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La presentazione della raccolta

Il profumo dell’iris

Bella serata la settimana trascorsa alla Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti “Casa di Dante” di Firenze di giovedì 17 gennaio 2019, per la presentazione della nuova raccolta di Roberto Mosi, pubblicata da Gazebo Libri, che raccoglie poesie dedicate alla città dove l’autore vive, alcune inedite altre riprese da precedenti raccolte, a partire da Florentia, Gazebo 2008.

La visione di Firenze è scandita secondo la trama delle piazze, le strade, le colline, dei luoghi ben conosciuti dal poeta, che invita il lettore a camminare con lui per la città, per condividere sensazioni, immagini che emergono dal profondo, ricordi legati alla vita personale e a quella di una comunità dal carattere particolare. L’iris è il fiore simbolo di questa città, celebrato dalla poesia della raccolta, L’erta dei Catinai, testo che compare in quarta di copertina:

… dopo l’erta dei Catinai
si apre la vista su Firenze,
città di bellezza elegante
preziosa come il profumo
dell’iris, dal tono austero,
riservato. Si concede solo
a chi la ama, la sa apprezzare.

Umberto Zanarelli.

Renato Simoni.

Il Presidente Riccardo Carapelli.

Articolata la serata alla Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, animata da letture, musica e canto. Dopo il saluto del presidente Riccardo Carapelli, Mariella Bettarini, direttrice di Gazebo Libri, ha espresso la sua soddisfazione per questa nuova pubblicazione che si va ad aggiungere alla “storica” Collana di poesia e prosa: un libro composito e complesso che riprende lo spirito di Florentia e coniuga, allo stesso tempo, energia e dolcezza – i caratteri della città di Firenze – presentando un canto poetico intriso delle vicende della vita.

Franco Margari e Angiolo Pergolini agli strumenti.
L'autore Roberto Mosi e l'editrice Mariella Bettarini.

Giuseppe Baldassarre, coordinatore di “Pianeta poesia”, ha ricordato che, dopo Florentia del 2008 Roberto Mosi dedica un nuovo volume all’amata Firenze. Non tanto un ripetersi quanto un confrontarsi con temi carichi di significato per l’autore, spostandosi in un itinerario elicoidale, con una visione in progress. “Non un album di cartoline o fotografie artistiche: c’è la scelta visiva, il punto di vista che mette in risalto il soggetto – ha sostenuto Baldassarre – Nell’architettura, nello scorcio urbano, nel paesaggio descritto si inserisce, però, la soggettività dell’autore, il quotidiano necessario, il sentimento dell’uomo. Ed entra anche, quasi spontaneamente, la Storia, con la iniziale maiuscola. Si crea un effetto sincronico e armonioso, che il linguaggio nitido riesce a rendere in modo efficace. Una visione tridimensionale, direi: linee della città e del suo territorio, la storia del quotidiano e dell’io, la Storia con la maiuscola. E in questa costruzione a tre dimensioni vive una forte tensione etica, un’anima da uomo planetario, come lo definiva padre Balducci”.

Disegno di Enrico Guerrini realizzato all'impronta.

Le letture sono state affidate a Giulia Capone Braga, Renato Simoni e all’autore. Renato Simoni ha dedicato, in particolare, una mirabile canzone in ottava rima alla raccolta. Le prime due strofe:

Il profumo dell’iris vo leggendo,
ultima nata silloge del Mosi,
emblema di Firenze, fior stupendo
che colora in aprile i cigli erbosi.
Leggo e nella mente mi sorprendo
come sciorini i suoi versi estrosi.
Coetaneo sono e concittadino!
Forse lui è guelfo ed io son ghibellino?

Racconta la città con sguardo fino,
per mano ti conduce e fa da guida.
Osserva…ed al cuor sente vicino
ciò che per strade e vicoli s’annida.
Quello che vede lungo il suo cammino
trasforma in oro, novello re Mida.
Ma come fa a scovare la poesia
nei nonluoghi, il mercato e la tramvia?

Giuseppe Baldassarre.

Paola Lucarini.

La musica è stata affidata alle straordinarie chitarre di Angiolo Pergolini e Franco Margari, al meraviglioso pianoforte di Umberto Zanarelli. Particolarmente felice la combinazione fra il testo delle poesie e i brani musicali, scelta da Umberto Zanarelli dalla terza parte (“Le colline e oltre”) della raccolta:

L’anello delle colline, pag. 70: Renato
Strauss jr. Voci di primavera op. 410

Oltre l’Appennino, pag. 77: Renato
Chopin – Prelude op. 28 n. 20

Sulla via Francigena, pag.79: Giulia
Vivaldi – Largo dal Concerto in fa min. N. 25

Amo le parole, pag. 81: Roberto
Schumann – Eusebius da Carnaval op. 9

Una serata, dunque, felice, accolta con entusiasmo dal pubblico, calda, si può dire, in una stagione quanto mai fredda, di pieno inverno. Nell’aria, però, già il profumo dell’iris.

Il pubblico presente in sala.

La raccolta Il profumo dell’iris, Gazebo Libri, pagg 88, euro 8,
è presente presso la Libreria Salvemini, p. Salvemini 18, Firenze, tel. 055 2466302.

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