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“Eco poesia al tramonto,
sul golfo di Baratti”

Ancora una volta, per il giorno di Ferragosto di questo anno, abbiamo assistito con un gruppo di amici, insieme ad una folla di spettatori, allo spettacolo del tramonto dalla spiaggia e dal sentiero dei Cavalleggeri, che circonda il golfo di Baratti, non lontano da Piombino, sorvegliato da un lato, dall’alto, dalla città etrusca di Populonia e delimitato, dall’altro lato, dagli scogli della Cala del Pozzino.

Navicello nel golfo di Baratti.

In alto la città di Populonia.

Al centro del golfo era all’ancora un navicello a due alberi, circondato dal via vai di numerosi natanti. Intorno a noi l’attesa molto partecipata del tramonto, alcune ragazze intrecciavano passi di danza, bagnanti, intere famiglie, di ogni provenienza, erano schierate sulle sdraio e sulla sabbia con lo sguardo rivolto fisso in avanti, pronte ad una lunga attesa, dal lento tuffo nel mare del sole al tramonto, all’apparire improvviso del raggio verde, all’incendio rosso del cielo, fino allo sfrangiarsi delle nubi, infuocate, per lasciare la scena alle prime stelle. Vi è da dire che in alcune, serate dalla luce particolarmente intesa, al culmine dello spettacolo si alza un improvviso applauso dalla folla degli spettatori.

Il sentiero dei Cavalleggeri.

Roberto Mosi.

Gli scogli della cala del Pozzino.

La danza dei ragazzi al tramonto.

Da parte nostra abbiamo cercato di catturare, la sera del Ferragosto, le diverse scene con la macchina fotografica, dalla spiaggia, dagli scogli della Cala del Pozzino, dalla macchia intricata del Sentiero dei Cavalleggeri, un occhio particolare rivolto agli sguardi meravigliati delle persone. Ci è sembrato opportuno riportare le immagini anche in sequenza in un apposito video:

Ecopoesia al tramonto su Baratti (YouTube)

Navicello etrusco. Per i mare di Piombino (YouTube).

E’ da dire che la barca a due alberi ferma al centro del golfo, richiama, naturalmente, la recente Raccolta “Navicello Etrusco” (Edizioni Il Foglio, 2018) e l’immagine riportata sulla copertina, la nostra ricerca culturale e poetica, partendo dal mare “etrusco” di Baratti, da un ambiente unico nel quale riecheggia in maniera “naturale” la poesia di ieri e di oggi, capace di farci ri-vivere i miti di questa terra, come quello di Febo, il dio del sole e della bellezza (“Navicello Etrusco”, p. 23):

L'ultima luce del sole.

Gli spettatori.

Febo

La spiaggia è un anfiteatro, gli spettatori
in attesa dello spettacolo di ogni sera,

l’acqua pulsa di luci multicolori, scomposte
dagli ultimi raggi del sole al tramonto

oltre la punta del promontorio, intorno
le braccia aperte del golfo, verdi di pinete.

Mi lascio andare alle onde, il fresco
dell’acqua accarezza il mio nuoto leggero.

Sotto di me l’oscurità, le creature del mare
vivono già il mistero della notte.

Davanti la luce, il trionfo di Febo, l’idea
della bellezza a portata di mano.

Nuoto nell’ultimo chiarore della sera
per raggiungere Febo, sorgente di luce.

Il rosso del cielo.

Cittadini al mare.

Le rocce in riva al mare.

Davanti agli ultimi raggi di sole che incorniciano in alto Populonia, riemerge la poesia di Rutilio Namaziano dal poema “Il Ritorno” del IV secolo d. c., i versi 411-414 scritti pensando al destino della città etrusca:

Restano solo tracce fra crolli e rovine di muri,
giacciono tutti sepolti in vasti ruderi.
Non indigniamoci che i corpi mortali si disgreghino:
ecco che possono anche le città morire.

La promessa è di continuare a tornare alla spiaggia del golfo di Baratti, al tramonto, e di lasciarsi andare ancora al suono del mare e della poesia.

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