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La pittura di Andrea Gelici
alle Giubbe Rosse

 

Il colore del giglio
strade, ritratti e vita di Firenze

Al prestigioso Caffè Storico Letterario “Giubbe Rosse”, in Piazza della Repubblica a Firenze, è stata inaugurata la mostra di pittura Il colore del giglio / Strade, ritratti e vita di Firenze del maestro Andrea Gelici, in data 10 aprile 2010. La mostra è stata curata e presentata dalla scrittrice Roberta Degl’Innocenti, sono poi intervenuti Tiziana Curti, poetessa e pittrice, e Roberto Cellini, Presidente del Centro d’Arte Modigliani.

Un pubblico importante ed interessato ai tanti lavori di Andrea Gelici che ha affrontato diverse tematiche.

Roberta Degl'Innocenti presenta il pittore Andrea Gelici.

Di seguito la nota biografica del pittore:

Andrea Gelici è nato e vive a Firenze. Sempre attratto dall'arte in tutte le sue forme ottiene il diploma di specializzazione tecnico artistica all'Accademia Lo Sprone di Firenze nell'anno 1980 sotto la guida del maestro Otello Scacciati. Si dedica al disegno ed al ritratto fino agli inizi degli anni 90 per poi evolversi attraverso l'olio e l'acquerello fino alla tecnica mista su tavola. Ed è proprio con questa tecnica, olio e acquerello usati sul legno, con lacche e vernici trasparenti, che va alla ricerca di una dimensione temporale particolare, come se nelle vene del piano dipinto, rimanessero impressi non solo il colore e la forma, ma quella parte invisibile del vissuto quotidiano molto vicina ai ricordi, alle emozioni.

Il colore del giglio

Tante sono state, nel corso degli anni le mostre personali, allestite nelle varie città d’Italia. Questi gli impegni internazionali: Parigi, mostra arti visive Italo-Franco-Russa Hotel de La Ville Pantin Paris, Fiera Internazionale Kunstart Bolzano Galleria Gaudi (Madrid).

Tanti i primi premi conseguiti. Ha illustrato libri (fra i quali il libro di fiabe La luna e gli spazzacamini di Roberta Degl’Innocenti, Edizioni del Leone) e copertine di libri.

da sx: Tiziana Curti, il pittore Andrea Gelici e Roberta Degl'Innocenti.

Di seguito l’intervento della curatrice della mostra Roberta Degl’Innocenti: …(…)… E’ questa la terza personale pittura della quale sono la curatrice alle Giubbe Rosse, proprio dove avevo sempre parlato di letteratura e di poesia. Ma le arti sono un qualcosa che non ha una netta divisione ed in particolare, la pittura di Andrea Gelici, ne è una testimonianza diretta. Attraverso i suoi quadri, i disegni, la luce ovattata degli squarci di una Firenze che sorride nella nebbia leggera del tempo, oppure negli occhi di una ragazza che premono sulla tela, o il pannello, Gelici ci fa oscillare continuamente fra il presente e il passato, un passato del quale però sono quasi percepibili i rumori, i suoni delle vecchie botteghe fiorentine, la curiosità delle fogge dei cappelli, il trucco delle ragazze. Il fascino, insomma, di attraversare il tempo in punta di piedi. Per questa mostra che Andrea ha voluto intitolare Il colore del giglio e poi Strade, ritratti e vita di Firenze il quadro che abbiamo scelto per le varie pubblicità sui giornali web è stato proprio Ragazza ieri. Riccioli bruni, il rossetto che brilla le labbra e sullo sfondo il nostro Lungarno. Anni 50? Parrebbe dagli abiti, oppure è adesso? Questo andare indietro e tornare al presente, tipico della sua pittura. Non dimentichiamo che uno dei quadri di stasera ha per titolo Futuro Antico.

Ed, a proposito del titolo della mostra: Il colore del giglio è ovvio che il pittore si è riferito a Firenze. Senza alludere, secondo me, ad un colore particolare, anche perché ogni colore è la somma di tanti colori. Per Andrea predomina il giallo, nei toni ocra, le sfumature leggere del marrone, l’insieme arancio-rosso che occhieggia la balaustra, dalla quale si gode il panorama della città, nel quadro che accoglie il titolo della mostra. Queste strade, o vicoli, che lui ha dipinto: Via della Ninna, Via dei Leoni o lo slargo, improvviso, di Santa Trinità, sono frammenti di cuore e di storia, nelle sfumature leggere del tempo o del sogno.

Il tavolo della presentazione.

Oppure ricordi che emergono in maniera discreta.

Altro spazio è dedicato ai ritratti, ai quali Andrea si dedica con abilità e saggezza, riuscendo a cogliere sia una somiglianza fisica che d’anima. Guardiamo, ad esempio, il suo autoritratto o quello di Roberto Cellini, che mi affianca, e che è anche il Presidente del Centro d’Arte Modigliani: il quadro ha una morbidezza di toni, una gentilezza, vi traspare anche quella bontà d’animo che è propria di Roberto, oppure quello della scrittrice e poetessa Duccia Camiciotti, che conserva un’anima fanciulla, come sprigiona dal quadro, ed ancora Viggiano, Presidente del gruppo Donatello, presso il quale Andrea ha partecipato diverse volte alla mostra che si tiene annualmente proprio in Piazza Donzello a Firenze. A proposito di una delle mostre al Gruppo Donatello, Andrea Gelici aveva partecipato a Forma e colori nell’opera di Puccini, nel giugno 2008, in occasione dei festeggiamenti del 150.mo anniversario della nascita del maestro Giacomo Puccini.

Questo quadro lo abbiamo inserito nella mostra che inauguriamo stasera e così ci siamo spostati in Versilia.

Il pianoforte, le mani che emergono, intrecciano note, sprigionano suoni, vibrazioni, un’immagine doppia, particolare, della Turandot e il volto di Giacomo nelle pieghe del tempo.

Proseguendo con i ritratti, questa volta con Cesare Prandelli il colore del giglio pare tingersi di viola, ed ancora l’espressione volitiva nel dipinto di Margherita Hack, insomma pare che presto ci sarà anche il mio … e quindi aspetto per vedere la sua interpretazione. Grazie in anticipo, Andrea.

Pannello con i disegni di Andrea Gelici per il libro di fiabe La luna e gli spazzacamini di Roberta Degl'Innocenti.

Il quaderno delle firme dei visitatori della mostra.

Due quadri che abbiamo portato, secondo me hanno una stretta correlazione e sono Aspettando Domani e Futuro antico.

La bambina, ecco questa innocenza, uno sguardo verso il futuro, un pallido oro e l’incanto di luci stelle, per mezzo delle quali s’intravede il Natale, attraverso un vetro, però, dove la bambina posa la sua mano. L’altro quadro, invece, è quello che è stato anche esposto alla Camerata dei Poeti, in occasione del primo incontro del 2010 (poesia e pittura in un incontro fra associazioni). Un bambino e una bambina, che si tengono per mano, sono visti di spalle: la memoria e il futuro, quello che eravamo e tutto quello che dovrà ancora essere, una percezione infinita, lo sguardo di Andrea che ci racconta, attraverso un viaggio, un’intuizione, una poesia, il viaggio della vita. Un altro quadro sul quale mi soffermo è Firenze, il volto che è stato anche il titolo di una sua mostra personale a San Quirico. Una finestra su Firenze, il Duomo, le tende rosse, i drappeggi, un sapore di anni ‘50 nel volto della donna, sorridente, quasi cinematografico, direi, dalle labbra importanti, gli occhi grandi. Mi fa tornare indietro, attraverso le fessure del tempo, ma sprigiona un’energia vitale che si contrappone al sapore di antico con il presente. Spesso Andrea ha accompagnato i suoi quadri con delle frasi o poesie che attacca, vicino o sotto, cerchiamole, ne cito una che avevo già notata in un articolo che scrissi per lui in occasione di una mostra personale a Villa Bandini, dal titolo “I tempo e gli spazi della pittura”. Andrea scrive, ed è davvero in linea con la sua pittura, più di ogni spiegazione:

Ritratto di Roberta Degl'Innocenti.

Santa Trinità

“C’è una realtà di vita e una realtà immaginata, sospesa, indicata che ci prende per mano e si colora, ancora, di nostalgia”.

Prima di chiudere il mio intervento passiamo ai disegni, alle locandine ed alle copertine dei libri perché Andrea è molto attivo in tutto questo. Tra l’altro ha disegnato anche il manifesto di uno spettacolo teatrale Storia di un amore argentino, atto unico di Antonella Zagaroli. Per le copertine abbiamo portato il quadro che ha per titolo La strada dei sogni ed è la copertina del libro di Carmelo Consoli Strade con vista Paradiso.

Questo dipinto nel quale, in basso a sinistra, si vede una coppia è tutto uno sfolgorio di luci, dà un senso di positività e anche di candore. La Piazza che si intravede è proprio Piazza della Repubblica, la giostra antica, il giro dei bambini, i nostri portici, i rumori ovattati. I colori caldi, le persone che sfumano leggere mi riportano al passato: è un’immagine molto bella e particolare.

Mi sposto dalle copertine perché parlando di Piazza della Repubblica abbiamo anche il quadro delle Giubbe Rosse (Caffé con rima). Ancora questo arancio rosso, i suoni, i colori, i cappelli, il brusio sommesso del tempo.

Per concludere parlo del libro La luna e gli spazzacamini, del quale, come è noto, sono l’autrice, e che Andrea Gelici ha illustrato con dieci dipinti, compresa la copertina.

Tanto è stato detto e scritto di questi quadri che sono stati pensati, concepiti ed eseguiti in relazione al testo, anche a livello emozionale. Un lavoro che ha avuto sia i complimenti del mio editore, perché Andrea l’avevo proposto io, sia in tante recensioni del libro, apparse sulle riviste letterarie.

Lui è molto schivo e quando gli mandavo le recensioni o lo avvertivo di questi complimenti lui mi diceva: … anche troppo

Ho preparato per lui un insieme delle parti che riguardano i dipinti copiandole dalle recensioni.

Sono tante … ne ho scelte alcune.

Cappello di paglia

Ragazza di ieri

La Degl’Innocenti ha poi illustrato questo lavoro di ricerca fatto per Andrea, solitamente molto schivo, relativo ai tanti apprezzamenti avuti per le illustrazioni del libro La luna e gli spazzacamini, quadri esposti tutti insieme alla mostra delle Giubbe Rosse.

…(…)…Un cenno particolare meritano le illustrazioni di Andrea Gelici: esse hanno il pregio della delicatezza, dell'armonia, della chiarezza esplicativa e ben riescono a interpretare l'intuizione e l'immaginazione di Roberta Degl'Innocenti e a penetrare nell'ordito delle trame proposte, attraverso coloriture che hanno la dimensione del sogno e, ancor più, svelano la limpida interiorità dell'autrice. Rosetta Mor (La Nuova Tribuna Letteraria e Literary).

… (…)… Sono “fiabe per grandi e piccini”, splendidamente illustrate da Andrea Gelici che riscopre una grafica da anni Cinquanta, che chi scrive non vede più dai tempi dell’infanzia, quando gli regalavano libri usati da un decennio e passa prima… La grafica è funzionale ai contenuti e agli intenti dell’autrice che decide di richiamarsi a uno stile e a un tempo in cui le fiabe erano fiabe e gli eroi dei bambini non avevano nulla dei robot o del mostriciattolo elettronico. Giampiero Prassi (Bacherontius).

…(…)…Non parliamo, poi, dell’interpretazione figurativa di Andrea Gelici, che ha colto la qualità storica d’ogni fiaba, intesa, sempre secondo Staniwlawskij, come “storia del personaggio”, come personaggio ed evento statico-dinamico, dominante nel suo ambito narrativo, il quale ha respirato quel genere d’atmosfera che soltanto un vero artista è capace di conferirgli, trasformando il simbolo in realtà. Duccia Camiciotti (Presentazione e Literary).

…(…)…Gelici è un illustratore d’eccezione, incontaminato dagli standard calligrafici giapponesi, totalmente espressionista entra nella sua parte di pittore come un grande attore che si faccia anima d’una commedia. Si può parlare per questo libro di una maternità della Degl’Innocenti e di una paternità di Gelici. Anna Balsamo (Literary)

Al termine della presentazione della Degl’Innocenti anche Andrea Gelici si è poi espresso entrando nel dettaglio di alcuni quadri e rivolgendosi ad un pubblico interessato. E’ poi entrato nel merito della pittura di Gelici anche Roberto Cellini, Presidente del centro d’Arte Modigliani e la poetessa e pittrice Tiziana Curti. Sia Roberta che Tiziana hanno poi concluso la serata, molto apprezzata dal pubblico con la lettura di una poesia ciascuna dedicandola ad Andrea Gelici.

Caffè con rima


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