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Manifestino della Mostra su Proust.

Marcel Proust in barca sull’Arno
nell’estate del Covid

Hotel “Laurus al Duomo”.

Ospedale di Santa Maria Nuova con la tenda triage.

Roberto Mosi davanti al Centro dell'Esposizione.

Nella Firenze dell’Estate 2020, dopo i giorni del confinamento per la pandemia, uno dei segni di ripresa per la cultura è rappresentato da una serie di Rassegne d’Arte che si stanno tenendo all’Hotel Laurus al Duomo di via dei Cerretani, a cura dell’Associazione Toscana Cultura, con l’esposizione di circa 700 opere.

Scritta in ricordo del personale medico.

Altra scritta a favore del futuro.

Sto prendendo parte ad una di queste Rassegne, che rimarrà aperta dal 7 al 21 agosto, al pomeriggio, con una serie di immagini fotografiche ispirate al viaggio che il protagonista dell’opera Alla ricerca del tempo perduto, immagina di compiere nella città di Giotto.

Lavori alla facciata del Duomo.

Il Duomo affollato di turisti con la cupola del Brunelleschi.

Merita premettere al resoconto di questo evento, un accenno alla Firenze di questi giorni, che incontriamo prima di arrivare alla bella sala espositiva dell’Hotel Laurus al Duomo. Firenze è ancora una città stranita, lontana dalle atmosfere affollate del passato, dall’assalto del turismo internazionale. Nella piazza dell’ospedale del Centro, Santa Maria Nuova, è ancora alzata la tenda bianca del triage della Protezione Civile per il filtraggio Covid e ad un angolo della piazza è ancora steso il lenzuolo “storico”, che inneggia all’impegno e al coraggio degli infermieri e dei medici.

Nel silenzio che ancora predomina nelle strade, nei lungarni, si affacciano i primi turisti e agli Uffizi si creano le prime code di visitatori.

Turista sul ponte di Santa Trinita, con sullo sfondo il Ponte Vecchio.

Fra le mostre in corso a Firenze, una di queste ci sembra particolarmente significativa, esprime con il linguaggio dell’arte il disagio dell’uomo nella nostra epoca. Cento imponenti lupi feroci invadono il cuore di Firenze: si chiama "Lupi in arrivo", la monumentale installazione dell'artista cinese Liu Ruowang. Il suo branco, composto da cento fusioni in ferro, ciascuna del peso di 280 kg - è un'allegoria della risposta della natura alle devastazioni e al comportamento dell'uomo nei confronti dell'ambiente, una critica nei confronti di un mondo votato all'autodistruzione. L'opera con i suoi cento elementi resterà esposta fino al 26 ottobre in due spazi: piazza Pitti e piazza SS. Annunziata. Le statue fronteggiano due edifici emblematici del Rinascimento, Palazzo Pitti e lo Spedale degli Innocenti, progettato da Filippo Brunelleschi.

Installazione dell'artista cinese Liu Ruowang “I lupi in arrivo”.

L’artista cinese Liu Ruowang ha sottolineato l’intento di voler insegnare l’amore e il rispetto per l’arte alle nuove generazioni: “il metodo migliore è quello di far entrare l’arte nella vita quotidiana. Le mie sculture sono collocate nelle piazze: così l’arte crea anche un legame con gli spazi pubblici. È importante costruire una cultura del bene comune”.

Sala della Rassegna d'Arte  all'“Hotel Lausus al Duomo”.

Venere di Covid” dell'artista Cecilia Brogi.

Riprendendo il tema della Rassegna d’Arte all’Hotel Laurus al Duomo alla quale partecipo, è da ricordare che nell’opera di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto, il Narratore immagina di compiere un viaggio in Italia e di visitare alcune città, fra le quali Firenze. Per la città di Giotto, il pensiero va al Ponte Vecchio e alle sponde dell’Arno “piene di giacinti e d’anemoni”, in primavera. Il viaggio non poté essere compiuto per le cattive condizioni di salute del protagonista. Con il progetto fotografico e poetico In viaggio sull’Arno con Marcel Proust, riprendo questi pensieri sul viaggio a Firenze e immagino una gita in barca – “il barchino dei renaioli” – sul fiume, dell’autore francese con gli amici più cari, dalla riva presso il Ponte Vecchio, al Ponte a Santa Trinita, al Ponte alla Carraia, con il ritorno nella notte fra le sponde “foderate di silenzio”, illuminate da vaghe luci. Il progetto presentato alla Rassegna fiorentina, comprende dieci scatti fotografici, insieme al testo poetico, che offrono la scansione visiva ed emotiva del viaggio “immaginato”.

Mostra dei quadri di Roberto Mosi su “Proust in barca sull'Arno”.

“… pensavo che già il Ponte Vecchio era cosparso
a profusione di giacinti e d’anemoni …”
Marcel Proust, Dalla parte di Swann,
Parte Terza, Nomi di paesi: il nome

La barca scivola al centro
del fiume foderato di notte,
la pertica affonda nell’acqua
spinta nel fondo dal barcaiolo.

Le braccia del Ponte Vecchio
si aprono illuminate di finestre,

la voce della guida s’infrange
nella volta di pietre dell’arcata.

Si compie l’incontro sognato
con la città di Giotto, per dono
il viaggio nella notte con gli amici
che intendono il respiro dell’Arte …

Il tema è, dunque, anche in questo caso, l’incontro con il fascino delle acque del fiume, di notte, e richiama l’incanto delle acque che anima il recente poemetto Orfeo in Fonte Santa (Ladolfi Editore; video presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=vIr8cLJC-fk ), un incontro felice con la natura del quale sentiamo oggi un forte bisogno per sfuggire all’angoscia dei “Lupi in arrivo”, che richiama l’opera del cinese Liu Ruowang, presente nelle due piazze fiorentine.

Orfeo in Fonte Santa” poemetto di Roberto Mosi - Officina del Mito, Circolo Casa di Dante
(da YouTube.com)
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