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Gustav Mahler a Dobbiaco in Val Fiscalina.

Le Dolomiti di Mahler
e la suggestione dei luoghi

La scorsa settimana ho dedicato alcuni giorni della mia vacanza sulle Dolomiti per conoscere il luogo dove soggiornò Gustav Mahler, insieme alla moglie Alma, nelle stagioni estive dal 1908 al 1910. Il musicista, in quel momento all’apice di una luminosa carriera, che era nato in Boemia il 7 luglio 1860, prese alloggio nella località di Carbonin Vecchia, non lontano a Dobbiaco, in Val Pusteria, presso il maso dei coniugi Trenker.

Dobbiaco vista dal maso Carbonin Vecchia.
Il maso dove soggiornò Gustav Mahler.

Nel bosco si fece costruire “la casetta di composizione”, una capanna che lo accoglieva ogni giorno, in un profondo silenzio.

L'attuale insegna.

Fotografia originale della “casetta di composizione”.

Il luogo aveva una posizione strategica per la scoperta del paesaggio dolomitico e per soddisfare la sua passione di escursionista, con la vicinanza di sentieri meravigliosi nella Val Fiscalina, presso il lago di Dobbiaco, per raggiungere la visione delle Tre Cime di Lavaredo, ecc.

All'ingresso dell'attuale ingresso con la firma del musicista.

La stube al piano terreno.

Fotografia del salotto al primo piano.

Il lago di Dobbiaco.

Nel periodo delle sue vacanze in Val Pusteria compone la nona sinfonia e una parte sostanziale della decima sinfonia, l’opera rimasta incompiuta per la morte prematura (Vienna, 18 maggio 1911). Prima delle due sinfonie, dette vita al capolavoro “Il Canto della Terra”, opera per voce e orchestra, una delle composizioni più originali dell’artista, che appartiene sia al genere dei Lieder che della Sinfonia, considerata come un ponte diretto verso “la nuova musica” che i critici riconoscono come uno dei lavori più originali e innovativi all’inizio del nuovo secolo. Scrivendo ad un amico in quella estate del 1908, Mahler afferma che nella sua “casetta” andava componendo “la cosa più personale che ho fatto finora, nell’isolamento creativo della casetta di composizione di Carbonin Vecchia”.

Roberto Mosi presso l'attuale ristorante.

Il vicino bosco.

Roberto Mosi presso la statua di Mahler al centro di Dobbiaco.

L'organo della chiesa parrocchiale.

I movimenti dell’opera sono sei e i contenuti principali riguardano il fluire dei ricordi, la caducità dell’esistenza umana, l’addio alla vita. Nella parte finale dell’ultimo movimento, del “Congedo”, si respira l’aria del bosco, della montagna, dell’incontro con l’eterno ciclo della natura:

Dove vado, vado a vagare tra i monti,
a cercare pace per il mio cuore solitario
vado verso la mia terra, vado verso i miei luoghi
               
(trad. it. Q. Principe)

In questo passaggio, e in altri, emergono le esperienze reali di Mahler nella natura, vissute nella capanna nel bosco e nella sua veste di escursionista, si legano a questioni esistenziali.

La visita ai nostri giorni a Carbonin Vecchia evoca le suggestioni di un tempo e ci avvicina allo spirito dell’opera del compositore boemo, al ricordo del suo passaggio in questa terra di straordinaria bellezza, ricordo che la comunità locale tiene vivo ai nostri giorni in più modi, con la statua a lui dedicata nel centro di Dobbiaco, con la creazione del Centro Culturale Mahler e l’apertura di una Sala Musicale, con le Settimane che ogni anno sono dedicate alla memoria del musicista.

Le Tre Cime di Lavaredo.

Il Centro Culturale Gustav Mahler.

Nel nostro caso la vacanza è stato il momento magico per la scoperta della suggestione di un luogo della musica di notevole significato per la cultura della nostra epoca. Ci piace cogliere questo motivo della “suggestione dei luoghi”, per richiamare recenti passaggi della nostra ricerca poetica e fotografica, dedicati a luoghi particolari, unici per le emozioni che suscitano. Il primo riferimento è al paesaggio delle colline a sud di Firenze, ricco di storia e di beni naturalistici, che abbiamo “cantato” con il poemetto “Orfeo in Fonte Santa” (Giuliano Ladolfi Editore) e illustrato per immagini con un video (https://www.youtube.com/watch?v=vIr8cLJC-fk ).

"Orfeo in Fonte Santa", poemetto Roberto Mosi -"Officina del Mito", Circolo Casa di Dante

Il secondo riferimento è per la suggestione che suscita un luogo “abbandonato”, “sconvolgente” come quello dell’ex-Manicomio di San San Salvi a Firenze, al quale sono dedicate la raccolta “Sinfonia per San Salvi” (Il Foglio Edizioni) e le riprese video effettuate recentemente fra i resti di uno degli edifici (https://www.youtube.com/watch?v=QuIQYxszkDk ).

Sinfonia per l'ex-Manicomio San Salvi di Firenze - Metafore e memoria

Memorie, ricordi, emozioni che segnano percorsi d’incontro con le nostre storie di uomini e con la natura, di grande suggestione.

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