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L’ex-manicomio di San Salvi
e la poesia di Pablo Neruda

Manifesto per la cultura a San Salvi.

Manifesto estate 2019.

Nel mese di giugno abbiamo partecipato alla Visita dell’ex-manicomio di San Salvi a Firenze - la 600° - organizzata dalla compagnia teatrale “Chille de la balanza”. La compagnia ha residenza da 20 anni all’interno dell’area dell’ex-manicomio, vi entrò perché così volle l’ultimo direttore, Dr. Carmelo Pellicanò – dopo il 1978, l’anno della Legge Basaglia - per accompagnare la chiusura del manicomio fiorentino con “il contemporaneo ingresso della città di Firenze…nella città negata di San Salvi”, favorendo la nascita di un presidio culturale permanente. Da allora molte le presenze di spettatori provenienti anche da altre regioni e nazioni (Francia, Germania, Inghilterra, Portogallo, Stati Uniti). In questo manicomio fu ospitato, per un breve periodo, il poeta di Marradi, Dino Campana.

La Campagna Chille per San Salvi "Città aperta".

Zona d'incontro prima della visita.

Il progetto relativo alla memoria e valorizzazione del luogo, è riconosciuto e finanziato dallo Stato, dalla Regione Toscana, dal comune di Firenze e dall’Area Metropolitana, ed ha ricevuto riconoscimenti internazionali. Il progetto “C’era una volta…il manicomio”, affabulazione itinerante, è guidato dall’attore Claudio Ascoli ed altri componenti della Compagnia Chille de la balanza, è un viaggio nei ricordi: duro, emozionante, divertente, ogni volta diverso dalla precedente… perché San Salvi possa davvero ripartire dalla cultura e dalla memoria!

Non sono solo semplici visite, ma passeggiate-spettacolo dentro San Salvi, nel cuore di quello che fu il manicomio di Firenze. L’anno scorso il progetto C’era una volta…è arrivato anche in altri 17 ex manicomi d'Italia.

La ciminiera della lavanderia.

Un porticato.

Abbiamo partecipato dunque alla visita nel mese di giugno con un gruppo di circa cinquanta persone, secondo un itinerario di grande suggestione per cortili, passaggi, spazi d’incontro e di reclusione, giardini. Particolarmente significativa la visita al grande murale composto nel 1978 sulle pareti di un edificio ai margini del complesso, realizzato per ricordare l’apertura del manicomio, con i versi di una poesia di Pablo Neruda, “La città”.

Nel cartello posto presso l’edificio, abbiamo potuto leggere:

Memorie dell'attività espressive dei degenti.

Cartello per l'edificio dedicato alla Liberazione del Manicomio.

“Nei giorni dal 25 aprile al 1° maggio San Salvi, ancora città manicomio, si apre a Firenze. Psichiatri, infermieri, studenti, lavoratori organizzano una grande festa popolare che vede la partecipazione di migliaia di persone alcune delle quali entrano per la prima volta a San Salvi: giovani, donne, uomini, bambini, anziani incontrano i matti”.

“Un gruppo di giovani – si legge sempre nel cartello – decide di realizzare nell’occasione un murale sulla facciata di un edificio posto al confine dell’immensa area; lo fanno durante la festa con la guida di due artisti esuli cileni: sono gli anni immediatamente successivi al golpe di Pinochet. I ragazzi colorano collettivamente un grande disegno creato dagli esuli cileni al cui centro campeggia la bella poesia “La città” che Pablo Neruda dedicò a Firenze quando nel gennaio del 1951 venne a ritirare la cittadinanza onoraria a lui conferita dal primo sindaco del dopoguerra, Mario Fabiani, un operaio, che il poeta incontrò nell’occasione  Nel 1978 arriva a compimento il lungo percorso di superamento del manicomio avviato da Franco Basaglia nel 1961 a Gorizia. Il 13 maggio veniva infatti approvata la legge 180 ed iniziava un lungo e complesso processo di chiusura dei manicomi che si sarebbe concluso solo dopo oltre venti anni”.

Versi poesia di Pablo Neruda.

Versi e poesia dei degenti.

Ancor oggi si può leggere sul muro della casa, a fatica per la vegetazione e lo stato di degrado del luogo:

E quando nel Palazzo
Vecchio,
bello come un’agave di pietra,
salii gli scaloni consumati,
attraversai le antiche stanze,
e venne a ricevermi
un operaio,
capo della città, del vecchio fiume,
delle case tagliate come in pietra di luna,
io non mi sorpresi:
la maestà del popolo governava.

(Pablo Neruda, Le uve d’Europa, in Poesie, trad. di Dario Puccini, Firenze, Sansoni, 1962)

Versi e poesia dei degenti.

Versi e poesia dei degenti.

Una visita, quella a San Salvi, che suscita profondi pensieri sulla memoria della follia, sulle storie di sofferenze patite da tante donne e uomini fra le mura del manicomio. Ed ancora una volta la poesia – quella di Pablo Neruda – si pone al centro della nostra esperienza, per incontrare fili di speranza e ricordi di riscatto sui passi della comunità umana.

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