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Piombino
“La piazza in mezzo al mare”

Andrea Fanetti

Piombino è conosciuta soprattutto per le acciaierie e come punto di partenza per l’isola d’Elba. Nasconde invece il fascino di un ambiente naturale splendido e di un’attenzione raffinata alla sua storia recente e antica. Il merito di aiutarci in questa “scoperta” va anche a libri come quello di Andrea FanettiLa piazza in mezzo al mare”, pubblicato dalle Edizioni Il Foglio e presentato sabato 28 aprile 2018, presso la Sala Consiliare del Comune, dall’autore e dall’editore Gordiano Lupi.

Andrea Fanetti Piombino: Palazzo comunale Gordiano Lupi

Il libro è la prima esperienza letteraria di Fanetti, che ha lavorato alla Magona d’Italia, è stato impegnato nella politica e nel campo dello sport, è appassionato della musica rock.

E’ la storia di una crisi personale, scatenata dal sospetto di una malattia grave, irreversibile. Il protagonista getta “il cuore oltre l’ostacolo” e intraprende una vita nuova.

Sullo sfondo la decadenza di una città un tempo di grande sviluppo industriale che ora, semplicemente, sopravvive; una città dove si fanno largo la corruzione e la droga, con la malavita.

Il faro sulla punta della piazza. Sullo sfondo l'isola d'Elba.
Roberto Mosi sulla sfondo della piazza Bovio.

Ritornai in città, svoltando verso la zona industriale, passando dalla strada che attraversa quelle borgate, la provinciale, tutt’oggi delimitata da un muro dipinto a murales ormai stinti, mentre prima era una lunga arteria ininterrotta che univa il fuoco delle colate d’acciaio, con l’acqua del mare, andando dagli stabilimenti a piazza Bovio”(pag. 106).

“… o forse l’avevo solo idealizzata troppo da giovane: il lavoro, la provincia tranquilla, certi personaggi, il passeggio, tutti onesti, tutti puri. Ora invece omicidi, suicidi, giri loschi, spaccio, prostituzione. Guardavo il palazzo comunale, il museo, il porticciolo di Marina, luoghi bellissimi e punti di riferimento da sempre, ma Piombino aveva perso la “verginità”o forse questa non c’era mai stata” (pag. 131).

Significative sono nel libro le descrizioni appassionate delle bellezze del paesaggio, dall’aspetto unico di piazza Bovio, “la piazza in mezzo al mare”, a tante altre.

… piazza Bovio è unica, non è sul mare, è nel mare … è scarna, piatta, pulita, diversa dalle solite piazze, non ha palazzi intorno … Piazza Bovio è un inno alla libertà … quando spazza forte il vento, le mareggiate arrivano con gli spruzzi a bagnarne il pavimento, ma la sua prua rimane ferma, immobile, fiera a opporsi al mare da secoli” (pag.107).

Camminavo a piedi nudi sul bagnasciuga sporcandomi i piedi di sabbia nera, dove brillavano granelli ferrosi che già i forgiatori etruschi conoscevano e che hanno determinato il destino di questi luoghi in equilibrio tra il minerale e il mare, tra i fabbri e i marinai … Baratti è un luogo semplicemente magico dove basta guardarsi attorno per attraversare secoli di storia” (pag. 180).

Nell’incontro sabato 28 aprile, nella Sala del Comune, negli interventi e nel dibattito che ne è seguito, è stato rilevato che in realtà la storia del protagonista è quella di Piombino che dovrà trovare la forza di ripartire facendo perno sul patrimonio di bellezze storiche e paesaggistiche: su questo si misurerà la resilienza di questa comunità.

La Sala del Comune dove si è svolta la presentazione.

Fra gli intervenuti, Roberto Mosi autore, con la stessa casa editrice il Foglio, dei libri “Elisa Baciocchi e il fratello Napoleone. Storie francesi da Piombino a Parigi” e “Il Navicello Etrusco. Per il mare di Piombino”. Mosi ha posto in risalto le molteplici consonanze con il lavoro di Andrea Fanetti e la stessa meraviglia che prova di fronte allo spettacolo di piazza Bovio, “La piazza in mezzo al mare”. Nel libro appena pubblicato, “Il Navicello Etrusco”, più poesie sono dedicate alla piazza simbolo della città, ripresa peraltro in splendide immagini nel video youtube che illustra lo stesso libro.

https://www.youtube.com/watch?v=-dn2XMqax0E

Città nave

Si spezza la risacca
sulla prua del faro,
le ciminiere liberano a poppa
i fumi dell’altoforno,
al centro il lungo ponte
il corso costellato di torri.

Dalla terrazza dell’albergo
respiro l’aria del mare
scorgo la linea rosa
dei monti. I gabbiani
saettano striduli
padroni del cielo.

Marta passerà nel corso
sul passeggino, da principessa.
Saluteremo gli errabondi
gabbiani in un girotondo
di risa felici per liberare
gli ormeggi della città nave.

Città libro

Lascia il porto la nave
sfiora il promontorio. Piombino
dal mare è un libro aperto,
dai contrafforti della Fortezza
all’altura della Cittadella
e alla casa di Elisa Baciocchi.

La piazza, al centro, oggi
è in festa, vestita
delle tende bianche
arruffate dal maestrale.
Sui banchi uno stormo di libri
con le ali di ogni colore.

Si levano in volo
leggeri come pensieri
la musica delle storie
il suono della poesia
il fragore delle utopie.
Tracciano nel cielo
le speranze della città libro.

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