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Anita
Norcini Tosi
su

Ipazia

Roberta Degl’Innocenti
Firenze, 9 settembre 2011

Mercoledì 9 settembre 2011 presso l’Auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze in Via Folco Portinari n. 5, si è svolto l’evento culturale del mese di settembre con il quale la Camerata dei Poeti riprende le attività, dopo la pausa estiva di luglio e agosto. L’evento di settembre prevedeva un’interessante conferenza tenuta da Anita Norcini Tosi sul personaggio di Ipazia con introduzione di Lia Bronzi, Presidente della Camerata dei Poeti, e letture dell’attore Andrea Pericoli e di Anita Norcini Tosi stessa.

da sx: Andrea Pericoli, Anita Norcini Tosi, Lia Bronzi, Guglielmo Françoise, Duccia Camiciotti e Carmelo Consoli.

Ipazia, matematica, astronoma, filosofa dell’antica Grecia, per le sue qualità e l’infelice destino è stata da sempre motivo di interesse, di studio e considerata una martire del libero pensiero. Il nostro Mario Luzi vi scrisse un’opera teatrale nel 1973 (All’Insegna del Pesce d’oro, Milano).

Anita Norcini Tosi, laureata in lettere e filosofia e prossima alla laurea in teologia, pittrice, scrittrice, ha dato alla serata un impatto personale e dinamico spaziando su vari temi e parlando senza il supporto del cartaceo con competenza e vitalità.

Anita Norcini Tosi e Andrea Pericoli.

La serata è stata aperta, come di consueto, con la lettura di una poesia ed è stata chiamata a leggere la poetessa Simonetta Lazzerini Di Florio con un testo proprio dedicato ad Ipazia, tratto dal suo ultimo libro Abitare il giardino. Di seguito, gradito ospite della serata ed al tavolo di Presidenza, l’avvocato Gugliemo François, pronipote di Domenico Françoise, fondatore della Camerata dei Poeti, che si è espresso con un gradito intervento.

Simonetta Lazzerini Di Florio

Duccia Camiciotti e Carmelo Consoli.

…(…)… Fra le altre cose Guglielmo François ha detto: “…Come tutti gli uomini di cultura della generazione nata negli ultimi decenni dell’Ottocento, Domenico François viene alla vita in quell’humus culturale dove la fede religiosa costituisce la cornice all’interno della quale si muovono le nuove tensioni del materialismo, del positivismo e del nuovo umanesimo laico, in generale tutte quelle correnti di pensiero che tendono a privilegiare l’uomo nella sua attualità essenziale piuttosto che le aspettative legate alla Trascendenza….”. Ma, contrario a questa tendenza François ebbe a scrivere: “… Noi siamo corazzati contro le aberrazioni moderniste, perché crescenti alla luce della Fede che implica una salutare letizia, in virtù della quale avvertiamo la presenza divina nell’incanto di un paesaggio, di un’aurora o di un tramonto, oppure nei versi stellati della notte; manifestazioni tutte del creato in cui il presente pare eternarsi per noi e il bello diviene poesia e l’ammirazione si fa commozione….”. Ed in un passo di un suo scritto D. F. dice ancora: “…purtroppo, un tenace filo pagano è intessuto nella trama del nostro abito carnale e difficile è riconoscerne l’esistenza sotto, nel nostro pensare, nell’agire, nell’essere….”. Quindi uomo attualissimo laddove insegnava: “…vivi come se dovessi vivere subito, pensa come se non dovessi morire mai.”.

Dopo l’intervento di Françoise, è stata la volta di Lia Bronzi che ha introdotto la conferenza di Anita Norcini Tosi.

 Lia Bronzi e Guglielmo Françoise.

…(…)… Seguire il percorso di Anita Norcini Tosi: pittorico, letterario e di operatrice culturale in Firenze ed oltre, non è cosa facile, tanto è variegato ed intenso. Infatti, l’artista trova la propria via di comunicazione sia con prestigiose mostre di pittura che con pubblicazione di libri e seguitissime conferenze, tenute talora nei locali della Regione Toscana che nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio ed in altri prestigiosi luoghi deputati alla cultura.

Anita è artista sempre alla ricerca di nuove vie da esplorare, secondo una mappatura di luoghi lontani e vicini nel tempo, dove si sono sviluppate civiltà diverse, si approccia ad esse con apertura assoluta ed accoglienza sapienziale verso il molteplice e la diversità, sa fare i dovuti paralleli e porre all’attenzione del fruitore sue aperte sintesi e conclusioni, che porge agli altri con spirito di libertà e generosità.

In tal senso la sua è voce dai toni talora bollenti e passionali, altre volte più pacati e razionali, sempre alla ricerca di personaggi soffocati dai dogmatismi e dagli integralismi, spesso martiri del libero pensiero. E, nel suo iter non poteva mancare una conferenza su “Ipazia”, protagonista di una tragica vicenda, dove è la resistenza al femminile, a partire proprio dalle più lontane latitudini storiche ed esistenziali, a prevalere.

Ipazia, infatti, evoca fascino e mistero, il mistero di una donna che, in tempi lontani, seppe fare della cultura in senso lato il suo emblema e la sua condanna, visse negli anni che vanno dal 370 al 415 d.C., quindi in tempi di difficile approccio al sapere per una donna, di cui è divenuta icona che ormai vive di vita propria in quanto assunta a prototipo di libertà.

Ipazia fu astronoma, matematica e filosofa. Come filosofa si riallacciò al platonismo pagano e per questo fu uccisa dai monaci paraboloni. Si dice che il suo sapere fosse così vasto ed elevato tanto da superare quello degli antichi studiosi messi assieme. Certamente Ipazia, quale neoplatonica, rappresenta il primo anello della catena, o meglio le fil rouge delle conferenze di Anita, tendenti a mettere in risalto la cultura neoplatonica, compreso quella Rinascimentale, come abbiamo avuto modo di apprezzare a Palazzo Vecchio quest’anno.

Anita sta per laurearsi in teologia, sua seconda laurea, siamo certi che porterà avanti il suo discorso su Dio nel rispetto della libertà altrui e la sua, al fine di fare un discorso di pacificazione, già iniziato, anche con me, nella sede della Regione Toscana.

Al termine della conferenza delle Norcini Tosi, Lia Bronzi si così espressa: …(…)… L’esposizione critica e dialettica su “Ipazia d’Alessandria” di Anita Norcini Tosi, oltreché essere esaustiva ed appassionata è stata del tutto sapienziale, proprio per le culture che alla grande alessandrina facevano riferimento come il neoplatonismo pagano, l’ermetismo egiziano e l’ellenismo, messe in rilievo da Anita. Fra le altre cose è stato detto come Ipazia, matematica, astronoma, esperta di poesia, filosofia sapesse avvalersi dell’armonia cosmica, nella sapiente ricostruzione dell’unità attraverso il profondo scontrarsi ed intrecciarsi di simboliche valenze e in raffinate similitudini che i Greci chiamavano “parabolé”. Per questo amore per la libertà e la cultura Ipazia fu avversata dai monaci e per questo barbaramente trucidata dagli stessi. La sua fama di donna di grande cultura è giunta fino a noi come simbolo ed archetipo di progresso ed icona di libertà. Con questa conferenza Anita, per il suo scintillante enciclopedismo filosofico-letterario e religioso, servito da una prodigiosa memoria, si riconferma come moderna “maitre a penser”.

E’ stato poi scelto una parte del lavoro di Mario Luzi e recitato con grande partecipazione da Andrea Pericoli ed Anita Norcini Tosi.

Alla serata erano presenti molte persone dell’ambiente culturale fiorentino e non solo decretandone il meritato successo.


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