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Roberta Degl'Innocenti
Primo premio assoluto al Rabelais 2010

Sabato 13 novembre 2010 presso il Teatro Comunale di Caldarola (Macerata) si è svolta la premiazione della 16a edizione del premio di poesia Rabelais, premio dedicato al vino, che comprendeva la consegna del volume con le opere vincitrici, la lettura del proprio componimento e la cena in onore della poesia e del vino.

I vincitori dell’edizione 2010, pubblicati nell’antologia dove figurano una nota del Sindaco del Comune di Caldarola, Mauro Capenti, di Giampiero Feliciotti, Presidente della Comunità Montana dei Monti Azzurri, e Fabio Santilli, fondatore e organizzatore del premio, sono i seguenti:

Francesco Accattoli, Pasquale Balestriere, Rota Bompadre, Franca Calzavacca, Antonio Chiades, Marco Cipollini, Roberta Degl’Innocenti, Annamaria Ferramosca, Fernanda Ferraresso, Francesco Mattera, Ivano Mugnaini, Paolo Polvani e Gianluigi Sacco.

Nel corso della serata i poeti si sono avvicendati al microfono per la lettura delle loro opere nello splendido Teatro Comunale con intermezzi musicali di grande effetto evocativo del gruppo I Suoni della terra.

Il Gruppo musicale I suoni della terra.

Questi i componenti della giuria: Paolo Ruffilli (Presidente), Paola Puglisi, Eugenio Rebecchi, Marco Sebellico, Alessandro Seri e Fabio Santilli.

Dopo lo spettacolo era prevista la cena, nel corso della quale è stato proclamato il primo premio assoluto e il premio speciale.

Il presidente della giuria Paolo Ruffilli e a destra la poetessa Roberta Degl'Innocenti.

La poetessa Roberta Degl'Innocenti nel momento della proclamazione di vincitrice assoluta del primo premio.

La poetessa fiorentina Roberta Degl’Innocenti ha vinto il primo premio assoluto con il testo Rossomiele, il premio speciale è andato ad Antonio Chiades.

Di seguito la poesia di Roberta Degl’Innocenti

L'antologia del premio dove è pubblicata la poesia Rossomiele vincitrice assoluta dell'edizione 2010 del premio Rabelais.

Rossomiele©

Di Rossomiele il calice che brilla,
di sguardi e di promesse galeotte.
Mi culla sulla pelle un brivido serpente,
l’abbraccio della luna, quasi graffio.
La vigna, ombra segreta, si confonde
nel turgore dei grappoli dispersi,
anime bionde o brune non importa
al sacrificio dolce della resa.
Il gesto capriccioso del bicchiere,
un tintinnìo furtivo, quasi un gioco.
Nel rito degli amori abbandono
delle labbra, profumo dolceamaro,
schermaglia che si perde.
Suggestione del fado mi riporta
un brivido languore sulla pelle,
lo scialle del mistero, due occhi
Nero Luce nella notte.
Le gocce rosse bagnano le labbra,
rumore d’ambra, crepitìo nascosto.
La veste quasi danza di farfalla,
in fuga due ragazzi come stelle.


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