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“L’area di Broca” alla Casa d’Arte
La Barbagianna

 
La Barbagianna a Pontassieve.

A La Barbagianna, la casa per l’arte contemporanea sulle colline di Pontassieve (Firenze) sabato 29 giugno 2018 si è inaugurata la 27a Rassegna internazionale “Incontri d’Arte”, promossa da Alessandra Borsetti Venier.

La prima delle mostre presentate è stata illustrata dal critico Angela Sanna: “Hortus conclusus. Può una fotografia fare ombra?” di Roberto Papi.

Locandina-programma

Il critico Angela Sanna.

Le altre mostre “Contingenze” di Elisa Zadi e “Omaggio ai 70 anni di Ryosuke Cohen”, a cura di Sandro Bongiani.

Al centro della serata, la presentazione della rivista “L’area di Broca” diretta da Mariella Bettarini. La rivista fu fondata nei primi anni Settanta da Silvia Battisti e da Mariella Bettarini (con il primo titolo “Salvo Imprevisti) come “quadrimestrale di poesia e altro materiale di lotta”, autofinanziata, interdisciplinare, caratterizzata da fascicoli monografici.

Aldo Roda

Mariella Bettarini

Mariella Bettarini si è soffermata sugli oltre quaranta anni di vita della redazione, sulle personalità che hanno dato il loro contributo, sulla vitalità e vivacità del lavoro della rivista, impegnata con l’ultimo numero in corso di preparazione (“Poesia 21”), a tracciare i percorsi della poesia dei nostri tempi. I testi dei numeri sono tutti riportati online all’indirizzo L'area di Broca.

Mariella Bettarini ha letto dal recente fascicolo “Solitudini”, la sua poesia “Quante solitudini?”.

All’incontro hanno partecipato Graziano Dei, Aldo Roda e Roberto Mosi che fanno parte della redazione fiorentina della rivista, con la letteratura di propri testi e di colleghi della stessa redazione.

Roberto Papi

L'opera di Roberto Papi.

Roberto Mosi, in particolare, ha letto, da “Solitudini”, la poesia di Maria Grazia Cabras “Inverni” e il proprio testo “La solitudine del cavaliere”. Mosi si è soffermato sulla figura del “cavaliere solitario” che ha ripreso in diverse composizioni, come nell’e-Book “Firenze, foto grafie”; nella raccolta “Navicello Etrusco”, “Il cavaliere della centrale elettrica”, ed. Il Foglio 2018, pag. 16; nel saggio “L’intrigante relazione fra poesia e fotografia”, n. 518-519, di “Testimonianze” (“Con gli occhi dei poeti).

Alla fine della bella serata dedicata all’arte e alla poesia, il rientro per gli amici de “L’area di Broca” a Firenze, lungo la strada statale che costeggia l’Arno. Nella notte incombente è toccato alla luna, piena, dare il suo spettacolo sulle acque del fiume ed è stato immediato aprire l’obiettivo della macchina fotografica “Olympus” per catturare immagini che risuonano di poesia.

La solitudine del cavaliere

Cavaliere solitario fiero
sul ronzino, nella mano
la lancia tesa nel vento
sciarpa azzurra di seta
per scudo la bisaccia
colma di storie di eroi.

Cavalca in senso contrario
contro le regole, inseguito
dalle guardie, in mezzo
alla folla, alle carrozze
ai carri maleodoranti
fermi al semaforo rosso.

Cavaliere errante nella città
in sella al ronzino, sopra
i gas di scarico la testa eretta,
si scontra con le greggi
dei penduli cellulari
con le mandrie dei turisti,

 

Corre sul cavallo lungo
mostruosi cantieri,
ruotano mulini a vento
svettano aeree trivelle
occhieggiano cavità
di polveri fumanti.

Cantieri, officine
della città, dei futuri
nonluoghi, crogiolo
di solitudini urbane,
il paesaggio che avvolge
il cavaliere solitario.

Castello incantato
la meta ogni sera,
all’ultimo piano. Lega
il ronzino al fanale
della strada, sale in alto
con le storie degli eroi.

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