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Il pianoforte
per dare vita ai progetti che verranno

Locandina del prossimo evento.

Nei momenti difficili che stiamo vivendo nel quale il virus infierisce, siamo presi dall’angoscia e il nostro pensiero è sempre vicino alle persone colpite dall’epidemia, ai cittadini impegnati, per il loro lavoro, a combattere questo flagello. In questo spazio sospeso di tempo in attesa di un domani difficile da immaginare, un versante particolare, degno di attenzione, è quello dei progetti e delle manifestazioni culturali, già programmate, che sono state bloccate e rinviate a un tempo lontano, indefinito.

Nel silenzio della casa, delle strade della città, in questo periodo cerco di stabilire, con i mezzi che sono a disposizione, un dialogo a distanza con gli amici coinvolti con me in progetti da lungo tempo preparati, che ora sono fermi, in attesa. Per sostenere il comune impegno credo che sia da sostenere che “I progetti vivono, non tramontano”, che non deve svanire la speranza di perseguire obiettivi che sono importanti per noi e, crediamo, possono rappresentare un interessante offerta culturale.

Da parte mia, intendo ricordare il mio impegno progettuale nel campo del mito e richiamare connessioni con il lavoro dell’amico Umberto Zanarelli, musicista, che mi ha inviato, in merito, una sua preziosa riflessione.

Umberto Zanarelli.

Un passaggio importante per me è stato, nel corso delle esperienze al Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, l’incontro con il tema del mito: la presentazione dei libri Luoghi del mito (Lieto Colle), e Concerto. Sinfonia per Populonia (Gazebo), con il contributo del disegno all’impronta di Enrico Guerrini, versante questo illustrato nei video Pittopoesia (https://www.youtube.com/watch?v=Zx8T5j1sGbg), In viaggio con la Pittopoesia https://www.youtube.com/watch?v=Ci7bRz5ofIc ), Il viaggio del Navicello Etrusco (https://www.youtube.com/watch?v=7d3gWDeXr1w).

Catalogo incontro Pittura e Poesia (da YouTube)
In viaggio con la Pittopoesia (da YouTube)
 
In viaggio del Navicello Etrusco (da YouTube)

Nel percorso di questi anni le mie esperienze si sono arricchite, con l’intreccio di più espressioni. Significativa a questo riguardo la partecipazione alla terza edizione de L’Officina del Mito dal titolo Orfeo chi? Le metamorfosi di un mito con la presentazione di pannelli – fotografie e testi di poesia – dedicati al cantore greco e al parco di Fonte Santa, sopra l’Antella, una stupefacente nicchia ecologica. Il video dell’intervista realizzata nell’ambito della Mostra, illustra il significato della realizzazione (https://www.youtube.com/watch?v=mgAqAQbksFk ).

Ricerca poetica e fotografica del progetto Orfeo in Fonte Santa (da YouTube)

Da questa iniziativa ha preso forma il libro Orfeo in Fonte Santa (Ladolfi Editore), presentato recentemente al Circolo, in una splendida serata di poesia e di musica al pianoforte, con la magica chitarra di Angiolo Pergolini. Il video trailer realizzato da Virginia Bazzechi, illustra il libro con immediatezza, sembra porgerci il suono incantato della Fonte e il canto dei Pastori Antellesi, protagonisti dell’Arcadia (https://www.youtube.com/watch?v=vIr8cLJC-fk). In un magico pomeriggio del passato mese di ottobre al Museo Amalia Ciardi Duprè, Umberto Zanarelli ha presentato le sue Impressioni musicali su Orfeo in Fonte Santa.

Roberto Mosi e Umberto Zanarelli.

Importante per me poi l’ultimo passaggio dell’”Officina del Mito”, la quarta edizione della manifestazione, dedicata, in questi mesi, alla figura di Prometeo.

Su questo percorso, significativo lo stretto dialogo aperto con l’amico Umberto Zanarelli, “schierato” anche lui nel sostegno alla realizzazione degli obiettivi progettuali.

“Ancora una volta – afferma Umberto - ho l’onore di essere stato invitato nel blog del caro amico poeta, fotografo e scrittore Roberto Mosi per esprimere le mie riflessioni inerenti la tematica suggerita dall’autore stesso: “I progetti vivono, non tramontano”. Premetto che con Roberto abbiamo già alle spalle una serie di progetti condivisi e realizzati presso il Circolo degli Artisti “Casa di Dante” di Firenze legati all’Officina del Mito e giunta quest’anno alla sua quarta edizione ed altri progetti personali di Roberto presentati lo scorso autunno al Museo CAD di Firenze e che, in un futuro non troppo distante, vedranno la presentazione della sua ultima interessantissima creazione: “Sinfonia per San Salvi” pubblicata da Edizioni Il Foglio, della quale mi occuperò in questa sede in un prossimo appuntamento.

Prima edizione  dell'Officina del Mito.

Foto e disegni per il Circolo Casa di Dante.

Oggi vorrei soffermarmi su un progetto rimasto in stand by a causa, come tutti sappiamo, della grave emergenza sanitaria che sta coinvolgendo il mondo intero. Preda di un nemico invisibile, trascorriamo nelle nostre abitazioni quarantene forzate con la speranza che al più presto tutto torni alla normalità. Noi artisti abbiamo la necessità di fare cultura e di condividere con il nostro pubblico ciò che ci dettano le nostre pulsioni interiori. Siamo come delle batterie ricaricabili: una volta spesa l’energia nella realizzazione di un progetto, dopo averlo materializzato, siamo pronti ad adottarne uno nuovo per riaccumulare nuova energia. Una ciclicità che ci consente di vivere e di far vivere coloro che desiderano essere coinvolti nelle nostre emozioni. Se il filosofo tedesco Nietzsche afferma che un mondo senza musica sarebbe un grande sforzo, un esilio uno sbaglio … possiamo estendere la frase affermando che un mondo senza cultura, quindi, sarebbe un mondo vuoto, inespressivo e privo di emozioni. Questa la nostra missione: l’artista ha il dovere, in quanto essere eletto, di portare la gioia nel cuore di chi per varie ragioni ha sentito o gli è stato indicato di seguire una strada diversa. Vivere quindi in un periodo apocalittico come questo, sapere dalle immagini per esempio di una Firenze “muta” priva del brusìo dei suoi turisti, della moltitudine di persone che affollava le sue strade, le sue piazze ogni giorno, è una ferita al nostro cuore senza eguali, così come l’arresto di ciascuna attività, culturale e commerciale … ma la cultura non intende fermarsi perché “I progetti vivono, non tramontano”! Il fuoco che Prometeo ha donato agli uomini non si spegnerà, momentaneamente la fiaccola ha ridotto la sua potenza, ma presto tornerà ancora più vigorosa ad infiammare i cuori di coloro che attendono di essere liberati. Prometeo è il tema della mostra pittorico-scultureo-fotografica stabilita per questa quarta edizione dell’Officina del Mito che si sarebbe dovuta presentare al Circolo degli Artisti “Casa di Dante” di Firenze il prossimo 2 maggio concludendosi il sabato successivo con la mia conferenza-concerto che avrebbe trasportato in musica quanto espresso dai colleghi pittori, scultori e fotografi. Per quanto riguarda il mio contributo al mito di Prometeo, ho incentrato per lo più il lavoro ripercorrendo la leggenda eschilea e tentato di ritrarre musicalmente i personaggi più significativi esprimendo, grazie alla proiezione di significative slide ed attraverso i suoni, i vari stati d’animo racchiusi nei principali personaggi di questa antica tragedia greca ed i momenti “più salienti” come: la nascita dell’Universo, Gea, guerra tra Crono e Zeus, Prometeo che plasma l’uomo, Pandora e l’apertura del vaso … Un variopinto ed emotivo arcobaleno sonoro quindi, atto a raffigurare non solo Prometeo, ma anche coloro con i quali egli stesso si era relazionato. In questa circostanza la musica evidenzierà quanto espresso dalla parola offrendo all’ascoltatore una più chiara visione o una maggior comprensione di quel preciso stato d’animo vissuto in primis non solo dal mito protagonista. Per il finale, essendomi ispirato al Prometeo Liberato di Shelley, presenterò un Prometeo vittorioso liberato da Eracle che, unitosi in matrimonio con l’Oceanina Asia, simbolo della natura, darà inizio al regno del Bene e dell’Amore sulla Terra.”

“Ecco, i progetti sono pronti – conclude Umberto Zanarelli - ora sta al nostro nemico invisibile concederci la possibilità di tornare alla nostra vita di sempre dopo essersi prepotentemente insidiato nella nostra tela che mi auguro riesca presto ad imprigionarlo e sconfiggerlo per sempre, proprio come quando un insetto, inesorabilmente cade nella tela di un ragno”.

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