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Graffio d'alba

di

Lenio Vallati

Roberta Degl’Innocenti
Firenze, 15 febbraio 2012

Mercoledì 15 febbraio 2012, alle ore 16.30, presso l’Auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze in Via Folco Portinari n. 5, si è svolto l’evento culturale del mese di febbraio che prevedeva la presentazione del romanzo Graffio d’alba di Lenio Vallati. Introduzione di Lia Bronzi. Relazione critica di Carmelo Consoli. Letture dell’attore Andrea Pericoli. Musica a cura del Maestro Lorenzo Maria Scultetus.

da sx: Andrea Pericoli, Lenio Vallati, Lia Bronzi, Roberta Degl'Innocenti e Carmelo Consoli.

Un breve cenno biografico sull’autore:

Lenio Vallati. E’ nato a Gavorrano (Grosseto) nel 1954 e risiede a Sesto Fiorentino. Svolge il lavoro di Capostazione presso l’impianto di Firenze - Castello. E’ autore di libri di narrativa e di poesia: Soggiorno a Bip Bop (L’Autore Libri Firenze, 2003), Un criceto al computer (Ibiskos, 2004), Desiderio di volare (Bastogi, 2006), Alba e tramonto (Bastogi, 2007). Ha vinto molti primi premi sia per i racconti che per la poesia ed è presente in numerose antologie. Fra i tanti e prestigiosi primi premi conseguiti ricordiamo il Molinello, nel 2007, per la narrativa inedita.

Ad aprire la serata di presentazione sono stati chiamati alcuni autori, come consuetudine della Camerata, a leggere una loro poesia. Anna Balsamo ha letto un testo di Giovanna Ruà Cassola e due poetesse appartenenti alla Camerata giovani: Manuela Pana e Martina Donati una loro poesia.

La giovane poetessa Manuela Pana.

La giovane poetessa Martina Donati.

Lia Bronzi, Presidente della Camerata dei Poeti, ha poi iniziato a parlare del libro, sia esprimendosi sull’autore che le opere e sul suo cammino letterario. Ha poi parlato del pittore, Andrea Gelici, che ha felicemente illustrato il libro, disegnandone la copertina ed alcuni quadri posti all’interno del libro stesso. Andrea Gelici, noto pittore fiorentino, era presente alla serata ed i quadri dipinti per il libro tutti esposti al pubblico, nel corso del pomeriggio letterario.

Di seguito un breve passaggio della prefazione del libro, redatta da Lia Bronzi stessa.

…(…)… La figura del barbone, protagonista del romanzo di Lenio Vallati dal titolo Graffio d’Alba, è certamente simbolo d’identità perduta e ritrovata e, ossimoricamente al contempo, di alterazione d’identità fluente nel peso del tempo, abbandonata al vento per irripetibili suoni, fruscii, mormorii, echi, visioni e rimandi, dove esiste una vicenda umana ricca di pena e di amore, umiltà e orgoglio, colta nel dramma perenne di lacrime e risa, vittorie e sconfitte, nuove presenze e insopportabili assenze, nel convulso alternarsi delle stagioni della vita …(…)…

Dopo l’intervento di Lia Bronzi, alcune letture di Andrea Pericoli e la musica di Lorenzo Maria Scultetus, si è espresso Carmelo Consoli con la sua precisa e puntale nota critica sul libro di Vallati:

… (…)---Siamo di fronte a Lenio Vallati romanziere. Dopo lo scrittore apprezzato di racconti, dopo il poeta premiato di liriche ecco l’autore che si cimenta in un romanzo in modo così da chiudere un ampio percorso di scrittura. Passare dal racconto al romanzo non è affatto impresa semplice per le diverse esigenze espressive che i due generi letterari comportano ma nel caso di questo libro il passaggio invece avviene felicemente in quanto, la formula adottata, raggruppa ed esalta le qualità migliori già espresse nel suo precedente narrato letterario con l’aggiunta di una sapiente intelaiatura scenica e di un filo conduttore capaci di tenere saldi l’interesse del lettore e la sua emozione per tutta la vicenda grazie anche al legante onnipresente della poesia con le sue opposte direzioni di incanto e disincanto.

Il protagonista del romanzo è un manager imprenditore che tragicamente comprende il fallimento della sua azienda e repentinamente decide di allontanarsi , con una dolorosa scelta,da un mondo di impegni assunti e di affetti familiari per addentrarsi in un'altra dimensione urbana e vitale ( quella degli homeless e degli esclusi dalla cosiddetta società produttiva e rispettabile). In questo romanzo riemerge tutto l’impegno dello scrittore di un “Criceto al computer”, di “Desiderio di volare” e di altri racconti cioè quello di ricomporre le disuguaglianze sociali, riportare i dis-valori a valori fecondi, sanare le contraddizioni che lacerano la moderna società ; creare in definitiva messaggi salvifici di speranza e di rinascita. Riemerge la sua umanissima, cristallina, scorrevole ed equilibrata scrittura, fatta di luoghi, nature, emozioni con la differenza che la sua primitiva urgenza di narrare e chiudere il racconto si placa mutando in un lungo indugiare poetico/narrativo sulla composita e frammentata realtà sociale e sul tempo dell’esistere; in un continuo minuzioso addentrarsi nelle pieghe dei comportamenti sociali, delle azioni vitali quotidiane, in un prezioso scandaglio dell’anima che tiene dalla prima all’ultima pagina dandoci la misura di come l’autore si destreggi con abilità nel romanzo. Scorre la lettura delle pagine, immediata e gradevole come succede sempre quando ci si cala con avidità nelle vicende del protagonista stillandone al nostro interno emozioni ed aspirazioni. Complici di questa coinvolgente presa diretta fattori, chiamiamoli strategici, di osservazione dei mutamenti esistenziali seguenti ad una scelta cruciale di vita, che l’autore innesta da attento scrutatore delle cose e degli animi. Intendo parlare di tutte le variazioni sensoriali, comportamentali minuziosamente descritte che si scoprono, a volte in maniera sorprendente,vivendo in diretta un’altra dimensione umana. Ad esempio della scoperta del tempo che si dilata senza più dettare i ritmi degli impegni, degli orari, del diverso mutare delle luci, dei rumori, degli scenari naturali, delle stagioni vivendo en plein air, sotto i ponti o sulle panchine , della spontanea generosa aggregazione con mondi sommersi, del sottobosco umano (e non dimentichiamo che il nostro protagonista proviene da realtà manageriale, cosa che crea maggiore sorpresa e ancora la capacità di solidarizzare con le cause e le necessità delle frange più deboli della società come quelle che riguardano gli immigrati o i cani abbandonati. Ma quello che avvince in questo libro la forza degli amori che una volta strappati si ricompongono con la straordinaria voglia del vivere attraverso un doloroso ma rigenerante ”Graffio d’alba” , amori che non cedono in presenza di situazioni di degrado e povertà , anzi si arricchiscono come un rinascere a nuova vita, e si rimettono in gioco con semplicità e stupore in una scacchiera di impreviste situazioni . Bravo l’autore nelle pagine del romanzo a saldare passato, presente e futuro , e così le situazioni pendenti lasciate come gli affetti familiari ,a moglie e il figlio si armonizzano con gli inattesi amori , gli insegnamenti sorprendenti creati dai nuovi scenari con la precedente routine lavorativa e di vita; tutto questo avviene con estrema attenzione mediando abilmente le scenografie. Belle le figure degli amici,reclutati tra le umanità diseredate dalla vita, (Ernesto, Gino, Oreste )e poi la coinvolgente storia con Alisa (una giovane slava conosciuta nel suo nuovo mondo, con un passato alle spalle di costrizioni e violenze fisiche) che ha la fresca, dolce tonalità di un adolescenziale innamoramento ; tutte figure che costituiscono il nodo centrale del tema affrontato dall’autore , cioè quello della rigenerazione vitale. Il Vallati utilizza le corde della delicatezza, del rispetto,della sincerità , dell’onestà intellettuale , mai ricorrendo a sterile sentimentalismo e mai varcando soglie che possano provocare dolorose fratture come quando di fronte al suo cristallino sentimento d’amore per Alisa le dice: No amica mia, non posso amarti: sono a pochi centimetri da te, dal tuo viso, le mie mani sulle tue, basterebbe poco per stringerti a me, e baciarti, eppure sento che non posso, che il mio cuore appartiene ancora a lei.- E questo ci da una ulteriore spiegazione, se ce era bisogno, sui sentimenti di Lenio Vallati sempre diretti a creare armonie. Una nota a parte merita l’abilità di Lenio Vallati nella sceneggiatura urbana /ambientale del romanzo; l’autore si muove con disinvoltura e dimestichezza negli ambiente da lui ben conosciuti; dalle stazioni, ai parchi, alle periferie, alla città di Firenze. Una felice carrellata di luoghi e orizzonti sempre ben in sintonia con la trama e lo scenario emozionale degli eventi. Concludendo questo romanzo ha tutte le carte in regola per essere una storia di sicuro successo sia perché ha una valenza sociale di indubbio valore nel mostrare disfunzioni e denunce di moderne situazioni e aggregazioni urbane sia in quanto attiva nel lettore i meccanismi di un coinvolgimento esistenziale atto a riflettere su sentimenti e valori etici dimenticati nella frenesia del vivere come l’amicizia ,la solidarietà, l’armonia della convivenza e soprattutto l’amore. Ma il valore aggiunto di questo volume, oltre alla sua vena poetica di grande spessore è la speranza che esso trasmette , già a partire dal titolo, una speranza per tutti noi quella che dalle nostre travagliate storie un giorno possa rinascere con un rigenerante graffio d’alba nel cuore l’amore smarrito e ricomporsi lo strappo dei buoni sentimenti e della feconda convivenza.

Lenio Vallati e Lia Bronzi.

Al termine dell’intervento di Carmelo Consoli, Lia Bronzi ha chiesto all’autore che cosa lo abbia portato a cimentarsi in un romanzo e Lenio ha risposto salutando e ringraziando il pubblico presente, le persone del tavolo, Lia Bronzi e Consoli per la relazione, Roberta Degl’Innocenti che, pur non essendo fra i presentatori, si trovava con loro e che ha seguito Vallati in diversi libri precedenti al romanzo. Vallati ha poi continuato parlando del suo percorso con la scrittura, del romanzo breve, dei prossimi progetti ed anche della forza della poesia. La scrittura come impegno al quale dare tutto se stesso e l’importanza nello scrivere di cercare e cimentarsi in cose nuove. Cioè sperimentare.

Prima di dare la parola al pubblico è intervenuta Roberta Degl’Innocenti che ha salutato e ringraziato Lenio per il bouquet di fiori: uno per Lia Bronzi e uno per lei, un gesto di grande gentilezza, aggiungendo di avere lei stessa presentato i libri Un criceto al computer e Desiderio di volare, ha parlato poi di questa sua scrittura pulita che, anche in prosa, ha sempre uno sguardo verso la poesia. La Degl’Innocenti ha concluso sottolineando l’atmosfera di serenità sprigionata in quella bella serata ed ha terminato leggendo un passo del libro in presentazione.

L'autore col libro in mano.

Anna Balsamo legge una poesia di Giovanna Rua Cassola.

Dal pubblico si sono poi espressi Anna Balsamo ed il pittore Andrea Gelici che ha raccontato la sua esperienza con il libro di Lenio Vallati.

Una serata quindi molto piacevole e coinvolgente.

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