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Una finestra aperta sul passato
rilancia sguardi sul presente

Il borgo di Alanno.

Una di queste mattine, riordinando alcune carte cumulate nei decenni, mi cade l’attenzione su di una pagina dattiloscritta a firma autografa di Giovanni Marzoli (1906-1990), l’intestazione è Premio Internazionale di Letteratura e Arte "Città di Alanno" 1986. Nella sezione ‘Poesia edita’ il mio Bramiti, La Ginestra, Firenze, 1980, richiamo alla memoria, ottenne il 2° posto, con attribuzione del Trofeo dell’Amministrazione Comunale di Alanno e medaglia; la motivazione, firmata dal Presidente di Giuria, per l’appunto Giovanni Marzoli, è la seguente: “Poetica caratterizzata dalla dolcezza e dalla nostalgia, stesa in forma lucida, tersa, con contenuti che emanano il gradevole senso della serenità.”

Inatteso, mi torna nitido il ricordo della corsa in auto verso il borgo, splendido, in provincia di Pescara, compiuta, andata e ritorno, nel solo giorno della premiazione, una domenica di settembre, per tornare presto alla custodia dei figlioli a casa, per le pressioni del lavoro di Franco e del mio di insegnante. Mi si ripresenta la scena di una salita trafelata delle scale dell’antico Palazzo Comunale nel centro storico disposto sulla sommità di un colle, del mio arrivo appena in tempo alla chiamata al tavolo della Giuria, la Sala Consiliare tanto gremita da costringere molta gente in piedi ai lati della sala, la necessità e l’imbarazzo mio, per la timidezza, di farmi largo, insomma, una felicità travolgente a un soffio dal dramma…

E oggi? Mi chiedo. Nel mio disordine ‘quasi ordinato’ ritrovo alcuni altri fogli connessi a quell’evento, e altri ancora, puntuali, scritti in maniera gentilissima, tutti a firma di Clara Perrotti, con la quale poi, avevo evidentemente mantenuto una corrispondenza per alcuni anni: per la pubblicazione dell’evento della cerimonia di premiazione su Controvento, altre pagine fanno riferimento a notizie dal Cialas (Centro Iniziative Abruzzesi di Lettere Arti Scienze) o a uscite di volumi editi di Giovanni Marzoli, di articoli di giornale, fino al tristissimo comunicato stampa della scomparsa dello scrittore, nel 1990.

Alunni in visita alla biblioteca.

Clara Perotti a 106 anni.

Che ne è stato, mi chiedo, di tanto fermento? Come spesso ai giorni nostri si usa fare, lancio una ricerca utilizzando lo strumento della Rete, che in molti casi sa essere meravigliosa.

Alla fine, senza rendermene conto, mi accorgo di aver trascorso qualche ora in compagnia di amici cari ritrovati, dei quali, per le cause che più spesso tengono lontani i contatti umani, non avevo avuto più notizie. Ho scoperto e dunque recuperato, un mondo ancora attualissimo, strettamente legato a quei miei documenti datati, ho capito che la passione e il lavoro di quei due personaggi, che ho appreso solo ora essere stati marito e moglie nella vita, hanno comunque trovato il modo di proseguire, che addirittura la realizzazione di un progetto, iniziato insieme, di allestire una straordinaria biblioteca, è felicemente avvenuta e continua ora nelle mani della figlia Marina Marzoli. La gentilissima ‘Segretaria’ del Presidente Giovanni Marzoli con cui amabilmente corrispondevo, infatti altri non era se non la consorte dello scrittore Giovanni Marzoli, Clara Perrotti, ella pure ottima scrittrice e fino alla morte rimasta fedele all’intento condiviso. La loro biblioteca privata in Alanno, ricca di più di ventimila libri, alcuni di interesse straordinario, è ora aperta al pubblico internazionale.

Lucia Gaddo Zanovello dal risvolto del libro.

Copertina del libro vincitore.

Ho saputo che quasi per un decennio, tra il 1951 e il 1960, Giovanni Marzoli, stimatissimo e molto amato dai compaesani, quanto la Signora Clara, fu sindaco della città e che gli sono stati intitolati una via ed un circolo culturale di Alanno, mentre la loro abitazione privata di piazza Risorgimento è oggi una ‘casa speciale’, la Casa-Biblioteca Perrotti Marzoli, aperta ogni giorno a studiosi di ogni età.

Clara Perrotti, conosciuta non solo in Alanno, ma anche fuori e a livello internazionale, è stata anch’ella un’instancabile divulgatrice di cultura, autrice in proprio di novelle e di commedie sia in vernacolo abruzzese che in lingua, ottenendo anche prestigiosi riconoscimenti. Dal 1949 al 1990 (anno della morte di Giovanni Marzoli), collaborò con il marito alla realizzazione della prima rivista letteraria abruzzese del dopoguerra, per l’appunto Controvento. Ha ideato e condotto insieme al marito, concorsi di letteratura e arte, sia in Italia che all’estero.

Parte di una sala.

Scorcio con portafinestra.

Particolarmente interessante e ricco notizie, anche sulla vita dello scrittore da me conosciuto, ho recuperato questo dettagliato servizio giornalistico, a firma di Lalla D’Ignazio, redattrice del quotidiano il Centro di Pescara, scritto nell’aprile del 2013, per illustrare le numerose iniziative e le attività di madre e figlia: “La loro storia è legata a quella di Giovanni Marzoli, padre di Marina e marito di Clara, fine intellettuale, poeta, studioso di letteratura e non solo, critico arguto e dalla sintassi piacevolissima, fondatore e anima di “Controvento”, prima rivista letteraria nata in Abruzzo (nel 1949) che diresse fino alla morte, avvenuta nel 1990. Marina conobbe suo padre che aveva già sei anni: durante la guerra in Africa era stato fatto prigioniero e portato in India. «Quando tornò era irriconoscibile», ricorda la signora Clara, «dicevano che sarebbe morto presto. L’aria di Pescara non gli faceva bene, così venimmo ad Alanno. Facevamo piccole passeggiate, pensavamo che sarebbero state le ultime invece si riprese. Mi recitava poesie, come aveva fatto per chiedermi in moglie, e io gli leggevo le mie commedie». Clara dava ripetizioni di italiano e latino («di greco no, non mi piaceva», vuole sottolineare) scriveva per il teatro, in lingua e in vernacolo («Mai tragedie, sempre cose allegre», ci tiene a dire ridendo), che ancora oggi vengono messe in scena, soprattutto nelle scuole. Di “Controvento” lei era «segretaria di redazione», specifica, a chiarire che il suo ruolo non era di semplice segretaria tuttofare, ma ben più incisivo nelle scelte intellettuali della rivista. «Lei è stata il suo unico grande amore», azzarda Marina, subito ripresa dalla madre che ha ancora un buon udito: «No, lui è stato il mio unico uomo, lui un paio di scappatelle le ha fatte. Me lo ha confessato prima di morire. L’ho perdonato». Intorno alla rivista dunque si creò un cenacolo di autori e critici, da Gizzi a Rossi, ma soprattutto di appassionati lettori. «Venivano tutti qui, si parlava di quello che si leggeva, delle mostre che si visitavano, della musica che ascoltavamo. Discutevamo, scambiavamo opinioni anche in modo acceso. Era bello», rammenta Clara. Marina intanto girava il mondo, insegnava, leggeva. E un giorno ha raggiunto i suoi ad Alanno portando nuova linfa «allo spirito della casa», racconta Giovanni Bucci, farmacista per lavoro e curiosissimo divoratore di libri, nonché autore di pregevoli testi su Cecov, («Io sì, ho questa grande passione») tradotti in Russia, e frequentatore da sempre della casa di vico Risorgimento. Intorno alla quale crescevano iniziative: festival letterari come Le Primavere della Val Pescara, con serate di conversazione colta, «sempre informali, ma non per questo meno impegnative», e rassegne di poesia. «Negli anni Ottanta», ricorda Marina, «qui intorno i contadini lasciavano i campi un poco prima la sera per venire ad ascoltare versi. Era bellissimo, non posso dimenticarlo. Senza la cultura non si vive», ripete gioiosa, e subito la caustica mamma chiosa ridendo: «Senza la zappa non si vive». Tra gli ultimi scrittori che hanno preso a frequentare casa Marzoli-Perrotti c’è Dan Fante. Per uno di quegli strani giochi del destino, a due passi da qui vive Cristina Di Benigno, 30 anni, una laurea presa a Perugia in Comunicazione internazionale con tesi su John e Dan Fante: e con quest’ultimo si è incontrata a Torricella Peligna, al Festival “Il dio di mio padre” dedicato allo scrittore italo americano di quel paese originario e che vede immancabilmente ospite amatissimo il figlio Dan. «La prima volta che è venuto è stato ore davanti alle librerie a guardare uno a uno i volumi, li sfogliava con amore anche se non conosce bene l’italiano», rammenta Cristina, che della casa è frequentatrice attivissima. «Lei ci ha fatto incontrare il fumetto», racconta Marina. «Ha portato qui anche i fratelli Di Vitto di Scanno (brillanti autori dell’avventuroso personaggio bonelliano "Mister No" ndr), hanno incontrato gli alunni del paese, coinvolti dall’insegnante Silvana Ferrante. Ci siamo divertiti molto. A me quando ero ragazzina Il corriere dei piccoli non piaceva, invece questi nuovi fumetti mi attraggono molto. Il passato ha il suo fascino, ma io incontro ancora moltissime cose che mi interessano: fino a 32 anni divoravo narrativa, poi ha preso ad annoiarmi e ho abbracciato la saggistica, storia, arte, filosofia. E poi la psicanalisi, che piacere! Durante una vacanza a Soverato, io e mamma, che adora il mare (l’ultima nuotata l’ha fatta 9 anni fa), abbiamo conosciuto Elisabeth Ruf, curatrice delle opere di Jung, diventata una cara amica con la quale abbiamo scambiato tante letture. In questo periodo mi dedico ai libri sui bibliofili, li leggo anche a mamma e spesso dimentichiamo le pentole sul fuoco o mangiamo il brodo con la forchetta, tanto siamo prese. Frequento internet, trovo quello che voglio e lo compro. Questa cosa dell’ebook mi sta coinvolgendo». Anche perché consente di leggere con un bel risparmio di spazio, visto che le 10 stanze della casa, ristrutturata dopo il terremoto («Abbiamo venduto i mobili di antiquariato che avevamo per sistemarla al meglio, dedicando un piano a ogni diverso campo della cultura», racconta Marina) sono zeppe di volumi. Ma la modernità qui non tocca solo i sistemi di lettura, ma anche quelli di scambio intellettuale («l’autentico spirito di questa casa», osserva Bucci). Così Cristina prepara un blog che «partendo da questo luogo di incontro amplierà ancora di più quel confronto tra autori e lettori che qui vive». Non è un futuro lontano per queste signore della lettura. E scopritrici di talenti: l’ultimo è Valerio, un bimbetto di dieci anni con gli occhi vispi e il dono della poesia. Marina inforca gli occhiali e legge qualche verso da brivido del suo pupillo: «Sente che bellezza? Basta leggere per capire. Tutto». (Ne il Centro, Pescara, Marina e Clara le vestali della lettura amate dagli scrittori, 7 aprile 2013).

Alcune vedute delle sale.

A firma di Walter Teti, ancora per il Centro, nell’edizione del 16 gennaio 2015, ma incentrato maggiormente, data la ricorrenza, sulla figura della scrittrice, si legge l’articolo seguente: “Alanno, compie 105 anni la signora della cultura, Auguri a Clara Perrotti, ha trasformato la casa di famiglia in una grande biblioteca. Festa grande ad Alanno per i 105 anni di Clara Perrotti, la donna che ha rappresentato, insieme al marito Giovanni Marzoli, un riferimento culturale non solo per Alanno ma per l’intera Val Pescara. La sua produzione artistica consiste in novelle e commedie sia in vernacolo che in lingua che le hanno fruttato anche prestigiosi riconoscimenti. Ma il lavoro impareggiabile che ha portato avanti per circa 40 anni con il marito, come sostenitrice e collaboratrice, è stata la fondazione nel 1949 e la direzione della rivista letteraria – la prima abruzzese del dopoguerra – Controvento, nonché l'ideazione e la conduzione di concorsi di letteratura e arte in Italia e all’estero: palestre per scrittori, poeti, pittori, scultori, musicisti e attori.

E poi la creatura che ancora vive e rifulge di armonia: la casa-biblioteca Perrotti Marzoli nata dall’integrazione della sua abitazione con i presidi strutturali e funzionali di una biblioteca che oggi contiene migliaia di volumi. Un luogo attivo fin dal 1949 e inaugurato con la nascita della rivista Controvento, spazio di incontri e di studio, di grande lavoro organizzativo condotto da Marina Marzoli, Cristina Di Benigno e Giovanni Bucci. A seguire premi letterari, mostre d’arte e, dal 1976, la Primavera della Valpescara, una festa delle arti che si svolgeva nella casa biblioteca di famiglia, una manifestazione della durata di 10 giorni che ha anticipato quello che, nei primi anni Duemila, è stato fatto nelle grandi città d’Italia.

Ad Alanno è attivo anche un circolo culturale Giovanni Marzoli presieduto da Anna Assetta che, pensando alla signora Clara, dice: «La cultura è veramente l’elisir di lunga vita». Al taglio della torta presenti la figlia Marina., i tanti amici che condividono il sentimento culturale con la festeggiata e orgogliosi di tanta personalità, il sindaco Vincenzo De Melis e l’assessora Debora Tricca, che l’hanno salutata a nome dell’amministrazione e ricordato la voglia della ultracentenaria di partecipare alla vita sociale.”

Su Clara Perrotti Marzoli è utile e simpatico riportare anche uno stralcio del bel ricordo tracciato nel servizio pubblicato da Marina Moretti, giornalista di Rete8, il 10 dicembre 2016, all’indomani della scomparsa della scrittrice: “…Qualche anno fa noi di Rete8 andammo a trovarla, lei sempre lucidissima ci raccontò delle sue esperienze letterarie e ci guidò in quella straordinaria casa tappezzata di libri e trasformata di fatto nella biblioteca del paese. Per fare posto alla passione per i libri Clara e la figlia Marina decisero addirittura di vendere il vecchio mobilio di sempre e fare spazio a librerie attrezzate in grado di ospitare oltre 20.000 volumi. E’ così che la casa è diventata una biblioteca, e il salotto una sala per eventi culturali aperti al pubblico. Tanti personaggi della cultura hanno varcato la soglia della casa biblioteca di Alanno, sempre accolti dal sorriso di Clara e dalla generosità di Marina. Un microcosmo culturale aperto e familiare da cui sono transitati scrittori, musicisti, registi, attori, poeti, fotografi, pittori e scultori, ma anche tanti amici e bambini o studenti a caccia di materiali per le ricerche scolastiche o di una semplice merenda in compagnia. Clara Perrotti, ex allieva del liceo classico D’Annunzio, in questi anni ha saputo trasformare la sua abitazione in un punto di riferimento della val Pescara, sempre difendendo l’indipendenza personale e l’autonomia culturale. Un’eredità che la figlia Marina custodirà con l’amore che da sempre contraddistingue il piccolo cenacolo di Alanno.”

Del testo di Walter Teti, che si legge ne il Centro dell’11 dicembre 2016, trovo complementari e integrativi alcuni particolari passaggi, questo l’articolo integrale: “A 106 anni è morta Perrotti Addio alla signora dei libri, Alanno in lutto per la scomparsa della poetessa: aveva trasformato la sua casa in una grande biblioteca con 20 mila volumi. Oggi alle 15 i funerali. Una vita dedicata alla cultura. Ed è stata una vita lunga quella di Clara Perrotti che, il prossimo 13 gennaio, avrebbe compiuto 107 anni. È morta ieri la signora dei ventimila libri, un faro per la cultura nella Val Pescara. L’interesse per la lettura, la filosofia, la musica, gli incontri culturali l’hanno mantenuta attiva fino alla fine. L’ultima uscita ufficiale lo scorso 2 giugno, in Provincia a Pescara, in occasione del 50° anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne. Del resto, chi meglio di lei avrebbe potuto incarnare l’espressione della libertà di pensiero e di movimento delle donne dopo l’oscurantismo del periodo fascista? Nonna Clara amava definirsi commediografa ma sarà ricordata come una donna dai molteplici interessi e risorse: scrittrice, poetessa e commediografa. Le sue commedie in vernacolo sono state rappresentate da varie compagnie, in particolare dalla compagnia L’Araba Fenice di Alanno. Ricordava con amore il marito Giovanni Marzoli, figura importante nel panorama culturale nazionale e regionale, che insieme alla figlia Marina ha rappresentato il punto di riferimento della cultura alannese e dell’intera media Val Pescara. La loro casa è chiamata Casa-biblioteca Perrotti-Marzoli perché è totalmente arredata da libri, circa 20 mila volumi, che tappezzano nelle librerie ogni stanza. E tutti potevano accedere per leggere o consultare volumi di interesse: la signora Clara era felice quando qualcuno manifestava l’idea di voler frequentare la loro biblioteca. È a nome del marito Giovanni che nacque nel 1968 il Circolo culturale ancora oggi esistente e presieduto da Anna Assetta che ieri ha espresso «a nome di tutti i componenti sincero dispiacere per la perdita di Clara e vicinanza alla figlia Marina. Alanno sarà sempre grata alla famiglia Perrotti-Marzoli per quanto hanno culturalmente donato al nostro paese: sono sicura che Marina continuerà la strada intrapresa da Clara e Giovanni». Ne è sicuro anche Giovanni Bucci, appassionato di letteratura e di teatro, nonché fotografo artistico, che ha coltivato la sua passione per la lettura e lo studio dei classici in casa Perrotti-Marzoli per decenni.”

Concludo questo ricordo della famiglia Marzoli con le care e toccanti parole della stessa Marina, che della madre tracciano anche una concisa ma circostanziata biobibliografia, particolarmente coinvolgente; il testo si rintraccia facilmente in una delle pagine facebook intitolate a Casa Biblioteca Perrotti-Marzoli, pubblicata in data 24 aprile 2017; è stata scritta per ringraziare l’Amministrazione comunale dell’intitolazione a “Clara Perrotti” del Teatro Comunale in Via Raffaele De Novellis ad Alanno: “Innanzi tutto ringrazio l’Amministrazione comunale di Alanno per aver voluto intitolare questo teatro a mia madre Clara Perrotti e soprattutto il sindaco dott. Vincenzo De Melis che ne è stato il promotore.
La lunga esistenza di Clara Perrotti è la storia di una nascita e di un viaggio simbolico: partire ogni giorno per conoscere, ricercare e seminare.
Ha dedicato la sua vita, insieme al marito Giovanni Marzoli, al montaggio delle parole e delle immagini.
Da bambina visse la prima guerra mondiale a Ortona e si salvò per miracolo da un bombardamento tedesco. Da giovane donna subì la seconda guerra mondiale. In tutte e due le circostanze si rifugiò nella casa dei nonni materni, i De Novellis, qui in Alanno; casa che lei ha sempre considerato il guscio della sua vita.
Gentile e cordiale padrona di casa, ha fatto della sua dimora una palestra di incontro fra poeti, scrittori e artisti provenienti da ogni regione d’Italia e dall’estero.
È stata autrice di numerosi racconti pubblicati da riviste letterarie; negli anni ’50 è 60 fu corrispondente de Il Messaggero e della RAI regionale.
Dal 1949 al 1990 è stata segretaria di redazione della rivista di lettere, arti e scienze Controvento (prima rivista letteraria d’Abruzzo del dopoguerra) fondata e diretta dal marito Giovanni Marzoli. Organizzò con lui premi letterari e artistici: Città di Alanno, Primavera della Val Pescara, Settimana Europea di Letteratura e Arte (quest’ultima espletata a Riccione, Gardone Riviera, Parigi, Lugano, Stoccarda e Amsterdam) dal 1972 al 1985.
Nel 2009 ha stampato un poemetto autobiografico Il mio mondo. La seconda edizione del 2015 si è arricchita di un DVD.
Ma la sua passione era il teatro.
Ha scritto 17 commedie in vernacolo abruzzese, quasi tutte rappresentate in Abruzzo; portate in scena da diverse compagnie teatrali e dall’ “L’araba fenice” di Alanno. Ha partecipato a moltissime edizioni della Settembrata Abruzzese; allo Spoltore Ensamble del 2002 e a molte manifestazioni in Canada e in Belgio curate delle locali comunità abruzzesi.
Lu fonniche di tatone nel 1991 fu considerato, dall’allora Presidente della Settembrata Abruzzese De Laurentis, il miglior testo teatrale della stagione;
Signornò fu premiato nel 2001 dalla Settembrata con lingotto d’oro.
Le commedie in lingua sono state rappresentate e hanno vinto prestigiosi concorsi:
La donna e il tempo, premiata a Milano nel 1952 dall’Editore Gastaldi e mandata in onda, come premio, dalla Rai nazionale;
E’ arrivato l’americano, 1° premio con traduzione e pubblicazione in francese alla IX gara internazionale “Théatre Comique” di Parigi;
Una richiesta di matrimonio, premiata a Livorno nel 1983, Ancona 1985, Salerno 1986;
Chi dorme non piglia…moglie, 3° premio al Concorso Nazionale di Cosenza. E’ stata rappresentata l’ultima volta in Alanno a luglio del 2016 dall’Accademia Teatrale “Il gabbiano” dell’Associazione Vittoria-Città dei ragazzi.
Due commedie in lingua sono state tradotte in dialetto napoletano dallo scrittore Luigi Barbato.”

Dopo la lettura di queste splendide e chiarificatrici testimonianze, riponendo in una cartellina le carte preziose che hanno illuminato il presente con riflessi impensati, creando varchi nuovi e inedite aperture, lo sguardo mi ricade su di un foglio che a prima vista mi era parso riferirsi allo stesso evento e invece, quasi a trattenermi per non farmi andare via, ancora la firma di Clara Perrotti, riporta alla luce la notizia che l’anno successivo, il 27 settembre 1987, il mio Da serpe amica (Padova Press, gennaio 1987) conseguì il primo premio nella sezione libri di poesia, relatori il dott. Alfonso Amorese, la prof. Giovanna Markus e il prof. Virgilio Rostro, ma di questo si dirà in altra pagina…

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