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Resoconto Concerto di musica persiana a Firenze

Concerto di musica persiana per la pace

Cinema La Compagnia.

Una serata per la pace e per la solidarietà con il popolo curdo si è svolta il 5 febbraio 2020 a Firenze, al Cinema La Compagnia di via Cavour, con l’esibizione, per Improvvisazioni musicali, di due musicisti curdi pluripremiati: Kayhan Kalhor, celebre suonatore di kamancheh, e il percussionista Behnam Samani, attualmente entrambi in tour per l’Europa con i loro concerti di musica persiana.

Roberto Mosi e il manifesto del Concerto.

L'ingresso del Cinema La Compagnia.

Il giornale di Emercency.

Gli organizzatori dell’iniziativa, “Testimonianze”, Fondazione Circolo Rosselli, Spi-Cgil, Auser, Associazione degli Iraniani Residenti in Italia - col patrocinio di Regione e Comune – hanno devoluto il ricavato dell’evento ad Emergency per i suoi progetti di intervento sanitario in Kurdistan.

Un pubblico numerosissimo ha seguito affascinato l’esibizione musicale, per noi insolita, e al temine dello spettacolo, di quasi due ore, ha manifestato il proprio entusiasmo con un applauso di oltre dieci minuti.

Fondamentale il programma di sala, preparato da Giovanni de Zorzi, per seguire l’originale e sorprendente concerto di musica persiana, dai suoni meravigliosi, legati da un’armonia di antiche radici, di una cultura più che millenaria. Dalle note del programma abbiamo appreso che nella particolare concezione persiana, l’improvvisazione musicale è il culmine di un processo che inizia con l’apprendimento del radif (“struttura, schema, ordinamento”), un insieme di composizioni trasmesse di generazione in generazione, in modo orale, da maestro ad allievo.

Il pubblico.

Allo stesso modo, in poesia, si richiede a un poeta di imparare a memoria migliaia di versi, prima di iniziare a comporre egli stesso.

Il saluto degli organizzatori prima del Concerto.

Concerto di Kayahn Kalhor e Behnam Samani.

Attraverso la creatività, la sensibilità, la memoria orale, la padronanza del proprio strumento, l’interprete può giungere dopo anni ad un tipo di improvvisazione che è una “una composizione in tempo reale”, nella quale “l’interprete si crea dei percorsi come in un viaggio che l’ascoltatore, incantato, sa seguire”.

Kayahan Kalhor.

Kayahan Kalhor.

Kayan Kalhor ha suonato il kamanche, una viella ad arco e puntale, e il setar, un piccolo liuto a manico lungo. Behnam Samani ha suonato il tamburo a calice detto tombak e il tamburo a cornice daf. I due artisti partecipano all’Europatour 2020.

Un concerto, dunque, di musica persiana, di due grandi artisti per la pace e per la solidarietà con il popolo curdo, martoriato dalle profonde ferite della guerra, al quale la città di Firenze ha risposto in maniera generosa, entusiastica.

Il saluto agli applausi del pubblico.

Behnam Samani.

Un’esperienza importane alla quale Roberto Mosi propone di avvicinare la poesia Piazzale Michelangelo dedicata alla città siriana di Aleppo, dal libro Il profumo dell’iris, Gazebo Libri 2018 (video trailer YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=RBxsN5TNLAo).

(da YouTube)

Piazzale Michelangelo

Il sole tramonta
alle venti e tredici
il venti di agosto.
Si sale al Piazzale
per il Monte alle Croci.

Folla di flash
occhi di meraviglia
selfie straordinari
in dono agli amici.

Una sposa cinese,
il fotografo a fianco,

 

corre, le ciabatte ai piedi,
per cogliere l’ultimo raggio.

Un manto di luce rossa
sulle acque dell’Arno
fino all’orizzonte.
Grigia la fuga dei ponti.

Sullo sfondo un aereo
in discesa, trafitto
da schegge di fuoco.
Aleppo è vicina.
E il rosso del sangue.

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