eros, che percorre tutte queste pagine e che diviene dirompente soprattutto nella sezione intitolata “Graffiacielo“ .

Qui il desiderio di sensazioni forti e trasgressive esplode nei versi, come un getto di lava infuocata, talvolta è un grido, altre una velata preghiera rivolta alle stelle cadenti, il dono di un momento speciale, che faccia ancora sentire il sangue scorrere nelle vene e che allontani ed esorcizzi il dolore.

Accompagnano il lettore un grande numero di fiori, d'ogni tipo, nostalgici, sbarazzini, dolenti, ammiccanti, fanno parte di paesaggi surreali, contemplativi, dove i personaggi che via via s'incontrano sembrano usciti da fiabe nordiche. Elfi e folletti s'aggirano tra i versi e ci trascinano a leggere catturandoci.

Tutta la struggente tensione si scarica e si stempera nella scrittura e nel continuo dialogo con un interlocutore muto a cui l'autrice pone domande senza risposta, rivela i suoi sogni, i desideri e le inquietudini .

E' a lui che racconta memorie del passato.

C’è comunque in Roberta una positiva freschezza che riporta, sorridendo sicura, nel suo discorso poetico espresso con musicalità raffinata.

Nella “Ballata dei poeti” dichiara apertamente che i poeti sono dei mentitori che si nascondono dentro le parole ma a cui “basta un verso per essere felici” ecco qui la fortuna di chi scrive,un verso basta per cicatrizzare, per ritrovare il coraggio di vincere la morte, magari stringendo nel pugno un po' di conchiglie oppure un sorriso rubato o un'alba, una scheggia viola, da guardare di nascosto per assimilarne la forza positiva necessaria alla vita .

Un'altra sezione è quella dedicata ai viaggi. L'autrice li presenta come indiscreti, io credo perché ce li porge come se aprisse un cofanetto di ricordi, come se ci lasciasse sfogliare un suo personale album di foto, di quelle che si fanno quando si va in gita con gli amici o con le persone che amiamo.

Ognuna di queste poesie ci racconta un piccolo pezzettino di Roberta, per ultima ho lasciato la poesia dedicata a Firenze che lei ha omaggiato di una sezione a parte, tutta per la sua città che ama oltre il consueto.

Città di sogno in cui si adagia e si lascia cullare nel dondolio del bus all'alba, quando ancora la luce è quasi una danza tra le case.

Firenze per sempre scrive, per sempre, dentro lo zeffiro lento delle sue eleganti parole.

Grazie.

Il pittore Giancarlo Ferruggia tra le poetesse Roberta Degl'Innocenti e Tiziana Curti.

Dopo le presentazioni dei libri è iniziato il Reading, durante il quale le poetesse hanno letto i testi poetici, esprimendoli anche a due voci. Prima dell’intervallo, nel quale Roberta e Tiziana hanno offerto caffè e cioccolatini agli ospiti, è stato presentato il quadro del pittore Giancarlo Ferruggia, presente al Florian, dal titolo Omaggio a Giacomo Casanova. Roberta ha ricordato la recente personale di Ferruggia alle Giubbe Rosse, da lei curata, ed ha letto la nota biografica del pittore, soffermandosi sul fatto che in maggio Ferruggia è stato invitato a Roma all’Università Roma 3 al Convegno Internazionale La parola e l’immagine, dove verranno esposti i suoi quadri, e dove sarà ella stessa presente alla Facoltà di lettere e filosofia come relatrice. Successivamente Tiziana Curti si è espressa con una nota critica sulla pittura di Ferruggia.

Il pubblico ha accolto in maniera molto favorevole quanto proposto dalle due poetesse, in un clima colloquiale e accattivante.

Fra i presenti i Presidenti del Centro d’Arte Modigliani Roberto Cellini e dell’Accademia Vittorio Alfieri Dalmazio Masini, il Direttore dell’Istituto Universitario Olandese dott. Michael W. Kwakkelstein, il prof. Get Jan Van De Sman dell’Università Utrecht, il vice direttore di Villa I Tatti prof. Louis Walsman, la dott. Paola Brizio, la dott. Ilaria Masi e diversi esponenti della cultura fiorentina.

Una serata molto bella insieme alla gentilissima Donata Bargiacchi, perfetta padrona di casa e responsabile della Boutique Caffè Florian a Firenze.


articolo


ultimi articoli
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza