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Giancarlo Ferruggia
alle Giubbe Rosse
a Firenze

Luoghi e volti della memoria

Al prestigioso Caffè Storico Letterario “Giubbe Rosse”, in Piazza della Repubblica a Firenze, il 12 dicembre 2009 è stata inaugurata la mostra di pittura I luoghi della memoria, del maestro Giancarlo Ferruggia. Nel corso della mostra, curata e presentata dalla scrittrice Roberta Degl’Innocenti, sono stati esposti quadri notissimi ed altri presentati per la prima volta in un connubio di grande fascino e professionalità.

da sx: Tiziana Curti, il pittore Giancarlo Ferruggia e Roberta Degl'Innocenti.

Di seguito la nota biografica del pittore:

Giancarlo Ferruggia è nato a Firenze e vive a Scandicci.
Ha iniziato a dipingere giovanissimo, infatti la sua predisposizione per la pittura si manifesta fin da ragazzo. Dopo avere frequentato l’Istituto d’Arte inizia a dipingere sotto la guida di Gianfranco Mello, suo maestro ed amico. Con lui, nel 1970, espone alla Galleria Alinari dove vende il suo primo quadro al famoso pianista Wilheim Kempt. Nel corso degli anni successivi numerosissime sono state le mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero.
Ricordiamo, fra le altre, Pantin-Parigi, Aulnay Sours Bois, Mosca, Kitzbuel. Proprio una sua grande opera è visibile presso il Comune di Panten (Parigi), eseguita in occasione del trentesimo anniversario del gemellaggio Panten-Scandicci. Su richiesta dello scrittore prof. Marcello Vannucci ha eseguito alcune opere ripercorrendo la trama dei suoi libri. Con il Centro d’Arte Modigliani, dove fa parte del Consiglio Direttivo, è stato invitato alle rassegne d’arte italo-francesi e italo franco-russe.
E’ presente nel volume Pittori in Toscana.
Molte le testimonianze espresse sulle sue opere, fra le quali: Tommaso Paloscia, Elvio Natali, Marcello Vannucci, Roberto Cellini, Roberta Degl’Innocenti e Tiziana Curti.
Ferruggia è stato invitato al un Convegno Internazionale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma 3 il 18 maggio 2010, dove sarà presente con una mostra, alla quale seguirà una tavola rotonda sul tema La parola e l’immagine, in particolare riferimento al quadro di Madame Bovary. L’immagine del quadro è stato inserita in un libro su Flaubert della prof. Bruna Donatelli, libro che andrà alla Sorbona di Parigi. A questo convegno è stata invitata come relatrice alla tavola rotonda anche Roberta Degl’Innocenti per quanto scritto sulla pittura di Ferruggia e Madame Bovary.
La pittura del maestro Ferruggia s’ispira all’impressionismo francese, utilizzando una tecnica granulare fatta di terre, ossidi e cromi in modo da creare l’effetto di tele affrescate. Oltre a Firenze le eroine della letteratura francese e inglese sono le sue Muse.

Molte le persone che sono intervenute all’inaugurazione alle Giubbe Rosse, stringendosi attorno al pittore ed ammirandone le opere esposte. Dopo la relazione di Roberta Degl’Innocenti sono intervenuti Roberto Cellini, Presidente del Centro d’Arte Modigliani e la poetessa e pittrice Tiziana Curti.

Roberta Degl'Innocenti, il pittore Giancarlo Ferruggia e Tiziana Curti.

Alcuni momenti dell’intervento di Roberta Degl’Innocenti che ha iniziato parlando dell’importanza del Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse ed anche di come lei si fosse più volte occupata della pittura dell’amico Ferruggia anche con articoli sule sue opere …(…)… Un viaggio di aerea leggerezza, la suggestione di un sogno, la leggera malinconia che accarezza la vita nei profili di donna, nelle piazze fiorentine che si aprono a slarghi in un sentore liquido. La pittura di Ferruggia ferma il tempo, ne accarezza i ricordi, induce alla poesia. Nello scegliere i lavori da presentare alle Giubbe Rosse ho cercato di mettere insieme quelle che sono poi le caratteristiche importanti del pittore, le sue predilezioni, in letteratura si direbbe le sue tematiche. Allora una Firenze sognata e sognante, nelle piazze, negli esterni delle chiese, una finestra dalla quale si affaccia, un profilo di donna. Tutto ci riporta ad una gentilezza di colori, un’armonia che ci guida.

Santa Maria del Fiore.

Interno fiorentino.

La Firenze di Santa Maria del Fiore, che lui spesso dipinge, oppure l’Oltrarno di pratoliniana memoria nel pensoso silenzio di Piazza Santo Spirito. La sua è un pittura di grande forza evocativa, ma anche una pittura, appunto, di silenzi, di attimi da condividere e da centellinare, un percorrere piano. Tanti sono i profili di donna che troveremo, non solo nei dipinti che riguardano Firenze e sono sempre di una purezza cristallina. Ferruggia in tanti quadri, questa sera ne abbiamo portati due, si ispira a eroine della letteratura francese e inglese. Un suo punto di forza, una caratteristica …(…)… La Degl’Innocenti ha poi parlato del rapporto particolare che lega il pittore alla figura di Madame Bovary ed è entrata nel merito della figura di Emma in relazione alla pittura di Ferruggia …(…)…. un’altra donna che ha colpito, da sempre, l’immaginario del pittore ed alla quale ha dedicato tanti quadri è la poetessa Elisabeth Barrett Browining, un personaggio formidabile, nata e vissuta in Inghilterra fino all’incontro con il poeta Robert Browning, al quale seguì un innamoramento e poi la fuga a Firenze …(…)…andando avanti nella pittura dedicata alle figure femminili questa sera ne abbiamo portate altre, alcune non ispirate a nomi noti, e sono spesso fanciulle, c’è sempre questa purezza, questo rigore dei profili, questo incantesimo. Ho scelto anche un nudo, tra l’altro alcuni di questi quadri sono esposti per la prima volta, ed è il caso del nudo Risveglio che mi ha incantato. E’ un nudo casto, il risveglio dal languido torpore del sogno, i gesti leggeri, quasi ad evocare ancora il sonno, alcuni particolari che si intravedono come attraverso un velo, la pigrizia delle ore, il mattino che si affaccia furtivo. Io l’h trovato incantevole e perfettamente in linea con la sua pittura. Poi ci sono anche i paesaggi, c’è da dire che il pittore predilige l’inverno, per i suoni ovattati, per i rumori discreti, accanto, però, a questi quadri troveremo anche l’estate, nei gialli sfumati delle ginestre, ancora il tema del risveglio, ora della vita, dei fiori. I fiori piccoli, le foglie leggere sono ancora una caratteristica che troviamo in tanti quadri. Le foglie, che accarezzano i volti delle fanciulle, sono sempre minute, tutto filtrato, quasi sbirciato, attraverso una porta trasparente.

Quindi tante sono le implicazioni che muovono la mente e la mano del pittore ma sempre con discrezione assoluta, in un rumore che sospinge la poesia.

Potremo dire che Ferruggia è anche un poeta, un poeta che non scrive versi ma che li propone attraverso la sua pittura, che ne evoca gli attimi, la sospensione del tempo, quella aerea leggerezza della quale parlavo all’inizio.

Il quadro Madame Bovary.
e Risveglio.

La Degl’Innocenti è anche poi entrata nel merito di ogni opera e per quanto riguarda Elisabeth Barrett Browning è ritornata sulla sua figura raccontandone particolari interessanti, il suo legame con Firenze: è anche che riposa nel Cimitero degli Inglesi. …(…)…della sua vita e la fuga verso Firenze, ricordiamo anche che fu una grande fautrice del Risorgimento italiano che descrisse nel libro Casa Guidi Windows.

Guardiamo questa figura gentile che interpreta Ferruggia, la sua interlocutrice, i profili, il silenzio del tempo nell’atmosfera ovatta dei giorni. Robert Browning scrisse per lei in una lettera:

I love your verses with may heart, dear Miss Barrett

Era il 10 gennaio del 1845

Ferruggia ha riportato questa dolcezza, con discrezione, come un frammento del tempo, un chiaroscuro.

La Degl’Innocenti ha anche letto una poesia di Elisabeth Barrett Browning da Sonetti dal Portoghese XXXVIII (1850)

La prima volta che lui mi baciò

La prima volta che lui mi baciò,
baciò solamente le dita della mano che scrive,
che si fece così più delicata e bianca,
restia al mondo ma non coi suoi. " Senti?",
al brusio degli angeli. Ora io non vorrei
un anello di ametista alla vista più puro
di quel bacio. Fu più in alto il secondo
e, cercando la fronte, si perse una metà sopra i capelli.
O dono supremo! Crisma
d'amore che con benefiche dolcezze
precede la vera ghirlanda d'amore. Il terzo fu
deposto, perfetto, sulla mia bocca, e fin d'allor
superba, io ripeto:"mio unico, mio amato!

Il quadro intitolato San Valentino.

Molto interessanti anche gli interventi di Tiziana Curti e di Roberto Cellini. Giancarlo Ferruggia ha spiegato che il grande quadro intitolato, appunto, San Valentino era un regalo che si era fatto in quanto lui stesso era nato il giorno di San valentino e che per dipingere privilegiava i paesaggi invernali.

Un momento della mostra.

Un grande successo per una mostra di grande interesse e magica dolcezza.


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