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Conferenza

Corrado Govoni,
poeta

Il testo della conferenza

Giovedì 29 settembre 2011 alle ore 16.30 Roberta Degl’Innocenti ha tenuto una Conferenza su Corrado Govoni, poeta, presso il Centro Socio Culturale Il Fuligno, Via Faenza n. 52 a Firenze. L’evento era organizzato dal Laboratorio di Poesia dell’Accademia Vittorio Alfieri. La scrittrice fiorentina ha ripercorso così la vita e le opere di Corrado Govoni, interagendo con il pubblico del Laboratorio, che ha dimostrato di apprezzare la conferenza, il cui programma prevedeva, al termine, una lettura di poesie del poeta che Roberta Degl’Innocenti aveva scelto dalle varie opere di Govoni.

I componenti del Laboratorio di Poesia dell’Accademia Vittorio Alfieri”.

Presenti, da parte del Laboratorio: Dalmazio Masini, Presidente dell’Accademia Vittorio Alfieri, Mario Macioce, Direttore del Laboratorio di Poesia, Gioia Guarducci, Vice Direttore, Leonora Fabbri, Segretaria, La poetessa e pittrice Tiziana Curti, Silvio Agnelli, Direttore del Circolo La Volta di San Casciano in Val di Pesa, i poeti Giuseppe Colapietro, Davide Ecatti, Carlo Cantagalli, la poetessa Elisabetta Antonangeli e diverse persone interessate all’argomento, nonché frequentatrici del Laboratorio di Poesia. Alcuni passi della conferenza di Roberta Degl’Innocenti:

Ecco che cosa resta
di tutta la magia della fiera
quella trombettina
di latta azzurra e verde,
che suona una bambina
camminando, scalza, per i campi.

(…)… inizio questa mia conversazione su Corrado Govoni con i primi versi della poesia La Trombettina, forse uno dei testi più noti del poeta: con questa ingenuità, la purezza, una sorta di malinconia ed anche la meraviglia che è propria di uno sguardo bambino. La poesia è tratta dal libro Il quaderno dei sogni e delle stelle, pubblicato con Mondadori nel 1924, ma noi andremo molto più indietro per parlare dell’artista, che aderisce a vari movimenti culturali, che è poeta, scrittore, autore di testi teatrali. Corrado Govoni non ha paura di sperimentare pur rimanendo, in linea di massima, fedele a se stesso. La conferenza prosegue il ciclo dei crepuscolari che ho iniziato con Sergio Corazzini in aprile scorso.

Il poeta Giuseppe Colapietro e Roberta Degl'Innocenti.

La Degl’Innocenti ha poi dato alcune notizie sulla vita di Govoni, la sua infanzia, le prime pubblicazioni, le tematiche che contraddistinguono i primi libri: …(…)… Nel 1903, a diciannove anni, si trasferisce per qualche tempo a Firenze dove conosce Giovanni Papini e dove pubblica, a proprie spese, con l’editore Lumachi due libri di poesie: Le fiale e Armonia in grigio et in silenzio, dai quali poi leggeremo qualcosa. Ed è proprio questa seconda opera di Govoni che così Giuseppe Lasala definisce: “la famosa raccolta del 1903, forse il suo libro più bello, riferimento imprescindibile della sensibilità crepuscolare e, pure per molti aspetti,già al di là del crepuscolarismo che fondava”.

La Degl’Innocenti è poi ritornata sui temi del crepuscolarismo che aveva già affrontato nella conferenza su Sergio Corazzini e, parlando dell’amicizia che legava i due poeti, ha ricordato la lettera, diretta a Palazzeschi, (1905) nella quale Corazzini stesso ne parla: Conoscete Corrado Govoni? E’ un mio grande fratello. Egli verrà presto, verrà dalla sua tetra Ferrara, in Quaresima. Vi trovaste!

La Degl’Innocenti ha poi parlato di una lunga ode che Corrado Govoni dedica all’amico, dopo la sua morte, e pubblicata su Poesie Elettriche (Edizioni di Poesia, 2011). Libro che segna l’adesione di Govoni al futurismo e leggendo alcuni versi della poesia:

O dolce amico, è l’ora
che tu mantenga la promessa.
A che t’indugi? Perché tardi ancora?
Le neve se n’è di già andata.
Qua e là, sui tetti,
brillò l’ultimo bianco,
nitore d’emigrate cicogne.
Il frumento diffonde
la sua verde speranza di pane
pei i campi: e le viole
come lacrime azzurre di sereno
odoran lungo i fossi fra le foglie secche.

…(…)… queste sono le parole con le quali inizia l’ode e prosegue, sempre con dolcezza di sguardo, verso l’amico che definisce indimenticabile e anima dell’anima mia.

Roberta Degl'Innocenti nel corso della sua conferenza.

La Degl’Innocenti è tornata poi alle prime due raccolte (1903) di Corrado Govoni entrando nel merito e facendone visionare le copertine (molto particolari). Un altro argomento importante è stato quello del rapporto che lega Corrado Govoni e Filippo Tommaso Marinetti, argomento per il quale si è avvalsa del libro, pubblicato da Scheiwiller, Milano,1990, che contiene un epistolario: Lettere a Filippo Tommaso Marinetti (1909 -1915) …(…)… che è molto interessante, sia dal punto di vista letterario, per seguire tutti gli eventi del movimento, ed anche dal punto di vista di costume. Il rapporto di Corrado Govoni con lui, però, mi appare un poco sofferto, a parte l’entusiasmo iniziale. Vi leggo la prima lettera dell’epistolario con un Corrado Govoni inedito rispetto all’amore per le cose tristi del quale parlava a Lucini.

Vediamo come è cambiato dal 1904 …(…)…

Dopo la lettura della lettera la Degl’Innocenti ha poi parlato di Rarafazioni e della Parole in liberta, dalle quali sono stati commentati e visionati i documenti, e sempre tornando anche alla vita dell’autore ed alle sue successive opere.

La diversità delle modalità di approccio alla scrittura di Corrado Govoni ha reso la conferenza interessante e dinamica, spostando anche l’attenzione dalla vita del poeta.

…(…)… mi fermo un istante per parlare di un tristissimo episodio che segna in maniera indelebile la vita di Corrado Govoni. Siamo nel corso del conflitto generato dalla seconda guerra mondiale e Corrado Govoni scrive un Saluto a Mussolini (1932) e Poemetto in lode a Mussolini (1937). Tutto questo non basta per salvare la vita del figlio Aladino che, di idee opposte al padre Corrado, faceva parte di Bandiera Rossa Roma, e che viene fucilato dai tedeschi durante la strage delle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944. Da questa tragedia nasce il libro di poesie Aladino: Lamento su mio figlio morto, Milano, Mondadori, 1946 che esprime il suo cocente dolore. Del figlio Aladino, il primogenito, Govoni aveva annotato la nascita in alcuni versi della poesia scritta per ricordare l’amico Sergio Corazzini e precedentemente citata. Questo è il verso che parla della nascita di Aladino:

E’ sempre quella stessa casa grande
ch’io tante volte ti descrissi.
Ma non è più triste, sai,
ora che una divina
una piccola vita
la riempie dei suoi trilli.

… (…)…E sempre nello stesso libro (Poesie elettriche) al figlio Aladino Corrado Govoni aveva dedicato una poesia: Nimresia canzone (per il piccolo cariglione del mio Aladino).

… (…)…Dal punto di vista poetico, dopo l’esperienza crepuscolare e quella futurista, quest’ultima definita da lui stesso “un gioco” Corrado Govoni rimane comunque legato a quelli che sono i temi della sua poesia: la natura, le immagini, una freschezza che è anche affettuoso coinvolgimento. Non ho potuto parlare del Govoni scrittore e autore teatrale perché in questo frangente ho affrontato il Govoni poeta, già di per sé molto prolifico.

La Degl’Innocenti ha poi parlato degli ultimi anni della vita del poeta e concluso la sua conferenza con la lettura della poesia L’acquazzone, tratta da Il flauto magico.

Il quotidiano “La Nazione” con l'annuncio della conferenza.

Il pubblico e ha mostrato di apprezzare molto sia la conferenza che la visione della documentazione portata dalla Degl’Innocenti.

Notizie dell’evento sono apparse sul quotidiano “La Nazione”.
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