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“Orfeo in Fonte Santa”.

La Natura fra poesia e fotografia

“Orfeo in Fonte Santa” per Ottagono.

Stendardo della mostra.

Notevole interesse ha suscitato la Mostra “Orfeo chi? Metamorfosi di un mito” organizzata dal gruppo “Officina del Mito”, presso le sale di esposizione del Circolo degli Artisti “Casa di Dante” di Firenze, formato da artisti interessati alla pittura, scultura, poesia, fotografia, musica. La Mostra è rimasta aperta per quattro settimane nel mese di marzo 2019, animata da più eventi dei quali si è riferito su Literary (“Occhio all’autore”). L’occasione della Mostra, che segnava il terzo appuntamento delle esperienze dell’“Officina del Mito”, si è rilevato un importante momento di scambio di suggestioni artistiche, di confronto e incontro fra le espressioni dei diversi linguaggi.

Installazione di Roberto Mosi “Orfeo in Fonte Santa”.

La via delle Maremme e il rifugio di Fonte Santa.

Il ricordo della lotta partigiana al Rifugio Fonte Santa.

È apparso naturale al termine del periodo dell’esposizione, raccogliere il pensiero dei dieci artisti partecipanti all’iniziativa, sull’esperienza svolta nell’ambito del gruppo e l’invito a illustrare, da parte di ognuno, il progetto che ha sostenuto ogni opera. Il presidente del Circolo, Franco Margari, si è incaricato insieme a Angelo Pergolini, di raccogliere apposite interviste in corso di pubblicazione su YouTube.

Con il presente resoconto si riporta l’intervista rilasciata da Roberto Mosi al presidente Franco Margari:

"Orfeo in Fonte Santa"
Intervista a Roberto Mosi che presenta la ricerca poetica e fotografica del progetto (YouTube).

L’intervistato ricorda con l’intervista, che il progetto prevede il poemetto, preparato per l’occasione, “Orfeo in Fonte Santa”, in diciotto canti, e la ricerca di immagini “simbolo”, riprese con la macchina fotografica in una località sulle colline fiorentine, Fonte Santa, attraversata da un antico sentiero dei pellegrini, della transumanza, del commercio (via delle Maremme) e, oggi, di attività sportive e della ricreazione. Questa via passa presso una celebre Fonte, ricordata in più occasioni storiche. Compresa quella della frequentazione, nel Seicento, da parte di gruppi dell’ “Arcadia” fiorentina. Il clima del luogo è particolarmente felice per i venti salubri che lo investono: è segnalato come una vera e propria nicchia ecologica.

In questo ambiente “rivive” lo spirito di Orfeo, la voce del cantore – equiparata a quella della Fonte – il personaggio mitico, nel mezzo della natura, che gli animali, le pietre e gli alberi ascoltano attenti e rapiti. Questi scenari naturali implicano che le origini mitiche si situino nelle lande selvagge della Tracia; ma Orfeo prende vita, entra nel mondo, ovunque vi siano animali, pietre e alberi – come, appunto, nel bosco di Fonte Santa. Orfeo arriva al cuore del mondo della natura grazie alla sua arte, e attraverso quest’arte la natura entra nel linguaggio e diventa poesia: è “il primo, vero ambientalista” della storia, una dimensione poetica da ridestare, da rivivere per dare una vera anima, nei tempi odierni delle violenze all’ambiente: la poesia, il canto “orfico” può essere uno strumento potente, al di là di discorsi moralistici o meramente economicistici, per salvare il mondo della Natura.

Sassoscritto in etrusco sulla via delle Maremme.

La città di Firenze vista dal bosco di Fonte Santa.

Una via che viene richiamata con il progetto “Orfeo in Fonte Santa” e nell’intervista rilasciata a Franco Margari, sopra richiamata, nella quale sono sottolineati i passaggi della ricerca poetica condotta con il poemetto dedicato a Fonte Santa, della ricerca delle immagini “simbolo” condotta lungo il sentiero della via delle Maremme, sempre, a portata di mano, le Metamorfosi di Ovidio – il libro XI, in particolare – e l’eco incantato dei Sonetti a Orfeo di Rainer Maria Rilke.

Antica Fornace Agresti del cotto nella vicina Impruneta.

Autunno in Fonte Santa.

Ecco con alcune strofe dal poemetto “Orfeo in Fonte Santa”, in corso di pubblicazione, e alcune fotografie di angoli magici della natura di Fonte Santa.

Orfeo in Fonte Santa

II. Il canto mi prende, mi porta
a cantare lo scorrere del tempo
nel bosco sacro di Fonte Santa,
accordo la mia voce al suono
delle acque, al respiro del vento,
al vibrare delle foglie, guidato
dalla musica del flauto d’oro.
….

IV. Incredibile la vita della fonte
abitata dagli angeli arrivati
dal cielo, dalle radici della
terra per la via delle acque.

Angeli migranti danzano
leggeri come il vento che
giunge dal Mediterraneo,
s’ingolfa per la valle dell’Arno,
spartisce lo slancio per i costoni
della Cupola e germina
di rari fiori la Costa del Sole,
il crinale generoso di acque.

Il vento conserva i segreti
di quelle terre, accoglie insieme
alla fonte memorie del passato,
scioglie il filo del pensiero.

V. Incredibile la vita della fonte
i nomi preziosi Santa, Sacra
Fonte dei Baci, Fonte Castalia
memorie di bagni “d’acqua
rugiadosa che par venga proprio
dalla via lattea” sulla Costa
del Sole, …

La retta della via delle Maremme,
del transumare dai monti al mare
il semicerchio etrusco da Fiesole
a Volterra, al centro il Sasso
Scritto, il sentiero in cerchio
del Rinascimento per le colline
intorno a Firenze, la retta del
del Pioneer lanciato nell’universo

XIII. Fonte degli amanti, mai sazi
di baci, avvinti nell’ombra
del bosco odoroso di fiori
marini, raggiunto in ogni
stagione, promessa di giochi
d’amore, il vento nei capelli.

Le acque canore abitate
da ninfe vestite di foglie
e rose, inseguite da fauni
fra lo stridore dei rami.

Il respiro di Turan, la dea
etrusca dell’amore, soffia
fra gli alberi del bosco.

XVII. Il canto, compagno di Orfeo
nel viaggio fra stelle ambigue,
poeta eroe, violentato
dalle Baccanti indemoniate.

Risuscita fra le costellazioni,
con il suono della Lyra,
la testa tagliata dal busto
prosegue il cammino nel
tempo, fino a noi, ci esalta,
ci spaventa, eroe canoro
di ieri catapultato nell’oggi.

Macchia della Rosa canina in “Fonte Santa”.

Il bosco in “Fonte Santa”.

Termina così la ricerca, a “dieci voci”, dell’Officina del Mito sulla figura di Orfeo, una ricerca con vari e appetitosi frutti. Verso quali nuovi lidi i mitonauti dirigeranno nei tempi prossimi la prua della loro nave?

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