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Due autrici allo specchio
Lia Bronzi e Roberta Degl'Innocenti

Venerdì 27 agosto 2010, all’Abetone presso l’Hotel Abetone e Piramidi, in Via Brennero, si è svolta la presentazione dei libri di poesie Il campo delle ortiche (Bastogi) di Lia Bronzi e D’aria e d’acqua e parole (Edizioni del Leone) della scrittrice fiorentina Roberta Degl’Innocenti. L’evento concludeva la rassegna, incontri d’estate, promossa dallo stesso albergo in collaborazione con Carlo Ciappi, fotografo e operatore culturale, ed il Centro d’Arte Modigliani, nella persona del suo Presidente Roberto Cellini.

I protagonisti della serata, da sx: Carlo Ciappi, Lia Bronzi, Roberto Cellini e Roberta Degl'Innocenti.

Lia Bronzi, Presidente della Camerata dei Poeti di Firenze, scrittrice, poetessa, critico letterario e d’arte; Roberta Degl’Innocenti, Vice Presidente del Centro d’Arte Modigliani, scrittrice, poetessa, critico letterario e d’arte si sono preparate a presentare, ciascuna il libro di poesie dell’altra, in un clima amichevole e accattivante, sostenuto dalla presenza di un bel pubblico, sia della zona, sia giunto da fuori per l’evento.

Ad aprire la serata con i saluti e i ringraziamenti è stato Carlo Ciappi, al quale ha fatto seguito Roberto Cellini che ha letto una breve biografia delle autrici, esprimendosi anche sui loro libri.

Roberta Degl’Innocenti ha poi iniziato la presentazione del libro di Lia Bronzi (Il campo delle ortiche). Di seguito alcuni stralci del suo intervento, molto seguito.

… (…)… Poesia apparentemente limpida e decifrabile, ma che si apre a significati importanti che, pagina dopo pagina, conducono il lettore nella dolcezza e vivacità della natura, in un ricordo che si fa memoria quotidiana ed un presente colmo di affetti, in tutte quelle “piccole cose” che compongono la vita, ne assecondano lo scorrere, abbracciano le emozioni sempre attraverso quelle che Ninni Di Stefano Busà chiama, nella sua bella prefazione, le ragioni del cuore. Il cuore che anima e percorre le pagine del libro, ci indica la via che l’autrice intraprende, insieme alle persone che accompagnano la sua esistenza (o comunque ne hanno fatto parte e continuano in un dolcissimo ricordo), insieme ad una natura sempre presente nei versi, quasi un’amorevole certezza. Alcuni esempi: Il pino ad ombrello, goccia a tappeto (Avrei voluto), oppure Scoppiar di rose rosse / ai giardini di maggio (Rose di maggio).

Il discorso delle rose e del maggio lo riprenderò più avanti perché, sia le rose che il maggio, sono importanti per l’autrice.

Noi siamo un continuo divenire, un cambiamento e una costante, sembra dirci Lia Bronzi, nella natura che conforta e che sorprende, in questa terra che feconda e accoglie, in un connubio di vita e morte e rinascita, nel tempo acceso che scompone i sogni, oppure li dilata: Nell’aspro sapore di menta,/ nell’aroma amaro di tiglio /nel defoliarsi di rosa canina (La voce del silenzio).

Roberta Degl’Innocenti ha parlato poi delle varie parti che compongono il libro, del significato della copertina ed anche della poesia sociale che spesso ricorre in Lia Bronzi. A proposito del libro precedente di Lia Bronzi, Il volo della Fenice, la Degl’Innocenti è entrata nel merito delle figure femminili ricordate nel libro stesso. Leggendo poi la poesia A Libero ed Elsa (i genitori che l’autrice ricorda nel libro) …(…)… accanto a questo pensiero di speranza (ritrovarsi per vivere sempre tutti insieme) in altri testi l’autrice pare abbracciare una visione laica della vita. Faccio alcuni esempi: In un tempo /che scivola a liscio /verso il Niente (La voce del silenzio), oppure Andar per alte vette /in alchimie di cieli / ad afferrare il Nulla (E poi …) …(…)… Da notare la N maiuscola nelle parole Niente e Nulla …(…)… parlando poi della parte del libro dedicata agli amatissimi figli Andrea e Gianluca Donati. …(…)… Il carattere corsivo che Lia utilizza in tutti questi testi ce ne dona un tono confidenziale, come uno scrigno di lettere riposto nel segreto del cuore e del quale lei desidera renderci partecipi. Queste radici / che già io porto /in seno, / appartengono a noi. (Radici). Pare anche allontanarsi il pensiero del Nulla, infatti leggiamo anche di silenzi che portano a Dio. In queste belle liriche, dal carattere confidenziale e privato, che ella ci dona, Lia si rivolge ai figli, svela e racconta, attraverso le giovanili primavere, in un presente lucido e consapevole.

"Illuminante, come accennavo, l’uso del corsivo".

da sx: Lia Bronzi, Roberto Cellini e Roberta Degl'Innocenti.

Roberta Degl’Innocenti ha parlato infine della terza e ultima parte del libro: …(…)… più dolorosa, criptica e pervasa, a tratti, di una malinconia disarmante. In quest’ora incerta dove il viola si sfuma all’orizzonte, nella disarmonia del Niente, parole della lirica che Lia dedica al biologo e filosofo francese Jaques Monod (Là, dove), l’autrice pare trovare conforto in questa Terra madre, alla quale lei sempre si rivolge. Il rapporto con la terra: vita, morte, rinascita e trasformazione è fondamentale nella sua poetica. Il richiamo ai fiori, alle piante amiche, presenti in tutto il libro: anemoni, mimose, l’’oro di balze / crestate a giallo di ginestre (Alba), il campo dei colchici ed asfodeli, tra l’altro al colchico c’è una poesia intera dedicata …(…)…

Roberta Degl’Innocenti ha concluso citando un verso del libro precedente Il volo della Fenice. Fenice che muore e risorge, cambia ruolo e aspetto, è trasformazione e metafora. Come Lia stessa ci svela:

Io sono Fenice che brucia
e che rinasce
dalle sue ceneri.

Roberto Cellini nel corso del suo intervento.

Lia Bronzi mentre presenta il libro di Roberta Degl'Innocenti.

Prima di passare il microfono a Lia Bronzi, ed alle letture fatte da Carlo Ciappi, Roberta Degl’Innocenti ha dedicato a Lia la poesia Favola bruna, contenuta nel libro D’aria e d’acqua le parole ed a lei dedicata. Roberta ha anche ricordato che l’aveva scritta e spedita a Lia il 16 agosto del 2005.

Lia Bronzi ha poi presentato il libro di Roberta Degl'Innocenti (D’aria e d’acqua le parole) ottenendo successo e consensi. Presentazione tratta dal saggio La terra è sacra se il poeta la feconda.

Di seguito alcuni stralci del suo intervento:

D’aria e d’acqua le parole, recita il titolo della raccolta di poesia di Roberta Degl’Innocenti, ad evocare due degli elementi di purificazione necessari per adire alla conoscenza, attraverso la parola poetica, intesa come inizio del proprio viaggio interiore che, partendo dal gran mare dell’essere, anche quando infuria la tempesta, sa volgere il proprio spirito ed il cuore, attraverso l’aria, verso l’azzurro incommensurabile del cielo. In approdi di mare e transiti di cielo, dunque, fluisce una parola poetica tesa all’elegia , che si muove in una scena compatta e vitale, al tempo stesso, e canta, nella sua oggettiva fissità, leggera come piuma al vento, la sua più bella canzone d’amore, dotata di una sua inequivocabile identità e riconoscibilità.

E nella raccolta ci sono corrispondenze tra spazio e tempo, tra suoni e colori, forme e sensazioni, tutte tradotte in immagini poetiche fondate, sia sulla rappresentazione che sull’allusione, ma anche su di una raffinata ricerca di sonorità, ritmi e risonanze visive, analogiche e metaforiche, che diventano la primaria ed essenziale chiave di lettura, di questa poetica, comprensiva di un simbolismo naturalistico del tutto fascinoso. Fin dalla prima lirica si possono riscontrare versi che hanno valori formali e musicali legali all’iconografia dell’animismo tahaitiano di Paul Gauguin…(…)… Lia Bronzi ha poi parlato della dedica alla madre teneramente e solidamente definita “ … abbraccio di convolvolo alla rete” …(…)…, il linguaggio intimo e segreto dei fiori e delle cose mute, come ben si può riscontrare nelle sezioni del testo dai vari titoli emblematici come: Sogno incantesimo; Graffiacielo; Omaggio a Firenze; Viaggi indiscreti; Rosaviola; Firmamento di luci (Via del Larione). Questa ultima lirica, introdotta dall’exergo, “Alla casa dove vivono gli Amori”, ha una storia a sé e del tutto particolare, infatti mi fu inviata dalla poetessa e la conservo ancora, assieme a Favola bruna, nel lontano 16 agosto 2005, quale omaggio alle Tate la prima, dedicata, a me la seconda, e dimostra come in Roberta, affezionata alle sue “Tate”, anche di fronte alla dissoluzione della materia, un passato d’amore non muore mai, perché s’incardina nella casa del vissuto reale e affettivo, anzi esso diviene vita a la accompagna come fosse il suo futuro …(…)…. Lia Bronzi ha poi proseguito il suo bellissimo saggio approdando, di volta in volta, a parlare delle varie parti del libro e dello stile di scrittura …(…)… gli spazi si dilatano e ci avvolgono spesso nella sacralità del silenzio, quelli urbani come Firenze, ma anche le boscose Abbadia San Salvatore e Vallombrosa a Capodanno, la elvetica Lugano, o lo spazio egregorico e geografico nel giardino dei Boboli a Firenze …(…)…. Ma cosa che più ci avvince e ancora è come prevalga un’anima fanciulla che riesce, con la sua intatta passione a sacralizzare e liricizzare fantasticamente tutto il contesto poetico. Per altri testi (narrativa e poesia) avevo sostenuto che, se un riferimento cultuale si poteva fare a proposito di questa letteratura, quello più vicino mi sembrava il surrealismo di Depestre e di Pessoa, ancora oggi affermo questo concetto, con una eccezione: il surrealismo di Roberta è ormai divenuto Degl’Innocentiano ed è datato: inizio terzo millennio, con tutte le caratteristiche di modernità, per questo certamente non imitabile e tanto meno copiabile, rilievo che è necessario fare in un momento in cui, nel villaggio globale, ci sono molti plagiatori: “Vecchi manzoniani che tirano quattro paghe per il lesso” di carducciana memoria.

Concludo invitandovi ad entrare nel mondo ricco e variegato di Roberta per cantare insieme emozioni, sogni, cadute e risvegli, nella pienezza, profondità e musicalità della vita, per poter dire con lei:”La terra è sacra se il poeta la feconda”.

La poetessa fiorentina ha letto personalmente le diverse poesie, iniziando, come di consuetudine con il libro D’aria e d’acqua le parole, con la lirica Crepuscolo di ciglia, dedicata alla madre Pierina Montagni e terminando con la poesia Firmamento di luci (letta a due voci). Di questa poesia ha anche raccontato la storia.

Roberta Degl'Innocenti mentre legge alcune poesie.

Roberta Degl'Innocenti mentre presenta il libro di Lia Bronzi.

Vista l’attenzione del pubblico, ed il suo consenso, è stato deciso sul momento di continuare le letture con altre poesie.

A conclusione della serata, applausi, festeggiamenti e buffet offerto dall’albergo.

Fra il pubblico, tra gli altri, erano presenti il Console d’Italia Enio Ensoli, il poeta Carmelo Consoli, Segretario della Camerata dei Poeti, il pittore Giancarlo Ferruggia, la poetessa e pittrice Tiziana Curti, la poetessa e pittrice Chiara Novelli, la scrittrice Arrighetta Casini.

Sono stati espressi ringraziamenti dalle autrici e dagli organizzatori della serata all’Hotel Abetone e Piramidi per la squisita ospitalità.


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