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Firenze ricorda Mario Luzi
a 15 anni dalla scomparsa

Caterina Trombetti ed Enrico Ricci davanti alla casa di Mario Luzi.

Caterina Trombetti

Firenze ha ricordato il 28 febbraio 2020 l’anniversario della scomparsa di Mario Luzi, nato nel 1914 nel rione di Castello e morto nel 2005 nella sua casa nel quartiere di Bellariva. Ci ha donato in settanta anni di lavoro un’ampia produzione poetica, drammaturgica, critica. È stato candidato al Premio Nobel per la Letteratura; nel 2004 è stato nominato senatore a vita.

La lapide in memoriam.
I presenti nel corso della cerimonia.

Nella casa di via Bellariva 20, dove ha vissuto – nell’attico, dell’ultimo piano, aperto sul paesaggio della città – gli ultimi trenta anni della sua vita con una significativa cerimonia, è stata posta una lapide, a cura del condominio. È stata ricordata la sua figura a nome del Quartiere 2, da Enrico Ricci presidente della Commissione Cultura e dalla poetessa Caterina Trombetti, che ha richiamato commoventi ricordi personali. Ha letto una poesia dedicata a lui e alla abitazione dell’ultimo periodo di vita, “fucina” di incontri e di una meravigliosa produzione poetica.

La vista della Cupola dall'abitazione.

Le colline oltre l'Arno viste dall'attico.

La vista di Fiesole dall'abitazione.

Fucina a Mario Luzi

Ti piacque l’attico e quelle sue stanze
abbracciate dall’ariosa terrazza
a guardare Firenze.
Le scale salite e discese
                    nel volo di sempre,
                                                canoro.
Ti immagino.
                    Ti vedo inforcarle veloce.

Arrivi in fretta alla cima
        per immergerti nelle tue carte,
il corpo risponde alla mente
                                    e vola con lei.

Ora un palazzo fra mille palazzi
                - lì si leva alto il pensiero -
è direzione ed oriente per molti.

L’attico eletto a tua casa
                                        è meta di tanti,
sacrificio e gioia per te.

E qui hai scritto
                        scritto per anni.

Ogni tanto due passi
nella grande terrazza che assapori
                            ad ogni nuova stagione,
spingi lo sguardo
            a quel Fiore che tanto ti incanta
e parla di questa nostra città.

E questo attico-rifugio,
questo attico-pensiero
è impregnato anche nei muri
                            della forza che tu sei.

Caterina Trombetti da Dentro al fuoco ed. Passigli 2004

La terrazza.

Uno scorcio dell'Arno.

Nella Biblioteca del quartiere, a lui dedicata, si è tenuto nel pomeriggio del 28 febbraio2020, un incontro molto partecipato, da titolo “Camminare il paesaggio della poesia. Incontro con i luoghi del poeta”. L’iniziativa è nata da un progetto di Roberto Mosi basato sui paesaggi cari al poeta, con un programma di escursioni alla scoperta e ri-scoperta delle poesie dedicate da Luzi alla sua terra. Hanno portato il loro contributo alla serata Caterina Trombetti, Simonetta Lazzerini di Florio, Arrighetta Casini e Roberto Mosi. Angiolo Pergolini ha accompagnato con la chitarra la lettura delle poesie e il pittore Enrico Guerrini, ha fissato alcune immagini del programma di sei escursioni di cui si compone il progetto.

Manifesto dell'incontro alla Biblioteca Mario Luzi.

Roberto Mosi legge la poesia Presso il Bisenzio.

Roberto Mosi ha ricordato come la memoria del poeta – definito “un maestro del paesaggio” da V. Gonzalez Martin – sia viva nel quartiere e nella città e a questo proposito ha richiamato momenti personali di incontro con Mario Luzi, illustrati in un articolo su “Testimonianze” del 2005 – dal titolo “Mario Luzi, la tensione verso la semplicità”.

Il testo del progetto, corredato delle poesie e delle immagini fotografiche, è riportato nel sito della rivista “Semicerchio” all’indirizzo: http://www3.unisi.it/semicerchio/upload/Trekking%20Luzi.pdf .

Le tappe del percorso proposto – e delle poesie presentate, di cui è stata data lettura – dal progetto sono dunque:

Arrighetta Casini, Roberto Mosi  e Caterina Trombetti durante l'incontro.
Enrico Guerrini e Angiolo Pergolini.
Simonetta Lazzerini Di Florio e gli altri relatori.

• A Castello, il paese delle origini e del ritorno – [Simonetta Lazzerini di Florio]:
Da Il silenzio, la voce (I)1984, “Il posto dove sono nato Mia Madre, 1965;
“Passa sotto la nostra casa”, 1965.

• L’incontro con il fiume – [Roberto Mosi]:
“Prega, dice, per la città sommersa”, 1971;
Fiume da fiume, 2005.

• La Cupola del Brunelleschi – [Simonetta Lazzerini di Florio]:
Fiore della fede, 1986.

• Le origini senesi e “Il viaggio terrestre e celeste di Simone Martini - [Arrighetta Casini]:
“Si approssima Firenze
”, 1994.

• Il sentiero per gli argini del Bisenzio – [Roberto Mosi]:
“Presso il Bisenzio”,
1965.

• Monte Senario e la vista dei monti lontani – [Arrighetta Casini]:
“Vanno ai monti i monti”
, 1999; “La strada tortuosa che da Siena conduce all’Orcia”, 1971;

• Da Il Silenzio, la voce (II) – [Simonetta Lazzerini di Florio]:
“Il cosmo umano ha anch’esso la sua lingua silenziosa”.

Disegno di Enrico Guerrini: Il fiume e Mario Luzi.

Disegno di Enrico Guerrini: La Torre di Villa Petraia vista dal cimitero dove riposa il poeta.

Caterina Trombetti, nel suo intervento, ha dato lettura di una delle ultime poesie del poeta, “Il termine, la vetta”:

Il termine, la vetta
di quella scoscesa serpentina
ecco, si approssimava,
ormai era vicina,
ne davano un chiaro avvertimento
i magri rimasugli
di una tappa pellegrina
su alla celestiale cima.
Poco sopra
                    alla vista
che spazio si sarebbe aperto
dal culmine raggiunto…

                    immaginarlo
già era beatitudine
                    concessa
più che al suo desiderio al suo tormento.
Sì, l’immensità, la luce
ma quiete vera ci sarebbe stata?
Lì avrebbe la sua impresa
avuto il luminoso assolvimento
da se stessa nella trasparente spera
o nasceva una nuova impossibile scalata.
Questo temeva, questo desiderava.

Mario Luzi

La sala della "Biblioteca Mario Luzi" con il pubblico.
L'intervento di Raffaello Romei in rappresentanza del Trekking Italia sezione Toscana.

Nell’ampia sala della Biblioteca a lui dedicata, si è svolto, dunque, a quindici anni dalla sua scomparsa, un incontro molto partecipato, pieno di commozione e di affetto per questo grande poeta.

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