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Appunti per un intervento critico alla presentazione romanzo

L’erba della tenera follia di Massimo Bartalucci

Il 3 dicembre 2010 presso Sevenit in Via Quintino Sella, 36 a Firenze  in occasione del dibattito Elettroshock, terapia o barbarie?

"Il compito che mi è stato affidato è di presentarvi, in estrema sintesi, il libro di recente pubblicazione dello scrittore esordiente Massimo Bartalucci dal titolo L’erba della tenera follia, con particolare riguardo ai contenuti attinenti al tema di questo nostro incontro, vale a dire “la terapia dell’elettroshock”. E aggiungo, in modo essenziale: perché non posso e non voglio narrarvi la storia contenuta nel romanzo se non a brevi cenni e comunque quanto è sotteso di letterario ed artistico da parte dell’autore dell’opera.

Quel che mi interessa è fare emergere del romanzo stesso ciò che mi piace chiamare “il suo cuore”, cioè la forza espressiva e il valore letterario dell’opera, non dimenticando il tema centrale, come dicevo, di questo nostro incontro.

Allora, se sfogliamo insieme il romanzo, già l’autore, in modo palese, attraverso la dedica del romanzo stesso ai lettori, ci mostra, in un certo qual senso, il percorso che si propone di intraprendere:

“Dedico questo romanzo a tutti coloro che credono che la normalità sia un punto di partenza e non un punto di arrivo; a tutti coloro che ritengono che la libertà di poter credere in ciò che pensano sia un diritto inalienabile anche se non condiviso da tutti”.

Il presentatore Menotti Galeotti e l'autore Massimo Bartalucci.

Percorso, peraltro, confermato nel primo capitolo dell’opera introduttivo e nello stesso tempo anticipatore della conclusione drammatica dell’opera stessa. (leggasi la pag.11)

I protagonisti del romanzo sono due giovani, Laura e Marco, la prima afflitta da una forma alquanto grave di disagio mentale, che si presenta con uno stato confusionale, tale da rasentare il fenomeno della doppia personalità; il secondo protagonista è un professore di storia dell’arte al liceo, dalla personalità debole, insicuro, vittima di una innata timidezza, acuita dalla educazione borghese della famiglia.

Laura, in particolare, nasconde un passato familiare alquanto oscuro, benché mostri una sensibilità non comune che affascina chi incontra sulla sua strada e una spiccata ammirazione per la natura e una amorevole dedizione verso i più piccoli e i più deboli. Ma il romanzo, che si sviluppa con eventi di color giallo e noir, presenta anche un gran numero di personaggi di rilievo, ben delineati dall’autore nella sua narrazione.

L'autore Massimo Bartoletti.

Il presentatore Menotti Galeotti.

Ora, volendo tornare al tema del dibattito, è bene precisare che Laura è vittima di numerosi internamenti coatti nei reparti psichiatrici di ospedali toscani, dove è assoggettata contro la sua volontà a frequenti trattamenti di elettroshock che le producono una condizione generale di minorità.

Marco invece tenta di operare su di lei una sorta di metodo dolce per liberare l’amica che ama dagli spettri del passato. Ma nell’ombra i mostri del passato si riaffacciano con virulenza. Il ritmo della narrazione assume allora una carica acceleratrice che, a mio giudizio, coinvolge il lettore.

Conclusione: il libro merita di essere letto, oltre che per la scrittura e il linguaggio puntuale, anche perché affronta con coraggio temi di notevole spessore sociale, quale appunto quello della tecnica terapeutica dell’ECT e i suoi effetti sulla persona, che Franco Basaglia – noto psichiatra, ispiratore della Legge 180 del 1978, altrettanto nota, – la paragonò come cura a una persona, ai pugni che si darebbero ad un televisore per aggiustarne la frequenza.
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