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Il “Navicello Etrusco”
affonda nelle acque dell’Arno

Festa straordinaria la sera del 13 luglio 2018 sulle rive dell’Arno, ai piedi del Ponte Vecchio, presso la sede dei Canottieri di Firenze, per festeggiare Simonetta Cartoni, nota sportiva, vincitrice di due edizioni della corsa del “Passatore”, dalla città a Faenza, amante della letteratura, del teatro, protagonista di vari progetti culturali.

Nel corso della serata canti in ottava rima a lei dedicati da parte di Renato Simoni e poesie di Roberto Mosi. Una di queste celebra le passioni dell’amica Simonetta, la nostra “Principessa”.

Canto per una Principessa

Simonetta ama il Teatro,
una vera Passione per il Romanzo
da per – correre a gambe alzate
nel vento al ritmo del suo cuore
in testa al gruppo forsen – nato
di amici, amanti, ammiratori
il traguardo lontano, lontano
fra grida e applausi, lancio
di baci innamorati, le luci
i riflettori del palco scenico accesi
in scena rin – novate scene
di Passione, d’Amore

La serata è stata l’occasione per ricordare precedenti incontri ai Canottieri, di musica, poesia, disegno all’impronta, con la partecipazione dell’attore Carlo Monni, del flautista Pierluigi Mencarelli, del pittore Enrico Guerrini e la presentazione di Raccolte poetiche di Roberto Mosi (si vedano “L’invasione degli storni”, Gazebo 2012, e i resoconti apparsi su “Occhio all’Autore” di Literary), fino a riprendere il filo con l’ultimo libro “Navicello Etrusco. Per il mare di Piombino” (edizioni Il Foglio, 2018). La poesia dedicata nel libro alla città di Piombino.

Città nave

Si spezza la risacca
sulla prua del faro,
le ciminiere liberano a poppa
i fumi dell’altoforno,
al centro il lungo ponte
il corso costellato di torri.

Dalla terrazza dell’albergo
respiro l’aria del mare
scorgo la linea rosa



dei monti. I gabbiani
saettano striduli
padroni del cielo.

Marta passerà nel corso
sul passeggino, da principessa.
Saluteremo gli errabondi
gabbiani in un girotondo
di risa felici per liberare
gli ormeggi della città nave.

L’Arno è stato fra i protagonisti della serata, con le sue luci, la folla sulle rive e sui ponti schierata, come ogni sera, davanti allo spettacolo del tramonto; particolare poi l’avventura di un piccolo “Navicello” di carta, sfuggito al “mare di Piombino”, che varato dall’autore nelle acque del fiume, è clamorosamente affondato.

E per finire il racconto della serata, il viaggio in barca degli ospiti alla festa, nella notte, in barca, guidata da Paolo, Caronte fiorentino, fra i palazzi illuminati, le ombre dei ponti, i riflessi delle luci dei lungarni, sorvegliati dallo sguardo misterioso dell’ “Estate”, al Ponte a Santa Trinita.

Roberto Mosi.

Il ritorno ai Canottieri, ai piedi degli Uffizi - fra l’invidia, forse, degli ultimi turisti curiosi dalle spallette dei lungarni - sospinti dalla pertica del nostro “Caronte” e accolti, idealmente dalla, “Venere” del Botticelli, scesa anche lei, dagli Uffizi alle rive dell’Arno.

Visione [“Concerto”,Gazebo]

Venere spinta dai venti
giunge alla riva,
ai piedi della Galleria
degli Uffizi, dove
un tempo sorgeva
il porto romano.

Flora accoglie la dea,
la coperta ricamata
di gigli fra le braccia.



Mano nella mano
salgono la scalinata,
raggiungono gli Uffizi.

L’Alba si annuncia.
C’è ancora il tempo
per intrecciare una danza,
per invitare Mercurio
a rinnovare il rito
per un nuovo Rinascimento.

Momenti e pensieri dell’incontro rivolti, in definitiva, alla magia del Rinascimento e dell’amica Simonetta, anima e protagonista della serata.

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