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“Laniakea”
e il superammasso di galassie
e
L’Albero d’oro di Lucignano

Il 16 marzo 2017 alla Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, a Firenze, ha avuto luogo l’IncontroM*crocosmi”.

Attraverso una performance di pittura digitale dal vivo, Valerio Giovannini ha presentato il catalogo di “Laniakea. Il grande cielo”. L’incontro, guidato dal poeta Roberto Mosi, ha visto numerosi interventi da parte del pubblico.

Roberto Mosi.

Ospitata dal 18 dicembre scorso nel Museo Comunale di Lucignano la mostra “Laniakea. Il grande cielo” si compone di 19 opere, tra disegni e dipinti, realizzati da Valerio Giovannini, giovane artista dotato di un ampio curriculum accademico e di ricerche in campo estetico, che attualmente vive e lavora a Lisbona.

I lavori sono esposti proprio accanto all’opera più importante del museo, il grande reliquario di S. Francesco, in argento, rame dorato e smalti, detto “Albero d’oro” o “Albero della vita” e realizzato tra il 1350 ed il 1471 da orafi aretini e senesi: una testimonianza unica di sincretismo religioso e devozione popolare.

Il titolo della mostra, Laniakea, significa in lingua hawaiiana “incommensurabile paradiso” da lani per “paradiso” eakea per “ampio” o “immenso/incommensurabile”. Il nome rende onore agli antichi navigatori Polinesiani che usavano le conoscenze celesti per solcare l’Oceano Pacifico ed è stato scelto dagli Astrofisici per designare il superammasso di galassie in cui si trova il nostro sistema solare.

Seguendo questa suggestione, l’appuntamento alla “Casa di Dante” ha proposto un rispecchiamento tra il microcosmo delle ramificazioni dorate dell’Albero d’oro e i filamenti di luce di Laniakea, il superammasso di galassie di cui fa parte la Via Lattea.

   

La serata, guidata dal poeta, Roberto Mosi, è stata l’occasione per un confronto aperto sui temi: microcosmo/macrocosmo, arte antica/arte contemporanea, originale/copia, realtà/immaginazione…

L’idea è di illuminare, attraverso un viaggio metafisico e metaforico tra dimensioni apparentemente opposte una dimensione sacro/secolare ben sintetizzata dalle parole di Elémire Zolla: “Se si vuole conoscere la natura e la società con le forze che segretamente le reggono, bisognerà volgersi al piccolo mondo che ne è un fedele riflesso: noi stessi nella nostra interiorità”. Il catalogo, con un testo introduttivo del filosofo orientalista, Grazia Marchianò, racconta appunto questa rotta di senso e significato attraverso una riflessione di Valerio Giovannini sul fare arte.

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