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In ricordo di Ottone Rosai
“Via Toscanella”, a Firenze

Locandina dei "Giullari"

Locandina su Ottone Rosai della Galleria Gadarte.

L’Associazione Culturale Gadarte insieme alle associazioni Art-Art dell’Impruneta e Pegaso ha realizzato ha Firenze, in occasione dei 60 anni dalla morte di Ottone Rosai, una Mostra collettiva di artisti (4-16 novembre 2017) presso la Galleria Gadarte di via S. Egidio 27 r.

A una settimana dall’apertura della Mostra, l’11 novembre 2017, ha promosso una manifestazione per celebrare il famoso pittore Ottone Rosai.

Luciana Somigli, davanti a un pubblico interessato, ha svolto la relazione su “Rosai pittore e scrittore”, con un ampio excursus su gli anni giovanili trascorsi nel quartiere di San Frediano, con lo studio in via Toscanella, una strada resa celebre dal noto quadro del 1922 a essa dedicata. fino agli anni della maturità, quando si trasferì nella suggestiva via di San Leonardo sulle colline.

A Roberto Mosi è spettato il compito di svolgere “Una riflessione poetica” su alcuni passaggi della vita dell’artista fiorentino. Si è soffermato in particolare sulla via di San Frediano, dove Rosai ebbe il suo primo studio.

Roberta Mosi e Luciana Somigli.

“Via Toscanella mi ha sempre incuriosito – ha detto – un nome allegro in una zona di là d’Arno, a Firenze, dai nomi pesanti, vetusti. Prende il nome da Paolo Dal Pozzo Toscanelli (1397-1482) matematico, geografo, astronomo e medico, reputato il più dotto matematico del tempo, che possedeva le sue case in questa strada. Verso la fine della via, c’è un loggiato monumentale in pietra serena con colonne e volta che rendeva comunicanti il Palazzo Ridolfi e Palazzo Dal Pozzo Toscanelli e dava accesso a un orto-giardino.

Questo loggiato serviva come sala di rappresentanza ma soprattutto come cenacolo intellettuale, dove incontrarsi con gli amici artisti, letterati e studiosi di ogni genere, come Filippo Brunelleschi che era spesso invitato, come ricorda il Vasari. La volta del loggiato è il sotto di quello che era, dal 1922, lo studio del pittore Ottone Rosai (1895-1957), una delle più importanti e controverse figure del novecento artistico italiano prima di trasferirsi nella via di San Leonardo.

Mostra dei "Giullari".

Roberto Mosi durante il suo intervento sull'opera di Ottone Rosai.

Pittore sensibile di fronte a ciò che lo circonda: la città, i colli e la campagna, le piazze, i cortili e le vie di Firenze imprimono e lasciano una traccia del suo sentimento, in esse seppe cogliere una straordinaria forza vitale.

Ed è appunto nel magnifico quadro raffigurante Via Toscanella (1922), ripresa dalla finestra del suo studio, che esprime parte di quella storia in cui è cresciuta la coscienza contemporanea ereditata e figlia della cultura quattrocentesca della quale via Toscanella è stata testimone”.

Roberta Mosi e Luciana Somigli.

Roberto Mosi si è soffermato poi sul fascino del quadro “Via Toscanella”: “Non staccherei mai lo sguardo dal quadro, da quell’atmosfera, dallo spirito che si respira, dai particolari della via che si piega leggermente, dall’incombere di quelle case popolari, antiche, la presenza del gruppo delle tre donne.”

Ha detto che con il quadro nella mente e la macchina fotografica in mano, ho percorso decine di volte la strada, ricercando segni del passato. Roberto Mosi ha inserito la via in un lavoro che ha realizzato su Firenze, dalle periferie – sconvolte dai lavori per la tramvia – al centro, alle strade del lusso, con immagini fotografiche accompagnate da versi poetici e dalle figure dipinte di personaggi allegri, esuberanti, pieni di ninnoli e colori, disegnati da Enrico Guerrini. Il lavoro, che ha preso il titolo “Giullari a Firenze”, è pubblicato su Youtube.com

Video sui "Giullari".

Nel lavoro, via Toscanella è percorsa dall’inizio alla fine. Nella prima immagine il giullare è salito in cima alla Torre all’angolo fra via Toscanella e borgo San Iacopo, guarda arrivare il visitatore dall’alto, dà il benvenuto. Cammina poi per i tetti, incontra altri amici giullari e insieme scendono da una finestra, proprio mentre passa per la strada, non lontano dallo studio di Rosai, un personaggio particolare, singolare. Una ragazza viene su per la strada, la faccia tinta di bianco – forse la trasformazione di un giullare – la sottana. Chi è questo personaggio? Si tratta forse di una zingara, forse viene dal Centro, dal piazzale degli Uffizi, dove ha chiesto di leggere la mano a qualche turista o ha interpretato, in maschera, un personaggio particolare”.

Partendo da queste impressioni, da queste emozioni, Roberto Mosi ha composto alcuni versi dedicati a Ottone Rosai, che ha recitato nell’incontro alla Galleria Gadarte (si veda “Firenze, foto grafie”: http://www.larecherche.it/public/librolibero/Foto_grafie_di_Roberto_Mosi.pdf.)

Via Toscanella

Rosai dipinge la strada
dallo studio di pittore
finestre strette, feritoie

aperte sul silenzio
delle case, sui muri di rosa e di giallo
sul mistero oltre la svolta.

Una zingara raggiunge
il Giullare, racconta dei misteri
scoperti prima della svolta

di via Toscanella, i morsi
della miseria, le ore nere del fascismo
il corpo del padre suicida.

Concludendo Mosi ha affermato che “Via Toscanella” è una via per la "scoperta" del personaggio Rosai, da percorrere e ripercorrere per scoprire e riscoprire l’uomo e il valore dell’artista.

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