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Presentazione di
Peter Russell. Vita e poesia
a cura di Wilma Minotti Cerini
Edizioni Il Foglio, Piombino 2021

al Circolo dei Lettori di Palazzo Graneri della Roccia,
Torino, 6 maggio 2022.

L’opera poetica e letteraria di Peter Russell è imponente, e ciascuno non può che sottolinearne qualche elemento particolare. A me ha colpito il suo eclettismo che non è soltanto un recepire concezioni, stili poetici, ideologie, gusti e produzioni mentali da culture diverse.

Egli ha dato prova di vedere a fondo nelle varie e differenti, e magari divergenti, posizioni filosofiche, o letterarie, o culturali e religiose.

Ė su quest’ultima tematica, quella religiosa, che mi sono in particolare soffermato, data la mia produzione saggistica.

Circolo dei Lettori di Palazzo Graneri della Roccia, Torino.
Prof. Francesco di Ciaccia durante il suo intervento.
Francesco di Ciaccia
rivolto all'autrice del saggio Wilma Minotti Cerini e al coordinatore Sandro Gros-Pietro.

Egli, che ritiene di se stesso di essere un po’ tutto in fatto di religione – cristiano, islamico, indù, taoista –, enuncia un concetto che va al cuore della fede cristiana, denunciando la pratica esteriore della religione ed enunciando esattamente: “Cristo è il nostro soccorso”, rivelando di capire per davvero l’essenza della fede in Dio, che è appunto al di fuori della “religione facile”, della religione come “convenienza” che è “superficiale rito e innocua follia”, egli dice (Crescono e decrescono in Sonetti al fumo delle candele). Ancora più drastico si rivela nel discrimen tra la religione come esercizio di dominio ingiusto e il Cristo “il più amorevole” tra gli uomini, in cui l’esercizio di dominio ingiusto è emblematizzato negli “arsi”, cioè nei cosiddetti eretici, nelle cosiddette streghe, in concreto in tutto uno sterminato stuolo di umani mandati atrocemente a morte a gloria di Dio e, all’opposto, il Cristo indicato come il “fiore da posare sopra il cuore” (Il vino di Khayyan). Il “non battezzato” ha capito più dei battezzati potentati chi è Cristo e chi i cosiddetti cristiani che replicano il “Moloch schiavista” (ibidem).

Un altro discorso che mi ha colpito è quello su Dante e l’Islam e, allargando gli orizzonti, tra l’Islam e l’Occidente, Italia compresa – anzi, l’Italia in primo piano. In sostanza, recependo indicazioni, anche sferzanti, di Dante, Peter Russell sottolinea come il nostro Poeta abbia centrato alcune incrinatura della coscienza e della modalità d’essere degli Italiani e dei cristiani di allora. Andando al di là di questo rilievo, mi piace citare un pensiero di Peter Russell al riguardo di Dante e l’Islam:

“[…] Dante ha trovato certe cose che mancavano nelle opere dei Cristiani ma che erano palesissime nelle opere degli Islamici. E se gli interessi di Dante nei confronti degli Arabi erano soltanto filosofici e letterari, dobbiamo lo stesso ricordarci che i grandi letterati e filosofi islamici erano buoni musulmani, come Dante era a sua volta un buon cristiano”.

Sempre, voglio precisare, da cristiano buono, cioè da cristiano senza partigianeria, Peter Russell annota: “Non è cosa sconvolgente che Dante abbia messo nel “limbo” (il posto che è soprattutto per gli innocenti), non solo Saladino (il grande nemico dei Crociati) e i musulmani Avicenna e Averroès, ma che abbia anche messo in Paradiso “l’eretico” Sigieri di Brabante? Sigieri fu un grande Averroista, scomunicato dal Papa e addirittura “perfossato” da un sicario mandato dal Vaticano. Fu descritto da Benvenuto di Imola come seguace dell’“ateista” e bestemmiatore arabo”.

Con ciò intendo soltanto porre l’accento su un principio che, secondo me, è assoluto e fondamentale: nessuna religione – e ciò vale ancor più rispetto ad una ideologia, ad una forma d’arte, a qualsiasi altra sfera della conoscenza e dell’esperienza umana – viene per davvero onorata e seguitata (cioè seguita fedelmente), se non si sa valutare positivamente ogni altra diversa, ad essa esterna. A tal proposito mi viene sempre in mente l’affermazione di un caro amico, ma innanzitutto altissimo teologo e grande saggio, riferendosi alle diverse confessioni cristiane: “Le differenze sono una ricchezza, non dovrebbero essere un ostacolo”. Così disse, non so se solo in privato o anche in pubblico, mons. Franco Buzzi. [Francesco di Ciaccia]

Wilma Minotti Cerini per Peter Russell a Torino. (da: YouTube.com/Massimiliano Bonino fotografo)
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