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Le meravigliose «Pagine»
di Lilia Slomp Ferrari

Daniela Larentis
L'Adigetto.it 17.12.2017

Lo splendido libro della scrittrice e poetessa trentina è stato da poco presentato a Palazzo Geremia, Trento, innanzi a un folto pubblico.

Venerdì 15 dicembre 2017, nell’affollata Sala Falconetto di Palazzo Geremia, nel cuore della città di Trento, la Pro Cultura Trento ha presentato il libro «Pagine – sul filo sottile del tempo» scritto da Lilia Slomp Ferrari.
 
da sx: Daniela Ferrari e Lilia Slomp Ferrari.

Ad impreziosire l’evento, patrocinato dal Comune di Trento, gli interventi di Mauro Neri e Paolo Toniolatti e le letture di Antonia Dalpiaz del «Gruppo Il Cenacolo» e Arrigo Dalfovo del «Gruppo Neruda», nonché gli interventi musicali di Saverio Gabrielli (violino) e Lorenzo Bernardi (chitarra).

Due parole sull’autrice tratte proprio dal suo meraviglioso libro edito da Arca che, possiamo proprio dirlo, ci ha rapito il cuore, trasportandoci in un mondo non troppo lontano dal punto di vista temporale, ma molto distante dal nostro frenetico stile di vita.

Nata a Trento, dove vive da sempre, solo verso i quarant’anni decide di sottoporre le sue liriche al giudizio della critica, dapprima partecipando a numerosi concorsi e in seguito rivolgendosi attraverso le pubblicazioni a un pubblico più vasto e a un giudizio mirato.
 

Lilia Slomp Ferrari è vicepresidente del Gruppo «Il Cenacolo trentino di Cultura dialettale» diretto da Elio Fox, segretaria della «Pro Cultura» di Trento. Sia in dialetto che in lingua ha conseguito importanti premi.

In prosa, suoi racconti in dialetto e in italiano sono stati pubblicati su varie riviste. Fra le numerose pubblicazioni citiamo: «En zerca de aquiloni» (1987), «Schiramele» (1990), «Nonostante tutto» (1991), «Controcanto» (1993), «Amor porét» (1995), «Leggenda» (1998), «Striarìa» (2002), «All’ombra delle nuove lune» (2005), «Come goccia di vetrata» (2008), «Ombrìe» (2012).

Ricordiamo che è presente in antologie nazionali e sue poesie in dialetto trentino sono state incluse e tradotte in inglese nell’antologia Dialect Poetry of Northern and Central Italy, Legas New York, 2001.

L’autrice attraverso gli splendidi racconti si riappropria dei ricordi che non sono solo suoi, ma di un’intera generazione che ha vissuto il dopoguerra, come lei stessa sottolinea; rivive l’ambiente in cui è vissuta, quei Casóni nel rione popolare di San Giuseppe, un microcosmo che le ha disegnato nell’anima tracce di echi, persone in una giostra preziosa di pagine dense di profonda umanità.

E ora che il Natale si avvicina sempre più come un treno in corsa, pronto a travolgerci con la frenesia degli ultimi acquisti, ci dà un grande sollievo pensare alla preparazione dello zelten, tipico dolce natalizio trentino, di cui troviamo una dettagliata descrizione nel capitolo «Sentore di neve».
 

Scrive Lilia Slomp Ferrari: «È una ricetta antica che richiama neve alta e montagne e geloni alle mani, odori di vapori che appannavano i vetri nella cucina grande dove la fornesèla era l’unica fonte di riscaldamento e il suo forno aperto sapeva di castagne abbrustolite e di mele cotogne».

«Mi rivedo – prosegue l’autrice – con quel grembiule a fiori della nonna annodato alla vita che spazzava il pavimento. In ginocchio sulla sedia guardavo la preparazione del dolce e servivo da misurino […]».

Un dolce che Lilia Slomp Ferrari definisce «prezioso come quei Natali lontani, così autentici nella loro povertà», parole che invitano a una profonda riflessione su come il Natale si sia trasformato poco a poco in un momento sempre meno spirituale, una festa incentrata quasi totalmente sul consumo.

Abbiamo avuto il piacere di porgerle qualche domanda.

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