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Ken, mezzo secolo all'ombra della leggendaria Barbie
Cinquant'anni nell'ombra di Barbie

“Il Piccolo”
Trieste, 11 marzo 2011

Nonostante l'aspetto sia quello piacente di un ventenne, gli anni sono trascorsi anche per lo storico fidanzato della bambola più famosa del mondo. Cinquant'anni nell'ombra di Barbie è il titolo della mostra che Noemi Israel, giornalista scrittrice nonché collezionista di fashion dolls, propone nella Galleria “Linea d'Arte” di via Lazzaretto Vecchio 19 (angolo salita al Promontorio) a Trieste a partire da questa sera 11 marzo 2011 alle 18.30. I festeggiamenti coincidono con quelli fissati da Mattel in tutto il mondo per i 50 anni della coppia ed è la prima volta in regione che una galleria d'arte accoglie un'esposizione di doll art.

Che Barbie fosse una donna allineata con tutte le tendenze fashion possibili e immaginabili lo si è sempre saputo. Si è cimentata con più di quaranta mestieri diversi (attualmente ingegnere informatico), ha avuto più di 40 animali e costruito una serie di inossidabili amicizie, ma non si è mai sposata. Ha scelto per compagno un ragazzo più giovane, col quale ha trascinato una relazione non troppo coinvolgente, tanto che nel 2004 fra loro c'è stata la cosiddetta "pausa di riflessione". Barbie si è concessa un flirt di due anni col surfista Blaine, anch’egli poco intrigante (per non dire proprio noioso), che non ha avuto alcun successo di pubblico.

Mattel, a questo punto, ha capito che se Ken voleva restare nel gioco, era giunto il momento di rinfrescargli il look e di cancellare per sempre l'immagine impacchettata del ragazzone troppo sorridente, coi capelli di plastica e il frangione tirato in parte stile Robert Redford. I tempi sono cambiati. Ken ritorna sul mercato nel 2006 decisamente ringiovanito, col volto più serio, occhi sognanti e… davvero fico. Anche lui coi capelli pettinabili (un primo tentativo c'era stato nel 1974, ma senza seguito) e lo sguardo seducente da rubacuori. Barbie ora sì che se lo riprende e la loro storia continua. In questi giorni, Ken ha ufficialmente regalato l'anello di fidanzamento alla sua amata. I maschi che saranno esposti nella mostra appartengono a questa seconda stagione. Beninteso, Lei presenzierà all'evento, forse mettendolo in ombra anche stavolta.

Nella doll art l'artista utilizza la bambola come un linguaggio personale. Nel caso di Noemi Israel, che da anni studia il mondo della commedia dell’arte (il suo ultimo libro, La Scrittura, è dedicato proprio alle maschere), le sue dolls non sono altro che la continuazione dell’antico tempio dei teatrini di marionette che tutti credevano sepolti nel passato.

«Quando creo una .doll, – spiega Noemi – Barbie o Ken cessano di essere bambole: scavo dentro me stessa e tento di mettere in scena ciò che va oltre il semplice feticcio ben vestito. Nel caso del mio Arlecchino, ho compiuto uno studio davvero approfondito sulla parentela fra Barbie e la celebre maschera. Ho trovato il collegamento attraverso la Color Magic del 1966, modello estremamente sofisticato alla quale si potevano davvero tingere i capelli, il cui costume riprende i rombi dell'arlecchinato».

La mostra è visitabile fino al 23 marzo 2011
dal lun. al ven. dalle ore 17 alle 19:30
al sabato dalle ore 10 alle 13.


Intervento di Bruno Bartoli

Presentazione di Franco Rosso

Intervento di Noemi R. Israel (1)

Intervento di Noemi R. Israel (2)


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