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Al mare della Toscana
con una Principessa francese

L’incontro in videoconferenza di domenica 3 maggio 2020 è stato dedicato, a due libri che parlano del viaggio per le rive del mare della Toscana, guidato, in un caso, dalla storia della principessa Elisa Baciocchi, sorella maggiore dell’imperatore Napoleone, nata ad Ajaccio nel 1777, e dai segni presenti nel territorio e nelle città, per l’opera di governo che esercitò, con una visione europea, dal 1805 al 1814 e, nell’altro, dalla navigazione del “Navicello Etrusco” nelle acque di Populonia e di Piombino, un breve tratto di mare ricco, però, di miti e di storia, dal tempo degli Etruschi ai nostri giorni.

Principessa Elisa Baciocchi.

Napoleone all'Elba. Disegno di Enrico Guerrini.

Penso che il tema del viaggio alla ri-scoperta e alla ri-appropriazione del patrimonio storico, culturale, paesaggistico, susciti interesse – come ho potuto constatare dai segnali giunti nel corso della conferenza – specie in un momento difficile come quello attuale, nel quale siamo tenuti a programmare viaggi a breve raggio (videoconferenza: https://www.facebook.com/rmosi/videos/10222905543487264/).

Roberto Mosi nel corso della videoconferenza. (da facebook)

Il primo libro presentato alla videoconferenza di domenica 3 maggio, è, dunque, una guida storica e paesaggistica:” Elisa Baciocchi e il Fratello Napoleone. Storie francesi da Piombino a Parigi”, Edizioni il Foglio. Il 18 marzo 1805 Napoleone annunziò davanti al Senato francese che aveva concesso lo stato di Piombino alla principessa imperiale Elisa e al marito, principe Felice Baciocchi.

La concessione di Piombino fu la prima con la quale l’Imperatore affidava il governo di uno stato a un membro della sua famiglia. Nel 1809 fu conferito ad Elisa il titolo di Granduchessa di Toscana. Nel 1814, con il rovesciarsi della fortuna del fratello in Europa e in Francia, la principessa Elisa lascia la Toscana ed è costretta ad andare in Moravia, con la figlia Napoleona, come internata, dove passa un inverno di freddo e di ristrettezze. Successivamente Metternich, capo del governo austriaco, l’autorizza a trasferirsi a Trieste, dove fa costruire, nella campagna, una villa presso la quale vive anni sereni. Muore nel 1820 all’età di 43 anni, per una forte febbre che sopraggiunge dopo che ha fatto il bagno nell’ “acqua minerale” di una palude vicino a Monfalcone.

Elisa Baciocchi con la figlia Napoleona.

Nel mio intervento in videoconferenza ho sottolineato che quest’anno sono duecento anni dalla sua scomparsa e che la sua figura viene ricordata in varie circostanza. Da parte mia, mi ha affascinato questo personaggio, una donna che appare antesignana dell'emancipazione femminile, che mostrò forza di carattere sia nel momento della fortuna che in quello delle avversità, insieme a doti di iniziativa nel campo dell’educazione, della cultura, dei commerci e dei lavori pubblici. La sua opera segna lo scuotimento della polvere dalle vesti provinciali dei piccoli centri della Toscana costiera su cui lei esercitò il suo potere. Non a caso Napoleone sosteneva che Elisa fosse «il migliore dei suoi ministri».

Il libro “Elisa Baciocchi e il fratello Napoleone” presenta dunque percorsi di visita delle diverse province costiere della Toscana, da ripercorrere oggi con “lo sguardo” francese, ed europeo, della principessa Baciocchi. Questi percorsi – da compiere a piedi, in bicicletta o in automobile – riguardano Piombino e la Val di Cornia, l’isola d’Elba, Pisa e San Miniato, Viareggio e Lucca, Massa e Carrara.

L’altro libro presentato nella videoconferenza è “Il Navicello Etrusco. Per il mare di Piombino”, edizioni Il Foglio, una raccolta di poesie dedicata al “viaggio” di questa antica imbarcazione, sospinta dai venti della costa, per il tratto di mare dal golfo di Baratti, sotto le vestigium di Populonia, al promontorio dell’attuale città di Piombino, alle spiagge del golfo di Follonica, sempre al cospetto dell’isola d’Elba.

Febo

La spiaggia è un anfiteatro, gli spettatori
in attesa dello spettacolo di ogni sera,

l’acqua pulsa di luci multicolori, scomposte
dagli ultimi raggi del sole al tramonto

oltre la punta del promontorio, intorno
le braccia aperte del golfo, verdi di pinete.

Mi lascio andare alle onde, il fresco
dell’acqua accarezza il mio nuoto leggero.

Sotto di me l’oscurità, le creature del mare
vivono già il mistero della notte.

Davanti la luce, il trionfo di Febo, l’idea
della bellezza a portata di mano.

Nuoto nell’ultimo chiarore della sera
per raggiungere Febo, sorgente di luce.

Percorso Piombino e la Val di Cornia.

Percorso Isola d'Elba.

Attraversa, poi, sotto il nostro sguardo curioso, le acque, per lo più tempestose, della storia che separano il mondo degli etruschi dai nostri giorni, giorni pieni di ansie e di sconfitte, dall’alto dei quali ci rivolgiamo sovente all’indietro per porre domande al mondo delle nostre origini
(video presentazione: https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=-dn2XMqax0E).

Navicello Etrusco. Per il mare di Piombino. (da YouTube)

Il navicello fa vela, a ritroso, come si è detto, verso i tempi della contemporaneità. Un passaggio importante è rappresentato dalle invasioni barbariche e dal passare del tempo (Barbari), dal rovinare dell’imponente città etrusca – e poi romana – di Populonia, Rutilio Namaziano, nel viaggio per mare che lo porterà da Roma a Narbona, dalla nave ancorata nel golfo di Baratti (anno 415) scorge le rovine della città, ne rimane colpito e ne dà conto nel poema De reditu (vv. 413-414):

Non indignamoci che i corpi mortali si disgreghino:
ecco che possono anche le città morire.

Il Navicello continua a navigare verso i nostri giorni ed è significativo l’incontro con la figura di Napoleone, relegato dalle maggiori potenze europee, dopo la sua avventura da imperatore, all’isola d’Elba, come re di un minuscolo regno. Una composizione poetica della Raccolta (Elba) evoca questa epoca e, in particolare, l’incontro con Maria Walewska nella “reggia sotto le stelle”, nell’accampamento alzato presso la Madonna del Monte, sopra il paese di Marciana.

Il percorso dl Navicello Etrusco.

Il porto di arrivo del viaggio poetico per il mare di Populonia e di Piombino, è rappresentato dal “luogo del nonlavoro”, la grande acciaieria con i forni spenti, un ammasso inutile di ferraglia sul quale non svettano più le fiamme dell’altoforno. I personaggi della poesia (La Sterpaia, Cigli erbosi), lavoratori disoccupati, animano il nuovo paesaggio industriale, visto dalla lunga striscia di spiaggia che si distende all’inizio del golfo di Follonica. Al porto d’arrivo del Navicello possono essere ritrovate anche ragioni di speranza, uno stare bene, in definitiva, un essere felici, in un luogo in-cantevole, ricco di storia, di bellezze naturali e artistiche, qualità che possono marcare il futuro cammino culturale e economico di questa terra (Turan dea dell’amore, Città nave, Città libro, Città lanterna, Solstizio d’estate, Buca delle Fate, Parole, Dalla loggia). Il Navicello, infine, è pronto a salpare di nuovo per tornare ai tempi delle origini, per le vie del mito. Nello scritto poetico Tular Dardaniu – Migrare, si riprende la figura mitica di Dardano che partì dall’Etruria per andare a fondare la città di Troia, attraversando il Mediterraneo. Questo mare vede i migranti del nostro tempo che, al pari degli Etruschi di una volta, superano, al prezzo di infiniti sacrifici e tragedie, i confini, alla ricerca di una nuova terra che li possa accogliere.

Palazzi e Opere pubbliche nelle Province di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno.

La Raccolta si chiude con il pensiero rivolto ai sacrifici dei migranti (Mani, Uccelli migratori, La stella cometa, 35.5 Latitudine Nord – 12,6 Longitudine Est) nell’auspicio che si aprano nuove rotte sulla via della solidarietà e della pace, che popoli diversi s’incontrino per far germogliare nuove vitalità culturali.

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