Servizi
Contatti

Eventi






Al Palagio
con la poesia di Carmelo Consoli

Venerdì 31 ottobre 2008 presso il Palagio di Parte Guelfa a Firenze, nel Salone Brunelleschi, si è svolta la suggestiva serata: Un amore chiamato Firenze. Presentazione di poesie edite e inedite del poeta Carmelo Consoli. L’evento è stato organizzato dal Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura, nella persona del dott. Eugenio Giani in collaborazione con il Centro d’Arte Modigliani. L’intervento critico era affidato alla poetessa e scrittrice fiorentina Roberta Degl’Innocenti. Letture di Carlo Ciappi. Nel Salone Brunelleschi era ancora presente una mostra di pittura e scultura di soci del Centro d’Arte Modigliani, dal titolo Arte e Tradizioni, aperta dal 29 ottobre al 4 novembre 2008. La serata è iniziata con i saluti e l’intervento di Roberto Cellini, Presidente del Centro d’Arte Modigliani, al quale ha fatto seguito una prima poesia di apertura letta dallo stesso autore e poi, una serie di letture eseguite da Carlo Ciappi.

da sx: il poeta Carmelo Consoli, Roberta Degl'Innocenti, critico e poeta, e Roberto Cellini.

Roberta Degl’Innocenti è intervenuta subito dopo: …(…)… questa sera, come abbiamo subito individuato dal titolo: Un amore chiamato Firenze, ci troviamo di fronte ad un evento particolare: Carmelo Consoli ha scelto di proporre al pubblico alcuni dei testi presenti nei libri finora pubblicati: Il canto dell’eremita (Ibiskos di Alessandra Ulivieri, 2005), Percorsi quotidiani (2006), Eppure mi sfiorano le stelle (2008), ambedue pubblicati con Bastogi. Dai libri l’autore ha scelto una parte cospicua delle liriche dedicate proprio a Firenze, alle quali ha aggiunto anche una serie di inediti…(…) Carmelo ci porge quotidianamente questo suo amore, l’incanto per una città che lui percorre rubandone i rumori, gli odori, il passo delle ragazze come una danza, l’orgoglio dei seni mostrati quasi con impudenza. E ancora le strade, le piazze che si aprono sovrane in un’emozione condivisa. Sguardi e sorrisi carpiti al tempo e alla storia e che nella storia si fondono ad un presente vissuto con una sorta di fascinazione. Le poesie che presentiamo questa sera, e che abbiamo già iniziato a gustare, hanno anche una quieta dolcezza, l’osservazione frutto di un peregrinare che porta al godimento degli angoli, di ogni anfratto per posarsi poi, osservatore attento, sulla gente, sulla vita che si muove in un tripudio di colori, o si assopisce negli “ozi” di finestre e palazzi (Ponte Vecchio). Il quartiere di Oltrarno, dove Carmelo abita e che accoglie la maggior parte dei testi, ci riporta, intanto, quell’atmosfera cantata da poeti e fonte d’ispirazione di pittori (fra i quali il grande Ottone Rosai). Ed è proprio in questo quartiere che lui narra, uso questo verbo perché, pur mantenendo il tono poetico, Carmelo spesso racconta piccole (o grandi) storie urbane …(…)…

La Degl’Innocenti ha poi ricordato la definizione dell’amica Anna Balsamo su Consoli, rilevata anche una nota critica della Balsamo stessa: Poeta urbano. In una serata dedicata in gran parte alle letture la Degl’Innocenti ha detto di voler percorrere itinerari per i quali lui parla di innamoramenti. (…)… Piazza Tasso: San Frediano degli amori e delle battaglie, quartiere riverso sulle strade. Uno sbirciare, quasi indiscreto, tra le fessure del tempo come se i cambiamenti storici e di costume in questo caso avessero avuto una mano più lieve, un soffio di leggerezza. Allora la poesia dedicata a Gaia, la ragazza per la quale uso un’espressione del poeta: “Batte l’ora degli amori” la possiamo anche riproporre, Gaia intendo, come per una delle ragazze di Vasco Pratolini, indimenticabile interprete del quartiere. In Gaia c’è una spregiudicatezza e un’audacia che è giovinezza, ansia di vita e di stupore: nei seni di pesca o nei capelli tiziano ardenti di contrada. Allora Tosca Taschina, Mafalda la rossa, Silvana manidifata, occhieggiano sicure nel ricordo. Dal libro Le ragazze di Sanfrediano fu girato anche il film di Valerio Zurlini nel 1954. Per questo lo straordinario bozzetto di Gaia che Carmelo ha quasi disegnato attraverso le parole mi fa pensare anche a Bob (il giovanotto dalle belle ciglia) pronto a muoversi verso un’incantevole conquista. Ma torniamo alle piazze, alle stradine, alla magia degli scorci. In Piazza del Carmine si respira, però, aria di preghiera. Nel testo c’è una vivace contrapposizione tra il silenzio del luogo e l’esterno dove profili di auto si muovono intenti al fervore della vita che pulsa con inesauribile movimento …(…)….

La Degl’Innocenti, prima di passare ad un altro aspetto delle liriche, si è soffermata sulla poesia: "Notte di strada in Borgo della Stella". (…)… ecco un fruscìo, l’eco dei canti, la sospensione di un attimo. I suonatori di strada sono effluvi di una colorita gioia, sono armonia e visione di sogno, sono l’intramontabile stupore che interrompe l’egemonia del silenzio. Il poeta scrive scendevano dal cielo. C’è in tutta la poesia questa duplice visione: la sacralità del divino e la realtà dell’uomo (o della donna) in una sorprendente vivacità. Vorrei però parlare anche dei bozzetti, figure che l’autore tratteggia, esprime quasi in maniera figurativa. Ad esempio: L’arrotino. La lirica ha un ritmo serrato, le parole si susseguono, incalzanti, come ad evocare i rumori, le grida. Questa figura della quale ho io stessa un fugace ricordo e che, nell’ambito di una vita cittadina convulsa, ha il sapore del tempo smarrito. Oppure Sveta, la badante, che, se non sbaglio, è un inedito: un altro bozzetto interessante. Già Sveta ci riporta alla quotidianità, al rumore di un tempo differente, di un’attualità. Un’altra caratteristica dei testi di Carmelo è proprio uno sguardo che indulge verso il passato e una frenesia di vita. Le figure femminili, spesso si tratta di fanciulle, hanno seni intriganti, bocche di rosa, sono quell’arditezza che svela un’emozione e un desiderio di condurre la vita. Allora Sveta, la bandante russa, ha la pelle fresca da peccato itinerante (davvero un’interpretazione originale). Però è anche la visione romantica di una ragazza che guarda oltre l’Arno con lo sguardo perso fra boschi di betulle e giornate di neve. E’ ardore e nostalgia …(…)… L’incanto dei vicoli dai quali occhieggia il tempo.

L’emozione sempre rinnovata del Ponte Vecchio, in una musica crescente di colori, dove gli argini e le sponde sono ancora sussurri d’un magico stupore che incanta in una pienezza di sguardo. Il segreto del fiume, abbandonato e complice della corrente, i sospiri degli amori …(…)

Roberta Degl'Innocenti, critico e poeta.

Roberto Cellini, presidente del Centro d'Arte Modigliani.

Prima di avviarsi alla conclusione ha posto l’attenzione su testi che esulano dagli altri, soprattutto per il contenuto: ad esempio: Scale mobili …(…)… in questa lirica la precarietà ma soprattutto la casualità dei gesti e degli incontri è il motivo conduttore. La fuggevolezza del tempo e quanto tutto sia destinato a finire in un attimo, ancora prima che la nostra mente ne abbia preso un contatto diretto. La casualità di un incontro o del suo contrario. Ricordo, a questo proposito una poesia esemplare di Wislawa Szynborska: “In ogni caso”.

Dopo avere letto alcuni versi della poesia della Szynborska la Degl’Innocenti ha poi parlato della lirica di Consoli, concludendo: …(…)… quindi ci conduce la vita, il furore del momento, la casualità dell’istante. Sempre con il medesimo intento, ma un ritmo più serrato, nel quale i movimenti sono un tutt’uno con l’immagine troviamo la poesia: Al semaforo (che poi io stessa vi leggerò …(…)….

Non ho volutamente ricordato i tanti poeti che hanno scritto sulla nostra città, che sono tanti, anche per non fare un torto all’autore, visto che è la sua serata. Ricordo, però, i nomi di alcuni cantanti o cantautori:

Edoardo Spadaro, la tradizione; Riccardo Marasco, il divertissement, l’ironia. E poi mi permetto uno sguardo su un cantautore: Pupo, e la canzone Firenze Santa Maria Novella: anche Carmelo ha scritto una poesia titolata Santa Maria Novella …(…)

La poetessa ha letto poi alcune righe del testo della canzone e l’ultima parte della poesia di Consoli, facendone notare le diverse modalità di approccio. Portando poi a termine il suo intervento, (molto apprezzato):

…(…)… concludo questa passeggiata tra vicoli, piazze, personaggi singolari, insieme ai versi di Carmelo Consoli, a catturare un’emozione, il rumore della vita. In una città, la mia città, che amo in maniera esagerata, se mai possa esistere un’esagerazione per Firenze, e nella quale credo sia un privilegio essere nati e poter vivere. Carmelo Consoli è nato in un’altra regione: la Sicilia e si è trasferito a Firenze a 16 anni, però questi versi, raccolti dai suoi libri in ordine sparso, ne testimoniano l’amore e la dedizione.

Un amore chiamato Firenze.

Aggiungo:

Firenze sbarazzina, raccolta, pensosa.
Firenze che sogna e vive.
Firenze di sguardi e stropiccio di corpi.

Carmelo Consoli è intervenuto subito dopo: …(…)… dedicare una raccolta di poesie a Firenze ed in particolare a quella sponda della città che i fiorentini conoscono come Diladdarno, era per me una necessità, un’ambizione, un dovere. Firenze è la mia patria adottiva, ad essa devo gran parte della mia identità di persona e di poeta; mi ha accolto giovinetto all’età di sedici anni e da allora non ci siamo più lasciati; quindi un grande amore e una complicità intellettuale intensa e profonda. Firenze la penso come una donna affascinante, misteriosa; al tempo popolana e regale, ingioiellata amante alla quale dedicare poesie. So bene di essere l’ultimo innamorato di una lunga serie di artisti …(…)

Consoli ha poi proseguito il suo interessante intervento parlando dell’Oltrarno, dei vicoli, delle piazze, dei propri personaggi.

Sono poi intervenuti per il dibattito con il pubblico: Anna Balsamo, Vice Presidente della Camerata dei Poeti, le poetesse Maria Grazia Maramotti, Duccia Camiciotti, Caterina Trombetti, il poeta e fotografo Stefano Ridolfi, il pittore Andrea Gelici e altri.

Notizie dell’evento sono apparse sui quotidiani La Repubblica e la Nazione.


articolo


ultimi articoli
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza