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La Raccolta “Orfeo in Fonte Santa”
di Roberto Mosi al Museo CAD

Il Museo CAD in via degli Artisti a Firenze.
L'intitolazione dell'evento.

Nel quartiere fiorentino presso Piazza Donatello e via degli Artisti, frequentato da prestigiosi artisti della città e che ospita la Galleria Donatello e la Galleria Carnielo, è nato nel 2015 il Museo CAD, di Amalia Ciardi Duprè. Praticamente il sogno di una vita dove all'interno sono esposte alcune delle opere più recenti di Amalia. Il Museo CAD, nato dal desiderio dell'artista di dare una collocazione definitiva a tante sue opere, “vuole essere il primo Museo al femminile aperto e guidato da una Donna, Amalia Ciardi Duprè, che con la sua arte ha saputo è tutt'oggi trasmette il suo amore per la Cultura nel senso più grande del termine”.

Il M° Umberto Zanarelli al pianoforte

Roberto Mosi nel corso di una lettura.

Il Museo CAD dispone di un ambiente ideale e particolarmente suggestivo per organizzare conferenze, presentazioni di nuove pubblicazioni o incontri a "tema". Un ambiente unico e suggestivo nel cuore di Firenze.

Il M° Umberto Zanarelli mentre illustra al pubblico il programma.
Roberto Mosi e il M° Umberto Zanarelli.

In questo spazio prestigioso, il pianista Umberto Zanarelli ha portato a conclusione, il 30 maggio scorso (2019), l’ultimo, di una rassegna di quattro appuntamenti musicali, incentrato sul mito di Orfeo ed Euridice, con il titolo “Orfeo musico del cosmo – metamorfosi di un mito”. Zanarelli ha ripercorso il mito greco con maestria, con l’ausilio della proiezione di immagini d’arte e di quadri di sintesi, con l’esecuzione di brani musicali al pianoforte, accompagnati da suggestive spiegazioni delle tematiche scelte, con riferimento alla letteratura, pittura, scultura, cinema, musica. Ha eseguito brani musicali da Liszt, Handel, Gluck, Ciaikowkij, Wagner, Liszt.

La dea etrusca Turan.

Il compianto.

Roberto Mosi nel corso dell’incontro ha letto brani dalle Metamorfosi di Ovidio, riferiti alle vicende dell’eroe-cantore della Tracia. Ha ricordato che il celebre poema che compie duemila anni, si apre con i versi:

“A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi
mi spinge l'estro. O dei, se vostre sono queste metamorfosi,
ispirate il mio disegno, così che il canto dalle origini
del mondo si snodi ininterrotto sino ai miei giorni.”

In occasione di questo incontro, è stata presentata la Raccolta poetica “Orfeo in Fonte Santa”, di Roberto Mosi, Giuliano Ladolfi Editore (Borgomanero, maggio 2019) con la lettura di alcuni passi e primi accenni all’opera; un incontro che sarà ripreso in maniera più diffusa nella prossima stagione autunnale del Museo CAD.

La Raccolta, è stato ricordato, riprende il racconto mitico di Orfeo che si origina nel passato e rivive oggi in forme rinnovate, tracciando la trama della vita che ripete sé stessa con voci diverse, dagli echi lontani eternamente nuovi e antichi, allo stesso tempo. La storia si dipana ed emerge come acqua di fonte – “Fonte Santa” - come specchio riflettente età arcane, più vicine a noi o vicinissime, con la guerra partigiana e il suo eroe mischiato agli dei dell’Olimpo etrusco e ai cantori Antellesi, poeti del Seicento, dell’Arcadia fiorentina, che dalla città salivano alla Fonte. Tutto fluisce con la naturalezza della musica del fogliame e l’incanto della natura boschiva, ritratta nelle immagini fotografiche dell’autore, e che, soprattutto nella poesia, semina vibrazioni intense, suggestioni liriche e un forte respiro emozionale.

L’autore ha letto alcuni brani della Raccolta che esprimono queste atmosfere.

Roberto Mosi.
La voce della Fonte

III - Offrirò il suono dei ricordi
per il canto dell’esistenza.

Il passato si intona all’oggi,
un accordo di alternanze
sonore, silenzio e respiro,
elementi primi della vita.

Il canto celebra le cadenze,
vive nel fluire dell’ispirazione
nella voce della fonte, scandisce
il battito del tempo, interrompe
il suono e lo riaccende.

I segreti del vento

IV - Incredibile la vita della fonte
abitata dagli angeli arrivati
dal cielo, dalle radici della
terra per la via delle acque.

Angeli migranti danzano
leggeri come il vento che

giunge dal Mediterraneo,
s’ingolfa per la valle dell’Arno,
spartisce lo slancio per i costoni
della Cupola e germina
di rari fiori la Costa del Sole,
il crinale generoso di acque.

Il vento conserva i segreti
di quelle terre, accoglie insieme
alla fonte memorie del passato,
scioglie il filo del pensiero.

Orfeo, l’eroe canoro

XVII – Il canto compagno di Orfeo
nel viaggio tra stelle ambigue,
poeta eroe, violentato
dalle Baccanti.
Risuscita fra le costellazioni
con il suono della Lyra.
La testa tagliata dal busto
Prosegue il cammino nel
Tempo, fino a noi. Ci esalta,
ci spaventa, eroe canoro di ieri
catapultato nell’oggi.

Si può dire, in conclusione, che ancora una volta la figura di Orfeo è stata un guida preziosa, per una sera, in uno spazio magico dedicato alle opere di Amalia Ciardi Duprè, lungo i magici sentieri della poesia, della musica, dell’arte.

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