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Primavera fiorentina alle Giubbe Rosse con Antonio Spagnuolo

Serata eccezionale al Caffè storico-letterario Giubbe Rosse di Firenze giovedì 29 marzo 2007, con Antonio Spagnuolo ospite di Pianeta poesia con il suo ultimo romanzo Un sogno nel bagaglio pubblicato nel 2006 per i tipi di Manni.

Finissimo poeta e scrittore, verticale critico e promotore culturale, egli ha improntato con la sua poliedrica creatività la storia letteraria della seconda metà del ‘900, fino all’attualità dei nostri giorni. Accanto alle sue numerose pubblicazioni di poesia e prosa – cui è stato attribuito in progress un cospicuo medagliere di insigni consensi a livello inter-nazionale – l’intraprendenza artistica di Spagnuolo si esprime oggi anche nella direzione di importanti collane editoriali di poesia, e della rivista on-line Poetry wave che, da lui ideata e istituita, è proficuo punto di quella referenza telematica ormai indispensabile per pro-muovere, nell’incontro in ‘tempo reale’, l’inter-attiva fattualità della cultura.

 

da sinistra: Giuseppe Panella, Antonio Spagnuolo e Anna Maria Guidi

 

A presentare Antonio Spagnuolo all’esigente pubblico fiorentino, richiamato numeroso alle Giubbe Rosse dall’imperdibile evento, Giuseppe Panella e Anna Maria Guidi. I due relatori hanno commentato, e consentito, con la crepuscolare visionarietà dell’affabulante consistenza di quest’ultimo suo singolare romanzo ‘in breve’ che, in luministica acribia descrittiva, si immerge dentro il vegetante underground d’una solitaria biografia ‘senza fatti’, ‘inchiodata’ – come il suo anziano protagonista, all’angolo del solito Caffè in una ‘in-probabile’, ri-conoscibile Napoli, – al “sogno” d’una giovanile, golosa ossessione femminile, goduta solo “al ritmo della cancellazione” nella “disumana visceralità” delle continue “tempeste morali” , da lui costantemente attraversate in umorali teorie di pulsioni, intuizioni e tentazioni. Sempre inibite, esse ri-nascono infatti – come i due relatori hanno precisato – proprio sul crinale della sua senescenza, rimate e con-fuse nel tempo della de-posizione memoriale, liberate dal greve “bagaglio” dell’ impositivo incalzare del“troppo quotidiano”, e tras-fuse e con-fuse in quella ‘addizione d’anima’ che rende possibile l’ ‘approssimativa’ attuazione del ‘da-venire’ attraverso il riscatto dell’angoscioso approssimarsi del traguardo vitale nell’evasiva, eversiva risorsa del sogno: prospettica scintilla di in-coerente, pre-potente, ri-creativa, incoercibile creatività, in insostituibile divenire.

La serata si è protratta fino alla 19.15 – giusto in tempo per consentire a Spagnuolo di ‘non perdere’ l’ultimo treno per Napoli – ma consentendogli però il tempo per un vivace, intenso colloquio con il pubblico, in un’atmosfera di con-senziente, festante responsorialità.

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