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Les recontres Arles photography

Testo di Gian Luca Battistello
Foto di Gianluca Scordo
Gruppo sinestetico

 

Domenica 6 Luglio 2008 ore 10 il viaggio ha preso inizio, le strade sono mendaci di presenza umana se non per casi sporadici. Carichi d’emozione percorriamo strade ed autostrade che si popolano di racconti ed aneddoti  assecondando le nostre speranze di vivere un festival ricco di emozioni. In un soffio abbandoniamo la realtà appiccicaticcia ed afosa delle province venete per ritrovarci in un sogno pittorico con l’aggiunta di profumi e quiete. Arrivando qualche giorno dall’inizio del festival si riesce a visitare Arles e dintorni assaporando la quotidianità dei pochi abitanti; con i primi arrivi di fotografi incuriositi si scattano foto  alle corride camarghesi, dove si gioca con il toro senza ucciderlo piuttosto che le visite fuori porta partendo, per l’intensità emozionale, dalla cattedrale delle immagini di “Baux de Provence” grotte scavate nella roccia dove quest'anno sono state proiettate, sul pavimento, sulle pareti, sul soffitto, le gigantografie dei quadri di Van Gogh, da provare facendosi trasportare in questo viaggio onirico. Altra sensazione entusiasmante è proseguire verso la costa di Les Saintes-Maries de la mer calpestata da fenicotteri rosa, cavalli bianchi e tori in passeggiata bucolica.

Il buffet dell'inaugurazione per gli invitati.

Martedì è iniziato il festival, in città si è quintuplicata la quantità degli abitanti, ogni anfratto, casa, chiesa vicolo viene allestito di foto più o meno belle più o meno interessanti. Come in tutte le grandi manifestazioni si nota la difficoltà organizzativa che non permette la scorrevolezza delle informazioni e la consegna di pass d'accesso alle mostre piuttosto che programmi. Superate le prime ore ed entrati nell’ordine d’idee che la resistenza podistica sarebbe stata messa alla prova ci addentriamo nel dedalo di vie che creano una fitta ragnatela di vie e viottoli. Lungo il percorso si ha la possibilità di conoscere fotografi famosi, dei quali si hanno informazioni prettamente da libri, riviste ecc. ed amatori che passeggiano sperando di intrallacciare rapporti costruttivi. Interessante incontare Ken Damy, fotografo di fama, austero ed impassibile quasi da sembrare distaccato dalla vita reale ma cosciente d’essere oltre che un bravo fotografo un esimio accentratore , ne è esempio la festa, oramai divenuta una valida consuetudine, che organizza nell’hotel sito nella place du forum.

Performance di Paolo Pellegrin.

Percorrendo i vicoli avvolti da una luce magnifica che ricorda il lavoro degli impressionisti si può incappare in fotografi sconosciuti ma propositivi di nuove esperienze come Marcus Tomlinson il quale ripropone le immagini fotografiche all'interno di un filmato come i primi film del 1900 vedi Georges Méliès. Camminando e camminando ci si introduce in cantine o macellerie o stanze ricche di lavori molto interessanti per lo più delle volte proposte innovative e fuori dai soliti schemi fotografici che sicuramente sono ineccepibili come i lavori di Paolo Roversi o Peter Linderbergh o Mimmo Jodice ma che nascondono la voglia di creare una nuova relazione tra la foto e l'osservatore. Al terzo giorno di cammino i piedi iniziano a dare i primi segni di cedimento ma gli incontri serali, previsti al teatro antico piuttosto che all'arena fanno dimenticare ogni sensazione di dolori sostituendola con la meraviglia, stupore d' essere presenti alle conversazioni tra Paolo Roversi e Peter Linderbergh con sfondo la proiezione delle loro migliori opere.

Paolo Roversi  e Peter Linderbergh.

Ovviamente il poter incontrare grandi fotografi  ha come corollario premiazioni del premio Laica piuttosto che il migliore fotografo emergente.

Primo premio Leica.

Molto interessante la conferma di Paolo Pellegrin dove le foto di reportage , stampate in bianco e nero di grande formato, fanno entrare l'osservatore nella situazione fotografata, mancano solamente i profumi ed i rumori. Luogo espositivo , ex stabile di ricovero treni, che aiuta ad intraprendere un viaggio nel viaggio. Stabili ampli ed alti dove ogni stand racchiude realta celate ed intense come ad esempio il lavoro Tim Walker giovane inglese che estrapola da giovani indossatrici la voglia di giocare con intriganti dettagli.

Performance di Françoise Huguier.

Per poter descrivere le emozioni e le esperienze provate in 6 giorni di festival dovrei scrivere un libro raccontando gli incontri le letture dei portfoli le serate le feste i video le sfilate di moda....in virtù di questa esperienza mi sono già prenotato per il prossimo anno.

   

Il Ponte di Arles che ha ispirato un famoso quadro di Vincent van Gogh.

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