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Una notte sul fiume con Marcel Proust

10 luglio 2019

Ogni anno il 10 luglio viene ricordato in vario modo e da diversi soggetti, l’anniversario della nascita centoquarantotto anni orsono dello scrittore Marcel Proust, a Parigi. Fra i vari modi di celebrare questo ricordo, mi sembra particolare quello della Rivista letteraria online www.laRecherche.it, promossa dalla omonima Associazione culturale con sede a Roma.

L’Associazione pubblica ogni anno sul sito, nella forma di e-book, un’Antologia in onore dell’autore francese, dedicata ogni volta ad un tema del mondo proustiano e composta dai contributi, sottoposti ad un apposito vaglio, che inviano i lettori.

Una cana al Ritz, 2015.

Gli Uffizi e scorcio del Palazzo Vecchio.

L’impresa ha preso l’avvio dieci anni fa e gli argomenti proposti via via sono facilmente immaginabili, da quello della memoria al viaggio, ai segni dell’arte e della musica, resi nella forma del racconto o della poesia, della fotografia o del disegno. Significativa l’esperienza del 2015 dedicata ad “Una cena all’Hotel Ritz”, illustrata, da parte mia, da un resoconto, fotografie e disegni, riportati da Literary, alla voce “Occhio all’autore” http://www.literary.it/occhio/dati/mosi_rob/una_cena_al_ritz_in_compagnia_di.html

Curioso il tema di quest’anno, l’invito a parlare di “una notte magica”, partendo, in forma libera, dalla suggestione di una notte, immaginaria, che il Narratore de La Recherche, trascorre in un padiglione del Bois de Boulogne, a Parigi, con gli amici più cari e alcuni personaggi insoliti, invitati per l’occasione.

Da parte mia ho raccolto l’invito – come negli anni passati – a partecipare all’iniziativa e ho immaginato una notte “speciale” dedicata a un viaggio di un gruppo di amici sull’Arno, su una barca da renaiolo. Per il mio intervento, poetico, il riferimento è stato, in particolare, al viaggio tanto desiderato dal Narratore a Firenze (si veda “Dalla parte di Swann”, Parte terza “I nomi di paesi: il nome”) e l’incontro immaginato – ma poi svanito – con la città e il Ponte Vecchio, le sponde dell’Arno piene di anemoni e giunchiglie.

Sul fiume di notte

“...
pensavo che già il Ponte Vecchio era cosparso
a profusione di giacinti e d’anemoni,

Marcel Proust,
Dalla parte di Swann,
Parte Terza,  Nomi di paesi: il nome
La barca scivola al centro
del fiume foderato di notte,
la pertica affonda nell’acqua
spinta nel fondo dal barcaiolo.
Le braccia del Ponte Vecchio
si aprono illuminate di finestre,
la voce della guida s’infrange
nella volta di pietre dell’arcata.
Si compie l’incontro sognato
con la città di Giotto, per dono
il viaggio nella notte con gli amici
che intendono il respiro dell’Arte.

La barca taglia lo sfavillio
dei colori accesi dai fanali,
sfiora il cartiglio di marmo, la testa
di caprone, al Ponte a Santa Trinita.
Giacinti e anemoni
sulle sponde,
si riflettono i palazzi nell’acqua,

 s’immergono con gli occhi sgranati
verso di noi, fianco a fianco.
Nell’ombra scintillano d’emozione
gli sguardi degli amici, le sciarpe
di seta, i fiori della “
Primavera
”,
i tratti della “
Madonna del Magnificat
”.
Silenzio, la città è lontana,
sprofondata nel sonno, regala
la visione delle forme più nascoste
come un’amante addormentata.
Un colpo di pertica più deciso,
la barca si gira rapida, sulla via
del ritorno, l’”
Estate
” dal ponte
sembra sporgersi nel fiume
sullo sfondo la “
Giustizia

in piedi sulla colonna, vola
verso di noi, poi ritorna al suo
posto, la bilancia che oscilla.
Stringiamo le mani commossi
dal dono di queste visioni,
unisce il filo della memoria,
lo studio di Eltsir, le passeggiate.
Davanti all’arco sul Piazzale
degli Uffizi, la barca dirige
verso la riva, Palazzo Vecchio,
altissimo, ci viene incontro
la torre, corolla fiorita di luci.
Il barcaiolo solleva la pertica.
Guardiamo con sguardi nuovi
il fiume foderato di notte.

Ho ripreso, d’altra parte, l’esperienza di una spedizione notturna in barca con la mia fedele macchina fotografica. È sorprendente l’incontro con il paesaggio notturno del fiume immerso fra le sponde della città, con effetti di “spaesamento”, analoghi a quelli che il Narratore descrive in maniera magistrale per la visione dei campanili di Martinville “Dalla parte di Swann”, BUR, pag. 272).

Roberto MOsi in occasione della Cena al Ritz, 2015 Luci sulll'Arno di notte.

Per l’anniversario di Marcel Proust insieme all’espressione di un pensiero devoto, il piccolo dono di “una notte magica” sul “fiume foderato di notte”, come è riportato nell’Antologia per l’anno 2019, alle pag. 105-108 (www.larecherche.it , AA.VV, Antologia Proustiana a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani, “Una Notte Magica”, copertina di Alessandra Magoga).

Nel mio racconto immaginario, Marcel Proust riesce a raggiungere dunque Firenze – contrariamente a quanto si racconta nel romanzo – in una notte straordinaria sull’Arno. Proust rimane in definitiva per noi una presenza costante e ogni anno, il 10 luglio, siamo in trepida attesa per incontrarlo di nuovo.

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