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Una sirena in terra di Toscana

la terra della dea Turan, dea dell’amore e della rinascita

Marina

Un parco di alberi d’alto fusto nella a zona elegante del Salviatino
che, oltre il quartiere di Campo di Marte, occupa le prime colline sotto il paese di Fiesole.

Villa di Camerata oggi Ostello della Gioventù.

Festa grande domenica 4 novembre 2018 per l’amica giunta tanto tempo fa da Napoli, il mare della sirena Partenope, a Firenze, in terra Etrusca, la terra della dea Turan, dea dell’amore e della rinascita.

La cornice della festa è stata la villa di Camerata del XVI secolo, dove oggi è ospitato l’Ostello della Gioventù, circondata da un parco di alberi d’alto fusto. La zona è quella elegante del Salviatino che, oltre il quartiere di Campo di Marte, occupa le prime colline sotto il paese di Fiesole.

Turan

Sirena

Decorazione.

Sala del ballo.

L’incontro è stata l’occasione anche per la scoperta di alcune ricchezze della villa, di solito non molto conosciute, come il giardino, il salone delle feste con preziosi affreschi e stucchi, lo spazio per l’orchestra, vetrate e arredi di un luminoso passato.

Fra i doni degli amici per l’amica Marina, alcune brevi, semplici poesie. Fra queste una poesia legata al mito della sirena Partenope che seguì la nave di Ulisse fino al mare di Napoli. La figlia di Partenope proseguì – almeno nell’immaginazione degli amici di Marina – fino alla Toscana e raggiunse dalla foce dell’Arno, le bellezze di Firenze.

Salone.

Soffitto con segni zodiacali.

Penelope di Enrico Guerrini.

Un gioco della fantasia un po’ azzardato? Può darsi ma sono stati sinceri e pieni di affetto gli auguri degli amici fiorentini per l’amica Marina, a rimanere ancora fra loro per un lunghissimo periodo di tempo, nell’antica terra della dea Turan.

ὅς τις ἀϊδρείῃ πελάσῃ καὶ φθόγγον ἀκούσῃ
Σειρήνων, τῷ δ' οὔ τι γυνὴ καὶ νήπια τέκνα
οἴκαδε νοστήσαντι παρίσταται οὐδὲ γάνυνται,
ἀλλά τε Σειρῆνες λιγυρῇ θέλγουσιν ἀοιδῇ, …

A colui che ignaro s'accosta e ascolta la voce
delle Sirene, mai più la moglie e i figli bambini
gli sono vicini, felici che a casa è tornato,
ma le Sirene lo incantano con limpido canto …

Omero Odissea XII, 39-46

Venere a Firenze.

Venere.

A Marina

Invano le Sirene tentarono
Ulisse con limpido canto.

Partenope inseguì la nave
di Ulisse dall’isola
delle canore sirene
al golfo di Napoli.
Rese sonora di canti
e di luci la città.

Sua figlia Marina,
le lunghe trecce nere
lo sguardo pieno d’amore,
riprese il viaggio
della madre fino all’Etruria.

Passò la fiamma
della bellezza aspra
di fuoco, alla dea Turan
la dea della rinascita
e dell’amore.

Risalì l’Arno
dalla foce di Marina,
per giungere alle nostre rive
su un vascello di madreperla
spinta da un vento benevolo.

Su queste rive è rimasta.
Nelle acque del fiume
i riflessi di settanta stagioni:
Partenope, Turan, la nostra Marina
l’amica di sempre.

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