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Incontro con Stefano Carrai
vincitore del Premio Viareggio 2017

Firenze: Villa Arrivabene

Venerdì 4 maggio 2018 a Villa Arrivabene, sede del Quartiere 2 del Comune di Firenze, si è tenuto l’incontro con Stefano Carrai autore della raccolta di poesia “La traversata del Gobi”, Nino Aragno editore (Premio Viareggio 2017), nell’ambito del Laboratorio di Poesia di “Semicerchio”, rivista internazionale di poesia comparata.

Dopo il saluto del rappresentante del Quartiere e del direttore della rivista Francesco Stella, ha introdotto l’incontro Niccolò Scaffai, che ha curato la post-fazione alla raccolta. Merita ricordare che Stefano Carrai è nato a Firenze nel 1955. Ha insegnato Letteratura italiana all’Università di Siena; recentemente è passato alla Scuola Normale di Pisa. Tra i suoi scritti saggistici più recenti c’è “Dante elegiaco”(Olschki, Firenze 2006) e“Il caso clinico di Zeno” e altri studi di filologia e critica sveviana (Pacini, Pisa 2010). Sue poesie sono uscite in varie riviste.

Fa parte dei direttori del «Giornale storico della letteratura italiana» e de «L’Alighieri». Dirige con altri anche la collana «Testi Italiani Commentati» dell’editore Mimesis. Nel 2013 ha ricevuto il Premio Val di Comino per la Critica letteraria.

È uscito nel 2017 ”La traversata del Gobi”, il suo secondo libro di versi. “Scrivere un libro di poesia – si dice nella post-fazione – significa sempre fare i conti con la storia, quella personale e quella della forma che configura l’esperienza. L’ispirazione petrarchesca della forma-libro è un connotato fondamentale di quell’effetto Novecento che congiunge una parte della poesia contemporanea con gli autori cardine della tradizione recente.” È sotto questa costellazione che si colloca questo libro a partire dalla poesia iniziale,“In chiave”.

da sx: Francesco SellaStefano Carrai e Niccolò Scaffai.

La sala del Laboratorio di Poesia.

da sx: Stefano Carrai e Niccolò Scaffia.

In chiave

Ora per ricomporre i tuoi brandelli
anima mia
………………..altro
che canzoniere
………………………….ora
mi ci vorrebbe un mago
della sutura
………………..uno
che facesse miracoli.

L’autore sceglie un’articolazione della raccolta in sezioni nettamente scandite. Dopo la poesia iniziale, il libro si compone di otto parti, delle quali la prima (“Da una campagna di scavo”) è un poemetto diviso a sua volta in otto movimenti. Il primo movimento inizia così:

Di notte il gelo
……….e di giorno non c’erano
che sassi
…..sabbie d’oro
terra secca
…….crettata
e muriccioli erosi
carcasse di automezzi arroventate
un teatro sconfinato
di pietre
……..argilla
…………sterpi
non una sola nuvola
in cui potesse nascondersi un dio

mio padre che si faceva la barba
gorgheggiando (…)

Seguono “Dialettica del solipsismo”, “Epigrammi in blu”, “Il fiore in bocca”, “Amore d’angeli”, “Ovali”, “In cauda”.

“Amore d’angeli” ha inizio con questa affascinante poesia:

Monumentino partigiano

I compagni della sez. Gavinana
ai suoi caduti
………………………………..dice
sotto un tripode in bronzo
di mitragliatori
………………………………..la scritta umile
secca
……………..sintatticamente sgraziata
alludendo alla fiamma
saldata sul braciere.

Ma di tanta passione
e di tanto coraggio
che altro ci resta
………………………………..oggi
se non gli anacoluti?

“La Resistenza combattuta – sostiene Niccolò Scaffai nella post-fazione – alimenta così la resistenza della memoria, privata e collettiva, a cui la letteratura contribuisce e in cui trova una ragione d’essere.”

Nella raccolta, Il deserto del Gobi, appare come una potente metafora, uno spazio da attraversare e, in definitiva, “un paesaggio interiore che l’io attraversa più nel tempo che nello spazio”. Si comprende bene come il deserto da percorrere sia immagine di frammenti da ricomporre, sia rimpianto di quel che nella vita resta indietro, non trova più posto, si perde sepolto sotto la sabbia.

Il letterato e poeta Stefano Carrai ha avuto il merito di parlare nel Laboratorio di Poesia di “Semicerchio”, con sincerità e immediatezza dei venti che soffiano sulle sabbie del “suo deserto”, del modo di imprigionarli, di seguirli con la sua voce lucida e rigorosa, per proporci una tessitura poetica dalle trame piene di effetti musicali. Dalle persone presenti al Laboratorio, questo è stato colto come un grande dono.

° ° °

Nell’ambito del Laboratorio di Poesia di “Semicerchio” sono state poste a confronto, negli ultimi anni, le poesie che hanno formato l’Antologia di Roberto Mosi “Poesie 2009-2016”, Ladolfi Editore (video illustrativo: https://www.youtube.com/watch?v=FuSecM_Ox8E).

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